Precedente: Brasile.
Due giorni dopo il ballottaggio in Brasile sarà la volta di Israele.
Se Lula gode di buon credito fuori di casa ma è impopolare all’interno, Netanyahu soffre di un discredito radicale fuori di Israele, ma è largamente apprezzato in Israele.
Negli anni Dieci, anche a seguito della grande migrazione degli anni Novanta e Duemila di ebrei sefarditi e di ashkenaziti provenienti dall’ex URSS, la postura di Israele è cambiata. Da Stato laico democratico con segmenti di oltranzismo religioso a Stato etnico-religioso con la persistenza di istituzioni democratiche. È restata tuttavia immutata l’ansia da accerchiamento che attraversa tutti coloro che abitano la terra di Israele.
Non è facile per nessuno convivere per tutta la propria esistenza, dalla culla alla tomba, con bombardamenti, attentati terroristici e minacce esplicite di genocidio. Ai confini: Hezbollah a Nord e Nord-Est, ANP a Est, Hamas a Sud. Più distanti, a portata di missili: Houti, Iran e Mezzaluna sciita. E tutti hanno sancito nelle loro costituzioni e atti fondativi la missione di distruggere Israele e, con esso, gli Ebrei che vi abitano.
Recentemente, con gli accordi di Abramo, Israele ha parzialmente rotto l’accerchiamento, ma è restata sotto il mirino dei fondamentalisti sciiti. Sembrava possibile nel ‘22/’23 allargare gli Accordi di Abramo all’Arabia Saudita. La situazione pareva evolversi verso un allentamento delle tensioni, quando Hamas ha perpetrato la più efferata strage di civili ebrei dai tempi dell’olocausto.
7 ottobre 2023: gli Ebrei di tutto il mondo hanno perso ogni fiducia nella possibilità di convivenza pacifica con i Palestinesi. E Netanyahu, che pure aveva flirtato proprio con Hamas in funzione anti ANP, si è determinato ad arrivare alla ‘soluzione finale’, l’eliminazione dei Palestinesi dai propri confini e l’abbattimento della teocrazia di Teheran. Con tutta la ferocia possibile. Anche qui Trump non se ne sta a guardare. La lobby ebraica statunitense è molto potente e orienta un numero consistente di voti negli USA. Voti preziosi in vista del difficile midterm del 3 novembre.
L’obiettivo della soluzione finale è largamente condiviso dagli Israeliani che si recheranno alle urne il prossimo 27 ottobre, sulla carta non ci sarebbero problemi per il blocco della destra che oggi governa Tel Aviv. Tuttavia, Netanyahu non è al sicuro.
Gli Ebrei hanno la memoria lunga, ostinata. Non dimenticano. Per generazioni e generazioni. Ed è opinione diffusa tra loro che Bibi N. abbia gravemente sottovalutato la minaccia di Hamas. In molti credono veritiera la notizia che alcune ambasciate arabe lo avessero avvertito dei propositi di Sinwar e compagni. Pagherà un costo nelle urne, non c’è dubbio.
E allora, semplificando, il prossimo 27 ottobre in Israele si confronteranno tre coalizioni:
- Destra e destra religiosa, di cui fanno parte Likud, Otzma Yehudit, Zehut, Shas sefarditi e UTJ ashkenaziti, con Netanyahu leader.
- Opposizione di centro, composta da Yashar, Beyachad, Beiteinu, Blu e Bianco e I Democratici, senza un leader unico riconosciuto ex ante.
- Infine i Partiti arabi, Ra’am e Hadash-Ta’al-Balad. È appena il caso di ricordare che dei dieci milioni circa di residenti in Israele due milioni sono arabi o arabo-palestinesi con diritto di voto.
I sondaggi non accreditano a nessun blocco i 61 seggi necessari per avere la maggioranza alla Knesset, pur se danno la destra in vantaggio. L’eventuale conferma di Netanyahu con il suo blocco di destra messianista significherebbe continuazione della guerra ad oltranza alla Mezzaluna sciita nella regione mediorientale e rafforzamento elettorale di Trump negli USA. L’indebolimento o addirittura la sconfitta di Bibi N. aprirebbe scenari ad oggi impensabili.
Restano da analizzare il Midterm USA e la tornata elettorale della Spagna. Alla prossima.
2/continua

1 comment
L’unico commento realistico e obiettivo della situazione mondiale attuale.
Grazie Luigi! Ho molto apprezzato la lucidità della tua visione e l’onestà con cui hai esposto le ragioni di tutte le parti in causa senza lasciarti trascinare da illusioni etico moralistiche che animano le piazze incoscienti e inconsapevoli delle conseguenze distruttive. Sdoganare il fanatismo e sempre una sciagura per tutti.