Il sottotitolo di questo articolo non è fantastorico, ma vuole aprire le porte dell’attenzione sulla Città di Pompei e sulla città antica – la Pompeii archeologica – alla luce del fatto che la Città nuova ha perso da poco la propria guida, rappresentata dal rimpianto Sindaco Lo Sapio. La sua azione, interrotta dalla scomparsa prematura, ha purtroppo lasciato in eredità non poche vicende tecnico-amministrative incompiute – tra cui quelle concordate con il Parco Archeologico di Pompei, ma non solo – che corrono il rischio di diventare eredità spinose.
Possiamo inserire come prima tra esse l’HUB turistico ferroviario di Piazza Porta Marina inferiore, in corso (faticoso) di realizzazione, ma comunque in essere. Tra le sue fondamentali previsioni di nodo di scambio di flussi turistici e di area pedonale accogliente, c’è la ri-collocazione nelle aree circostanti il fronte Scavi e nella Via Plinio pedonalizzata di qualche decina di chioschetti, dal design omogeneo, che sostituiranno i tanti rasi al suolo dalla Procura della Repubblica competente, per ragioni connesse a illegittimità urbanistica e amministrativa. Un groviglio spinoso difficile da sbrogliare.
Nel Progetto dell’HUB però ancora sopravvive il “tubo” appositamente concepito per portare i visitatori dai binari ferroviari all’area demaniale di Porta Marina Superiore, scavalcando e tagliando fuori, in quota aerea, il territorio comunale pompeiano. Una sorta di “vomitorio” teatrale, nel senso peggiore. Ma il futuro sindaco dovrà affrontare anche questo spinoso problema.
Altra eredità lasciata dal Sindaco Lo Sapio – che ha impegnato anche risorse del bilancio comunale a favore dei lavori del Parco Archeologico di Pompei – è la fascia/parco di penetrazione pedonale urbana della area pomeriale della Pompei Antica, fino alla Casina dell’Aquila, in pieno demanio statale, ancora in corso di realizzazione. La fascia pedonalizzata si snoderà tutta all’interno del Demanio statale, lungo il confine occidentale delle aree verdi di proprietà santuariale, le quali si affacciano di fronte all’Anfiteatro pompeiano e alle sue aree esterne, già oggetto di un rimboschimento con piante molto giovani, che però sarà apprezzato soltanto negli anni a venire.
E, a questo punto, potremmo qui aggiungere anche le aree espropriate ed espropriande, a monte delle fasce settentrionali degli Scavi demaniali, comprese quelle in corso di scavo sulla collina della Giuliana, dove si sta recuperando la famosa Villa del “carro cerimoniale” – detto in antico pimentum – oggi esposto nell’Antiquarium di Villa Regina a Boscoreale.
Ma ciò intanto è costato alla Pompei moderna la chiusura di una antica strada di penetrazione dal litorale Torrese/Stabiese all’entroterra vesuviano. La chiusura di tale strada, Via Giuliana, comunque carrabile, impone soluzioni alternative, che non si vedono all’orizzonte, mentre i Pompeiani di oggi vivono e muoiono di traffico, in nome della Grande Pompei.
In più, il reinsediamento tardoantico e altomedievale della zona di Civita Giuliana – che, non a caso, nel vecchio Piano Regolatore del Comune di Pompei era definita Zona “A” e che, quindi, risulta vincolata per definizione – va scomparendo per l’allargamento dello scavo in corso per iniziativa pubblica, nel silenzio totale del Comune di Pompei e dei pompeiani ignari di Urbanistica.
Infine, dal nuovo Sindaco non va accantonata la vicenda dell’acquisizione del grande fabbricato monumentale tardo razionalista, detto Istituto Sacro Cuore, che rappresenta, forse, l’opera più imponente concepita dall’avvocato Santo.
Ebbene, ben venga un ciclopico contenitore di eventi e mostre!!
Un buon esito della questione potrebbe segnare la svolta per la offerta turistica della Pompei nuova che, da sola, offre alla domanda turistica stanziale – in aumento deciso nell’ultimo triennio, passata da poco più dell’uno al cinque per cento (dei visitatori totali) – pochi alberghi, ma almeno una efficiente rete privata di accoglienza turistica, attraverso B&B e Camere ammobiliate.
Intanto, però, la Cittadella religiosa e santuariale, appena premiata dalla Santità attribuita dalla Chiesa di Roma a Bartolo Longo, fondatore della nuova Pompei, sembrerebbe prossima a perdere – per scadenza del mandato pontificio – l’attuale Prelato. Si tratta dell’autorevole Arcivescovo Tommaso Caputo, che ha lavorato sodo al buon esito del lungo processo religioso di beatificazione dell’avvocato santo. E al Prelato Caputo va anche riconosciuto il merito del rilancio della Biblioteca e del Museo del Santuario della Madonna del Rosario di Pompei, i quali costituiscono due nuovi significativi poli di interesse nella Città nuova.
Insomma, il nuovo Sindaco che uscirà dalle urne dovrà cercare di ricomporre la triade dei tenori, rappresentanti della composita, triplice, realtà pompeiana.
D’altra parte, si sa che negli ultimi tempi l’armonica sintonia fra i tre zoppicava. Lo diciamo fuori dai denti, essendo ben nota ormai la vicenda del Vincolo Ministeriale – esteso a tutta l’area lastricata della Piazza San Bartolo Longo – dipanatasi nel corso del 2025.
Ci rimane ora da chiarire perché il titolo richiami l’assedio di Silla, che fu infausto per Pompei antica, la quale si arrese a Roma nell’anno 89 a.C. e, da quel momento, fu occupata e colonizzata da Silla, per volontà dei Romani. Ebbene, ci rimanda a Silla la recente vicenda delle “guide” pompeiane, le quali saranno vittime di una epocale trasformazione “sillana” del proprio ruolo professionale. Esso rischia di scomparire a vantaggio di altri soggetti più idonei e versati alla massificazione della domanda e dell’offerta su Pompeii. E sulla Grande Pompei…
Ma ciò davvero ci induce a segnalare anche questa come una ulteriore spinosa eredità, per il nuovo Sindaco.
Diamo atto però alla tempestività dell’azione dell’attuale Sindaco Andreina Esposito, la quale ha voluto accogliere presso il Comune il Direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel per un incontro/confronto con le circa cento Guide Turistiche interessate, ospitando tutti nella sala consiliare del Palazzo De Fusco già venerdi 20 Febbraio alle ore 15,00.
Da parte sua l’Assessore regionale al Turismo e alla Transizione digitale, il socialista Enzo Maraio, si è detto disponibile ad affrontare la questione con l’impegno necessario.
Se son rose… fioriranno. Ma le rosse hanno molte spine.
