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Torna la pizza!

by Giulio Espero
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Dopo il lockdown pressoché totale delle settimane scorse, anche in Regione Campania comincia a delinearsi all’orizzonte qualche sprazzo della famosa Fase 2 con il ritorno della pizza.

Se ne parlava già da qualche giorno. Si intuiva qualche ammorbidimento nella gestione, severa per così dire, del Presidente De Luca. Che tramite le proprie ordinanze aveva vietato, a differenza che nelle altre regioni, non solo l’asporto dei pasti pronti, ma anche la consegna. La cosiddetta delivery.

Con l’Ordinanza 37 di ieri, si dispone che da lunedì 27 aprile saranno possibili anche in Campania consegne a domicilio di pizze, cibo e prodotti da bar e da pasticceria.

Sentiamo già l’odore fragrante dei forni a legna, il sibilo musicale delle macchine del caffè dei bar, il profumo delle sfogliatelle appena sfornate. Diciamoci la verità, seppur piacevole passatempo, ci eravamo un po’ stancati delle gare di pizze fatte in casa da postare su Facebook il sabato sera.

Non apriranno solo le pizzerie, ma da lunedì si potrà andare anche in libreria ed in cartoleria. Aperture di cui evidentemente non ci sfugge il carattere esclusivamente simbolico, non avendosi notizie dalla notte dei tempi di assembramenti in libreria. Né ci pare di aver mai visto folle scomposte combattere per l’ultimo Uniposca. Ma che fosse la volta buona.

Gli orari di effettivo esercizio di queste attività sono però fortemente contingentati. Solo la mattina e fino alle 16 i bar e le pasticcerie. Solo la sera le pizzerie e i ristoranti. Solo fino alle 14 le librerie e le cartolerie. Per chiarezza, si potrà ordinare esclusivamente on line o telefonicamente e ricevere a casa la pizza o altra prelibatezza. Per adesso scordatevi l’asporto.

È fatto obbligo, naturalmente, di provvedere preventivamente alla pulizia ed alla sanificazione dei locali commerciali, rimasti chiusi queste lunghe settimane. E promuovere, per le librerie, sistemi di vendita attraverso prenotazioni telefoniche o sul web.

La pizza, si sa, in Campania ed a Napoli in particolare è sacra. Sul tema del divieto di asporto e consegna delle pizze, De Luca ha sempre trovato forti resistenze politiche e conclamate avversità pubbliche. Mentre il piglio duro in generale ha ricevuto numerosi consensi, perlomeno sui social, sulla pizza e le sfogliatelle il gradimento è stato pressoché assente. Sul tema era intervenuto finanche il Sindaco De Magistris che, facendo proprio l’appello del noto pizzaiolo Gino Sorbillo e di Massimo Di Porzio (titolare della famosa pizzeria “Umberto”, nonché presidente della Fipe Confcommercio), con un pizzico di ironia ha parlato di “sadismo ingiustificato”.

Il presidente De Luca ha ammesso che si tratta “di un primo passo e di un primo segno di rilancio delle attività economiche secondo una linea di responsabilità e di prudenza”.

Ma proprio il combinato disposto tra le misure sanitarie da adottare e l’orario di esercizio consentito desta perplessità tra gli addetti del settore.

Come ha dichiarato alla stampa Alessandro Condurro, titolare dell’Antica Pizzeria da Michele, (la pizzeria più famosa al mondo?) “…sanificare tutti i giorni i locali, pulire e sanificare tutti i giorni condizionatori e filtri, munirsi di apparecchi per misurare la temperatura ai dipendenti, oltre che di guanti e mascherine, e di attrezzature per la consegna a domicilio delle pizze qualora volessimo farlo con personale nostro, avrebbe un senso se potessimo stare aperti tutto il giorno, non dalle 16 alle 22… Sappiamo bene che aprire alle 16 è totalmente inutile, le pizze si venderanno dalle 19 alle 21 massimo 21.30. Ed in quelle due ore quante pizze si possono fare? Ed il gioco vale la candela? Vale la pena mettere in moto tutta la macchina delle sanificazioni, delle apparecchiature, delle visite mediche ecc. per fare 2 ore di lavoro al giorno? Evidentemente no…”

Per adesso magnammece sta pizza! Assaporeremo dopo due mesi di astinenza una margherita decente, sperando di non doverla pagare 15 euro come a Milano.

Però andiamo in libreria per una volta!

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