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San Pietro al Tanagro: la nuova vita di borgo Serrone

by Federica Inverso
San Pietro al Tanagro: la nuova vita di borgo Serrone

Recuperare l’antico centro del comune di San Pietro al Tanagro, dedicandolo alla memoria dell’Ingegnere Luigi Spinelli, grazie ad un progetto di rigenerazione urbana. Giovani ed amministrazione in campo per rilanciare le bellezze del territorio e trasformare il luogo nel biglietto da visita della città.

Con questo progetto, il paese del Vallo di Diano si candida al bando della terza edizione del Creative Living Lab. Un’iniziativa nata grazie ad una co-progettazione tra comune, Forum dei Giovani, Pro Loco di San Pietro e QS & Partners di Vincenzo Quagliano, che proietta l’area storica verso il rilancio turistico.

Fare dell’antico Borgo Serrone un centro culturale, partendo proprio dalla riapertura di alcuni ambienti del Palazzo che ha dato i natali all’ingegnere Spinelli, candidato premio Nobel per la pace e ideatore di molte infrastrutture pubbliche del Sud Italia degli anni ‘70. Destinare quegli spazi ad attività culturali, artistiche, ludiche e a servizi di accoglienza turistica, realizzando anche un punto informativo; “Welcome to San Pietro al Tanagro”. Questa l’idea che ha preso vita nell’ambito delle attività del progetto “Protagonismo Giovanile & Sviluppo Aree Interne” del Forum dei Giovani di San Pietro al Tanagro. Una realtà che mira a coinvolgere e sostenere le “nuove generazioni” nella vita delle città, per contrastare il fenomeno dell’abbandono delle aree interne.

“Quando per la prima volta ho letto il curriculum dell’ingegnere Spinelli, sono rimasto stupito di quanto avesse realizzato: 187 pagine di vita e la maggior parte delle persone, dei giovani di San Pietro al Tanagro ignoravano l’esistenza di questa figura. L’idea di dedicare il borgo alla sua memoria è nata anche per questo: per riscoprire il nostro territorio partendo proprio dalla sua storia e dalle figure illustri ad esso collegate”. Spiega Giovanni Pagliarulo, coordinatore del Forum dei giovani di San Pietro al Tanagro e da sempre in prima linea per la difesa della sua terra.

Pagliarulo è consapevole di quanto un progetto del genere sia fondamentale per un Paese delle “aree interne”. “La nostra realtà è molto legata anche a quella dei paesi vicini. Gli abitanti del Vallo di Diano hanno più volte manifestato, infatti, la volontà di fondersi, ufficialmente, in un’unica città. Riuscire a realizzare un progetto del genere vorrebbe dire non solo valorizzare la storia e le radici di un territorio, ma dare valore all’intero comprensorio. Aggiungere una “tappa turistica” anche a San Pietro al Tanagro, in un’ottica più ampia di un percorso turistico che coinvolga l’intero Vallo di Diano.”

Un’importante iniziativa per cui i fondi sono necessari. “C’è tanto da fare, il borgo è da riprendere sul serio. C’è bisogno di un lavoro di pulizia, progettazione e ristrutturazione, ma in futuro il luogo potrebbe davvero diventare un gioiello, anche per questo stiamo cercando di chiudere la concessione con la famiglia Spinelli, proprietaria del Palazzo, per riaprilo e metterlo in sicurezza”.

Alla base del progetto, dunque, non c’è solo il recupero delle bellezze territoriali, ma anche e soprattutto il contrasto allo spopolamento. Le realtà come quella del Forum dei giovani di San Pietro al Tanagro offrono iniziative concrete per rivalutare il paese e creare le giuste opportunità anche per le nuove generazioni. “Si tratta di giovani che rimangono nelle aree interne e partecipano fattivamente alla storia della loro città cosa non semplice nei territori Vallo”.

Dalla raccolta differenziata all’attenzione alle tematiche ambientali, fino al coinvolgimento delle nuove generazioni con laboratori di poesia – e non solo – il Forum dei giovani di San Pietro al Tanagro offre la possibilità di restare in una terra in cui, molto spesso, si deve fare i conti con l’assenza di persone, iniziative e movimenti, ma mai con la mancanza di unione. “In un’area interna si vive con un grande senso di comunità, un valore aggiunto che, in grandi città, è difficile trovare. – conclude Pagliarulo – Con costanza e attenzione si può puntare alla riscoperta di piccoli borghi, realtà e tradizioni, perché il Vallo può dare tanto, dobbiamo solo partire”.

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