Difendere l’ambiente significa difendere la salute pubblica, oltre che la prospettiva del pianeta. È questo il messaggio forte emerso dal convegno “La bellezza che cura”, ospitato nel Salone delle Feste di Villa Campolieto, organizzato dall’associazione forense In Oltre, nell’ambito della mostra “Pietra Viva” dell’artista Antonio Carotenuto.
E’ stato un incontro intenso, a tratti anche provocatorio, che ha acceso il confronto tra istituzioni, giuristi, medici, ambientalisti e forze dell’ordine sul legame sempre più evidente tra qualità ambientale, prevenzione sanitaria e qualità della vita.
Ad aprire i lavori è stata la presidente dell’associazione In Oltre, Anna Brancaccio, che ha ricordato come tutela dell’ambiente e tutela della dignità delle comunità siano oggi due facce della stessa emergenza sociale.
Tra gli interventi più attesi si è confermato quello del vicepresidente della Camera dei deputati Sergio Costa, che ha rilanciato il modello “One Health”, basato sull’idea che salute umana, ecosistema e benessere collettivo siano strettamente connessi. Costa ha sottolineato come investire nella prevenzione ambientale significhi anche ridurre i costi della sanità pubblica, tornando poi sul ritardo italiano rispetto agli obiettivi europei sulla biodiversità e sulla necessità di rafforzare aree protette, vigilanza ambientale e controlli sul territorio. Ampio spazio anche al tema della Terra dei Fuochi, dove, secondo Costa, molto è stato fatto per cambiare il racconto di quei territori, ma resta ancora enorme il lavoro da svolgere per la bonifica di terreni e falde acquifere.
Dal Parco Nazionale del Vesuvio è arrivato invece il richiamo del presidente Raffaele De Luca, che ha definito il Vesuvio “un grande polmone di biodiversità”, ma anche un territorio sottoposto a continue pressioni ambientali, tra abusivismo edilizio e sversamenti illeciti. Un lavoro quotidiano, supportato anche dall’attività dei Carabinieri Forestali, definiti “gli angeli custodi della natura vesuviana”.
Molto apprezzato è stato l’intervento del Tenente Colonnello Marco Trapuzzano, comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli, che ha distinto tra chi abbandona rifiuti per inciviltà e chi invece compie veri e propri crimini ambientali, avvelenando aria, terra e falde acquifere.
Spazio poi anche alla riflessione scientifica e sanitaria. Il professor Ambrogio De Siano ha evidenziato la necessità di norme più semplici e campagne di sensibilizzazione più efficaci, mentre il professor Francesco Argano, medico radiosenologo del Centro Me.Di. di Castellammare di Stabia, ha ribadito il legame sempre più documentato tra qualità ambientale e patologie oncologiche, sottolineando il valore della diagnosi precoce e della prevenzione.
Per chiudere il convegno è intervenuto l’artista Antonio Carotenuto, protagonista della mostra “Pietra Viva”, che ha riportato il dibattito su un piano umano e culturale. “La bellezza non è qualcosa di decorativo”, ha detto. “È una necessità umana. Un territorio degradato produce sofferenza, mentre un territorio rispettato produce dignità, serenità e appartenenza”.
Parole che hanno chiuso un confronto dove ambiente, salute, cultura e legalità si sono confermati elementi inseparabili dello stesso equilibrio sociale.
