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Progetto Carta geologica, qualcosa si ferma.

by Giulio Espero

 

Esattamente un anno fa, proprio di questi tempi, avevamo dedicato un articolo al Progetto CARG, ovvero la cartografia geologica del nostro paese, attualmente in carico all’ISPRA che in un webinar del 27 ottobre 2021 aveva fatto il punto di una storia ormai trentennale, cominciata alla fine degli anni Ottanta. Allora infatti prende il via il Progetto di realizzazione della cartografia geologica nazionale alla scala 1:50.000, inizialmente nell’ambito del Programma annuale di interventi urgenti di salvaguardia ambientale (L.67/88), poi nella Programmazione triennale per la tutela dell’ambiente (L. 305/89).

In quell’occasione si dava conto anche dell’importante impegno finanziario sotteso, suddiviso tra lo Stato centrale e le Regioni (nella misura del settanta e del trenta percento) che assicurava, prima – con l’approvazione della Legge di Bilancio 160/2019 – uno stanziamento di 15 milioni di euro per il triennio 2020-2022 e, successivamente, – con l’approvazione della Legge di Bilancio 178/2020 – un ulteriore stanziamento 10 milioni di euro per le annualità 2021-2022.

L’allora Responsabile del Dipartimento Servizio Geologico d’Italia dell’ISPRA, Maria Siclari, dichiarava compiaciuta alla stampa “…Con gli ultimi due finanziamenti contenuti nella legge di stabilità il Governo torna a dare fiducia al Paese, cioè alla necessità di attuare politiche di tutela dell’ambiente e di prevenzione dei rischi naturali. L’augurio è che questo finanziamento possa continuare nell’interesse della collettività affinché si pongano le basi per la messa in sicurezza del territorio nazionale…”.

L’aria probabilmente è cambiata.

La stessa Maria Siclari, che da aprile di quest’anno è diventata nel frattempo direttore generale dell’Ispra subentrando al dott. Alessandro Bratti giunto al temine del proprio mandato, a conclusione dell’incontro “La memoria del territorio a garanzia del futuro: il Progetto CARG” che si è svolto il 14 novembre 2022 a Roma, ha rappresentato come il completamento della Carta Geologica d’Italia fosse a rischio, mancando all’attualità nella legge di bilancio dello Stato un capitolo di spesa dedicato al Progetto CARG.

Ricordando che, a conclusione dei fogli avviati nell’ultimo triennio, si arriverebbe appena al 55% della copertura del territorio nazionale, il direttore generale dell’Ispra ha dichiarato: “Dobbiamo consolidare uno strumento fondamentale di conoscenza, qual è il Progetto CARG, che potrà contribuire alla prevenzione di eventi catastrofici e consentire di allineare l’Italia agli altri Paesi Europei che hanno già da tempo completato la copertura geologica del loro territorio e avviato la fase di ulteriore aggiornamento”.

La conoscenza del territorio e del suo sottosuolo rappresenta un passaggio fondamentale per la prevenzione di disastri oltreché per l’individuazione delle risorse idriche, energetiche e minerarie e la gestione dello stesso. Un’esigenza, dunque, che chiaramente non può essere procrastinata in considerazione della vulnerabilità del nostro territorio, costretto di continuo ad affrontare eventi estremi derivanti dal dissesto idrogeologico e dal cambiamento climatico.

Concetti, intenti e preoccupazioni fatte proprie anche dal sottosegretario del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Claudio Barbaro, che è stato presente all’intervento e che ne ha condiviso la intrinseca necessità utilizzando i termini di cura, gestione e tutela come baluardi imprescindibili dell’attività di salvaguardia del patrimonio naturale.

Si batte cassa dunque. Il messaggio che è stato lanciato è chiaro ed inequivocabile: sine pecunia ne cantantur missae ed è giusto così. Quella a rischio in effetti non è una semplice carta colorata, ma una sofisticata e importante infrastruttura di ricerca strategica per la Nazione, che oggi rappresenta lo strumento più completo per leggere il passato e il presente del nostro territorio. In questi anni lo studio, le sperimentazioni, il confronto tra i vari esperti, la crescita culturale dal punto di vista della conoscenza geologica del nostro territorio, hanno reso la cartografia del progetto CARG indispensabile al raggiungimento degli obiettivi finalizzati ad uno sviluppo sostenibile. Temi anche al centro dell’agenda della COP2 che si è appena svolta in Egitto.

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