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Sindaco di Città di Partenope: il programma elettorale di Antonio Tosi

by Redazione

Si vota ancora per tutto il mese di maggio, online, per le elezioni del Sindaco di Città di Partenope. Una sorta di Sindaco virtuale di Napoli. Si tratta, infatti, di una iniziativa nata in vista delle prossime comunali per dare spazio “alle migliori idee e ai progetti più interessanti”. Cinque candidati espressione della società civile pronti a dare un contributo, offrendo “una visione alternativa ai veri attori della prossima campagna elettorale”.

E allora vediamo questi contributi. Abbiamo scelto quello del candidato Antonio Tosi, un po’ perché lo conosciamo da tempo come manager pubblico e un po’ perché ci ha colpito. Vi proponiamo di seguito un estratto del suo programma elettorale.

Ognuno di noi napoletani è l’espressione vera del passato che ci accomuna! …Dobbiamo trasmettere ai nostri figli le nostre radici positive. E quindi dobbiamo intervenire verso le zone degradate della città: abbiamo una strana caratteristica perché la periferia non è solo all’esterno ma anche nel cuore della città. …l’aspetto sociale, il recupero delle zone degradate ed il lavoro sono obiettivi prioritari.

La cultura, l’arte, la musica l’archeologia, i musei, le chiese storiche, i conventi, le regge, i castelli, le torri, i palazzi storici rappresentano la bellezza e la vita di Napoli.

E vorrei ringraziare l’attività della chiesa cattolica e della Caritas, così come molti altri anonimi cittadini e associazioni che stanno accompagnando moltissime persone disagiate in questo grave momento di pandemia. Anche ciò è espressione della napoletanità.

Ciò premesso devo confessarvi che la mia esperienza di dirigente delle partecipazioni statali e poi successivamente nelle posizioni di rilievo nella Pubblica Amministrazione mi hanno determinato nell’operatività sul campo.

Occorre pianificare nel breve, medio e lungo termine.

Credo che il “sindaco virtuale” dovrebbe dedicarsi ad interloquire, stimolare, suggerire e supportare l’Amministrazione che verrà su problemi reali, non di politichese, effettivamente risolvibili ed attuabili.

I punti nodali sono i seguenti:

  • Centro storico
  • Periferie
  • Bagnoli ex area ITALSIDER
  • Napoli est
  • Il porto
  • Le colline dei Camaldoli.

Ebbene la rigenerazione urbana è già nei fatti finanziata quasi complessivamente. Occorre affrontare e sciogliere alcuni nodi e situazioni che riguardano gli uffici tecnici comunali, sguarniti, per l’esodo pensionistico, di persone capaci e molto competenti, quindi implementare la riorganizzazione degli uffici e la formazione del personale.

Ci sono ipotesi operative da prospettare, percorribili per velocizzare i processi:

Centro storico

Ci sono 28 progetti già redatti e disponibili al Provveditorato alle OO.PP. per l’appalto. Negli anni erano stati destinati centinaia di milioni di euro dalla Regione e ma non utilizzati. Attualmente il presidente De Luca ha conferito cento milioni di euro e quindi spendibili.

La città potrà inoltre usufruire di altre tre situazioni molto importanti:

  • sisma ed eco bonus 110%
  • la riproposizione del progetto Sirena
  • il Demanio Nazionale ha destinato notevoli fondi per gli edifici storici e/o di interesse nazionale

Periferie

il risanamento “ambientale” vede due ipotesi di recupero anche se parziali di miglioramento della vivibilità:

  • eco-bonus e sisma-bonus
  • progettazione green per le aree degradate

Bagnoli ex area Italsider

Nonostante le polemiche dei giorni scorsi la società INVITALIA ed il Commissario incaricato hanno fondi già disponibili per centinaia di milioni di euro che dovrebbero essere investiti a completamento entri prossimi tre-quattro anni

Napoli est

E’ in corso accordo di programma per il recupero e la valorizzazione delle aree ex industriali. Attualmente il Ministero dell’Ambiente ha trasferito alla Regione l’istruttoria delle pratiche di caratterizzazione e bonifica delle aree di questo sito di interesse nazionale che consentirebbe un ulteriore recupero delle stesse per attività prevalentemente commerciali

Il porto

E’ stato appena insediato il nuovo Presidente dell’Autorità Portuale, persona di grande esperienza.

Ebbene ci sono alcuni aspetti che riguardano lo sviluppo, l’ambiente e investimenti dedicati ad un adeguamento della funzionalità, innovazioni tecnologiche e nuove destinazioni.

Ci sono tre punti attuabili:

  • il problema della qualità dell’aria condizionata dai fumi emessi dalle navi da crociera in transito, con evidente inquinamento delle aree della linea di costa cittadina.
  • Il governo aveva destinato importanti fondi per l’elettrificazione delle banchine al fine di risolvere l’inquinamento dell’aria.

Questi fondi sono stati fortemente ridimensionati, ma occorrerebbe intervenire per quelli necessari previsti

  • Il molo San Vincenzo potrebbe essere destinato alla portualità turistica con investimenti privati, oramai se ne parla da molto, troppo tempo

Le colline dei Camaldoli

Rappresentano il 20% del territorio cittadino: oltre 1.000 ettari e sono il nostro polmone.

La Regione aveva già destinato oltre trenta milioni di euro per il recupero ed il rilancio con destinazione parco pubblico. Oggi con il recovery plan saranno sicuramente disponibili fondi perché è un progetto privilegiato dal programma green.

Tutto quanto ho rappresentato darà lavoro da subito a migliaia di persone e non solo.

La rigenerazione della città così ridisegnata darebbe un ulteriore sviluppo al turismo e quindi si rifletterebbe incredibilmente sull’economia per moltissime attività.

La pandemia ed il conseguente lockdown possono costituire momento fondamentale di pianificazione e di regia per le attività turistiche…

Progetto inclusione e dignità

Vorrei infine dedicare un’ultima riflessione sull’importante problema dell’immigrazione.

Occorre un progetto molto articolato ma che consentirebbe di affrontare l’integrazione così evocata ma non attuata.

Il Governo precedente aveva disposto la vendita dei beni immobili non più utilizzati in particolare le caserme che potrebbero essere utilizzate per due finalità:

  • Abitazioni di accoglienza anche se provvisoria
  • Luoghi di socializzazione tra le varie etnie, espressione di cultura, religioni, usanze diverse.

Ovviamente tutto con il coordinamento degli assessorati comunali di competenza e con l’ausilio della Caritas.

…Un Sindaco, anche se virtuale, dovrà avvalersi di una squadra di volontari: quindi chiedo a chi vorrà votarmi di collaborare tutti insieme.

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