Napoli, la città più bella del mondo, continua ad essere una città sporca. Uno sporco atavico, indelebile. Gli sta appiccicato addosso come un tralcio. E non esistono stagioni. Tutto uguale per tutto l’anno, per tutti gli anni. Di tanto in tanto sull’argomento la stampa cittadina fa delle indagini e spesso incappa in turisti che ritornano. “Scusi, come trova Napoli per la pulizia? “Bella e meno sporca”. Nessuno che dice: “bella e pulita”.
In questa sorta di “rendita di posizione” dà ampiamente il proprio contributo l’ente deputato al decoro, ossia il Comune, che in tanti anni di lamentele mai è riuscito ad organizzare un servizio di pulizia degno: non significa solo spazzamento e raccolta, ma anche lavaggio e igienizzazione delle strade, tutte le strade, del centro e della periferia. Il napoletano, al quale poco sembra interessare il tema della pulizia della città, dà il suo ineffabile contributo a tenerla “sporca”. In passato si è tentata la via dei cestini, distrutti nel giro di pochi mesi, e qualche volta la via del lavaggio delle strade, la via dell’incremento del servizio in talune ore de giorno (le ore successive alla sosta-pranzo). I risultati sono sempre stati piuttosto modesti (a fronte di costi esorbitanti). Insomma, non si può dire che la P.A. responsabile del servizio non ci abbia provato: con risultati modesti.
Il servizio negli anni addietro era gestito direttamente dal Comune, con proprio personale. E’ stato il periodo più buio; di netturbini in giro neppure l’ombra. Situazione tollerata dal perverso intreccio politica – attività di servizio. I candidati alle elezioni avevano bisogno di voti e di “galoppini” che “trottassero” per recuperarli. I dipendenti dei servizi “minori”, tra cui la N.U., erano a disposizione dei candidati che una volta eletti coprivano le assenze o le carenze di servizio procurati dai loro galoppini. Con il tempo e con lo spazientirsi dei napoletani questo cattivo costume si esaurì. Ed infine il servizio fu affidato ad una società esterna, pienamente autonoma e con propri organi decisionali, di direzione e di comando del personale: ASIA è il suo nome.
Il servizio è certo migliorato, il personale lavora, ma Napoli continua ad essere “una carta sporca”. Problema di risorse, certo; problemi di organizzazione, anche. E’ soprattutto un problema mentale e di condizione psicologica dell’intera città. Troppi napoletani per strada e ora anche tanti, tantissimi turisti: sicuramente per le buone condizioni meteorologiche; anche per la condizione abitativa, i bassi sono inabitabili; per condizioni di lavoro, troppi disoccupati. In passato la città giornalmente era attraversata da cortei di disoccupati, provenienti anche dall’intera area metropolitana, richiedenti lavoro e occupazione stabile. Attraversavano la città con il loro carico di manifesti, volantini, cartacce. E organizzare un servizio di pulizia straordinario ogni volta, ogni giorno, per più volte al giorno è stato complicato, difficile e costoso. La città di fatto non veniva ripulita. La meccanizzazione del servizio ha in parte risolto il problema, ma complessivamente Napoli rimane una città sporca.
Questa condizione penosa non le impedisce di essere apprezzata e visitata, con flussi turistici che aumentano ogni anno con cifre anche consistenti nell’ordine delle migliaia (il Comune parla di milioni). Avvenimenti internazionali di fama, come per esempio l’America’s Cup, faranno affluire in città ancora altre migliaia di turisti, soprattutto di alto status sociale. La città dovrà essere nelle migliori condizioni organizzative per i servizi che dovrà erogare e per l’apprezzamento che ne dovrà ricevere per l’ulteriore richiamo turistico. E’ l’occasione per la scelta definitiva: Napoli sarà la città più bella, la più pulita, la migliore sul fronte dell’organizzazione di questo grande evento mondiale. In passato Napoli ha ospitato altri grandi eventi sportivi, sociali, politici, istituzionali. Sempre ha dato il meglio e sempre ha ricevuto grandi apprezzamenti per l’ospitalità e l’organizzazione. Sotto pressione la città sa dare il meglio di sé.
I napoletani si aspettano che questo “meglio” sia dato tutti i giorni per potersi anche sentir dire “questa città è la più bella e la più pulita, la più organizzata del mondo”. Un ulteriore generoso permanente sforzo può fare la differenza: Napoli bella e pulita; un sogno che diventa realtà.
