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Tartarughe marine ad Ascea. Benvenute

by Federica Inverso

Eccole che tornano puntuali. Le mamme Caretta Caretta scelgono ancora il Cilento per i loro nidi e le spiagge si trasformano in “nursery” per i piccoli di tartaruga. Il primo nido in Campania della stagione 2021 è stato individuato la mattina del 17 giugno sul litorale di Ascea Marina, in località Petrosa. Una lunga scia sulla sabbia e qualche orma, poche tracce che conducono al “tesoro”. In prima linea per il monitoraggio e la ricerca dei nidi, i volontari dell’ENPA del “Progetto Tutela Animali Marini – Azione Nate Libere”, coordinati dalla Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli.

Il 17 mattina era di turno una squadra tutta al femminile. Sono state le volontarie Michela Pisapia, Roberta Teti, Fulvia Gherardelli, Chiara Della Pepa e Sara Capobianco a scoprire le tracce di risalita. “Una grande emozione”, come hanno sottolineato condividendo alcuni scatti di quei momenti.

Da quel momento, le mamme caretta si sono date da fare. Quattro nidi in quattro giorni sono stati individuati sulle coste della Campania. Uno è stato scoperto lungo la costa casertana a Castel Volturno, con ben 90 uova deposte. Gli altri tre sono tutti ad Ascea, ma questa non è una novità: da anni la località è una delle mete predilette per la deposizione delle uova. Il Cilento apre così le porte alla stagione delle Caretta Caretta e spera di replicare, se non superare, il risultato dell’anno scorso. Quella passata è stata infatti l’estate dei record per la Campania, con ben 32 nidi censiti di cui 27 lungo le coste cilentane da Ascea ad Acciaroli, da Marina di Camerota a Palinuro.

Un risultato che testimonia anche l’attenzione che il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni riserva alle politiche di tutela. Ne è un esempio anche la giornata di informazione e formazione, riservata agli operatori turistici del parco, che ha preso vita a inizio mese nel comune di Camerota, organizzata dalla rete “I Lidi del Parco”. Come riconoscere la traccia lasciata da una tartaruga marina sulla sabbia quando nidifica, quali sono i comportamenti corretti per non disturbare l’animale mentre cerca il luogo più appropriato per deporre le uova, come evitare di arrecare danni al nido sono alcuni degli argomenti trattati. Ogni ritrovamento segue un iter ben preciso: i volontari si occupano di mettere in sicurezza l’area fino all’arrivo degli operatori specializzati dell’Anton Dohrn che, insieme al personale Enpa autorizzato, effettuano lo scavo per verificare la presenza delle uova, raccogliere i dati relativi alle tracce e recintare l’area interessata.

Ma cosa fare se dovessimo incontrare una tartaruga o le sue tracce? Gli “addetti ai lavori” dicono: prima cosa, contattare la Guardia Costiera telefonando al 1530. “Se vedete una tartaruga che risale la spiaggia o che torna verso il mare potrebbe essere una femmina adulta che sta cercando un luogo adatto per depositare le sue uova. È importante non disturbare l’animale per evitare di stressarlo in un momento così delicato, infatti la risalita e la deposizione richiedono un grande dispendio energetico e se infastidita potrebbe tornare in mare per cercare un’altra spiaggia”. Importante non sostate davanti o ai lati dell’animale, vietato utilizzare flash che potrebbero spaventarlo.

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