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Pompei Scavi: HUB turistico desaparecido… o almeno rivedibile

by Federico L. I. Federico

Abbiamo quasi dimenticato quand’è stata la prima volta che abbiamo parlato dell’HUB Turistico di Pompei Scavi. Da quel momento sono passati almeno due Sindaci e due o tre Commissari prefettizi. Ormai queste sono le unità di misura dei tempi della durata delle Amministrazioni comunali Pompeiane, non gli anni che passano, che nel caso dell’HUB sono ben più di un lustro.

Si cominciò con un sindaco, il non compianto Nando Uliano il quale – pur di non vedere realizzato l’HUB turistico, allora un vero HUB che innescava una vera intermodalità ferro-ferro tra linea EAV, ex Circumvesuviana e linea Trenitalia ex FFSS a Ovest del Centro urbano – minacciò di legarsi e imbavagliarsi davanti al Palazzo comunale. Ancora oggi, ripensandoci, non si riesce a capire quali fossero le molle interiori che provocarono una tale manifesta auto attestazione di inidoneità al governo cittadino e a scelte responsabili, frutto di mediazione piuttosto che di velleitarismi. Il Sindaco Uliano, infatti, si sottrasse ad ogni responsabilità decisionale che sia Trenitalia sia poi Rete Ferroviaria Italia-RFI sollecitavano. Il Ministro Franceschini in persona sponsorizzava il Progetto e arrivò a metterci la faccia, fino a garantire un bel pacco di milioni di euro. Complessivamente una cinquantina. Ma questo aspetto – di enorme importanza visto lo stato di difficoltà dell’esangue bilancio comunale pompeiano – non smosse l’Amministrazione guidata da Uliano, venata da un grillinismo prima maniera, incapace di scelte responsabili.

Poi Uliano e la sua maggioranza furono fortunatamente mandati a casa e arrivò così un Commissario prefettizio che si caricò ovviamente delle sole problematiche dell’ordinaria amministrazione, come sovente nello stile commissariale peraltro.

Fu quindi la volta del successo elettorale di un nuovo Sindaco, Pietro Amitrano, che ebbe la sorte imbattersi, oltre che nel progetto dell’HUB, anche in un altro grande progetto ferroviario. Era il Progetto EAV, che interessava la zona Est del centro urbano moderno e che proponeva anche la riqualificazione urbana del centro città fino alle periferie nord del Comune, innervate da assi stradali che andavano a sostituire le vecchie strade rurali trasformate in strade moderne. Due progetti da governare erano troppi per Amitrano, anche perché essi risultarono troppo più grandi della sua capacità di immaginare il futuro per Pompei. Pietro Amitrano finì per impaniarsi e perdere il controllo di una maggioranza che sembrava forte sulla carta. E fu così che venne dimissionato malamente e al Comune arrivò un ennesimo Commissario.

Il progetto dell’HUB – nelle more dell’indecisionismo imperante – ricevette però un primo duro colpo di ridimensionamento funzionale, sia perché il finanziamento si era intanto contratto attestandosi su “soli” 33 milioni di euro e sia perché la intermodalità di interscambio ferro-ferro, tra rete ferroviaria EAV e rete Trenitalia, era passata in secondo piano rispetto alla preminente funzione turistica. Il Progetto RFI era stato previsto per il sito di Pompei Scavi, lungo la antica Via Plinio che diventava un’area pedonale di accesso per i turisti diretti agli scavi pompeiani.

Infatti nel nuovo Progetto – il secondo in ordine di tempo, approvato in modalità “da remoto” nell’Agosto del 2020, durante la gestione commissariale del Comune di Pompei – era mantenuta ancora la funzione di HUB turistico, già precedentemente data alla fermata Pompei Scavi. E tale fermata era prevista ancora presso la antica e preesistente stazioncina borbonica dell’Ottocento, la quale però era allo scopo ancora potenziata e diveniva stazione idonea ai treni dell’Alta velocita provenienti da Roma.

Ma questo secondo Progetto costituiva comunque un netto arretramento rispetto alla iniziale proposta Franceschini, al quale il nuovo Sindaco Carmine Lo Sapio – intanto eletto dopo l’ultima gestione commissariale – aveva annunciato l’affidamento simbolico delle chiavi della Città di Pompei, in segno di gratitudine per la sua attenzione non solo verso la Città antica.

Il netto arretramento era (ed è) costituito prima di tutto dal fatto che l’interscambio era (ed è) scomparso, cosicché chi era (e sarà) diretto o proveniente da Sorrento alla stazione EAV di Pompei doveva (e dovrà) recarsi con i propri mezzi alla vicina Stazione Trenitalia.

Non c’è che dire: una gran bel passo indietro!!!

Chi sognava un vero HUB turistico intermodale potrà dunque continuare a sognare…

Inoltre, nel Progetto RFI – il terzo in cinque o sei anni – vengono riproposte soluzioni errate quale ad esempio è la erasione dal contesto urbano della Via Plinio, la storica Via Regia delle Calabrie e poi SS n.18, la cui pedonalizzazione induce i progettisti a cervellotiche soluzioni come una rotonda che blocca il traffico turistico in entrata a Pompei, dirigendolo poi di fatto verso Torre Annunziata, considerata la esiguità del parcheggio previsto dal Progetto RFI, per soltanto 142 stalli. Il vicino Maximall ringrazia…

Inoltre, stradelli e controstradelli si snodano al fianco e a valle della Via Plinio, davanti alla Pineta degli scavi, obliterando il frontestrada costruito e consolidatosi negli ultimi cent’anni. Si arreca così un inutile danno alle attività ivi esistenti che vedono ribaltato a valle l’accesso ai propri lotti, mortificati, quando non cancellati in un colpo solo. Piuttosto che progettare soluzioni pasticciate, sarebbe stato molto più semplice ricorrere a dissuasori, mobili e a scomparsa, piazzati strategicamente agli estremi dell’asse stradale della Via Plinio e delle sue confluenze con le aree che rimarranno carrabili. Così sarebbe fatto salvo l’uso carrabile saltuario o eccezionale della sede stradale di Via Plinio, sotto il controllo e la gestione del Corpo VV.UU. di Pompei. Così si è fatto ad esempio davanti al grande prospetto vanvitelliano della Reggia di Caserta.

Una domanda però sorge spontanea: i progettisti RFI hanno nozione del ruolo di Pompei nel comprensorio vesuviano e conoscenza dei piani di evacuazione dell’area vesuviana? Che dire di più? Forse le soluzioni semplici e poco costose non interessano più nessuno?

Intanto, oltre cinquanta tra semplici cittadini e soggetti imprenditoriali interessati dagli espropri, si stanno attrezzando per una dura guerra fatta a colpi di carte bollate…

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