Domani Pompei avrà il proprio nuovo sindaco. Già dicemmo nel precedente articolo riguardante le elezioni comunali di Pompei che la politica locale, fortunatamente, aveva dato sorprendentemente il meglio di sé, portando alle urne come candidati tre professionisti rispettati e conosciuti, con precedenti esperienze elettorali in anni passati, abbastanza lontani, quindi non più giovanissimi, cioè: l’ex assessore Salvatore Alfano, commercialista tributarista nella vita, l’ex consigliere comunale e provinciale Giuseppe Tortora, medico di base e sportivo e l’ex Sindaco Claudio D’Alessio, avvocato civilista.
Tutti e tre saranno presenti e protagonisti nel prossimo consiglio comunale. Ma uno solo tra Alfano e Tortora siederà sulla poltrona di Sindaco della Città di Pompei in quanto loro due si sono “qualificati” per l’imminente turno di ballottaggio e D’Alessio ha raggiunto il quorum necessario per il posto di consigliere comunale. Il nuovo Sindaco avrà modo di essere ricordato in futuro come Sindaco del Centenario, in quanto Pompei si appresta a celebrare il proprio centenario essendo diventata Comune autonomo nel 1928, e sarà in ogni caso un professionista serio.
Entrambi i finalisti Alfano e Tortora hanno evitato i toni forti e velenosi, rispettando ciascuno l’altro, anche se tra i loro sostenitori e candidati non sono mancati gli esagitati e gli spargitori di veleni, veri o falsi che siano, che hanno anche strumentalizzato alcuni episodi. Ma va così… E’ già tanto di questi tempi di Terza o Quarta Repubblica che ci offrono spettacoli molto peggiori.
Noi scriviamo nell’interesse della Città di Pompei, che ha ruolo e visibilità internazionali per la presenza sul territorio comunale di due “giganti” della storia antica e recente d’Italia: gli Scavi archeologici di Pompei e Il Santuario della Madonna di Pompei, noti nel Mondo, entrambi ubicati nel territorio comunale.
E il sindaco vincente dovrà affrontare prioritariamente il problema della ricucitura dei rapporti tra la Città civile e le altre due Realtà, quella religiosa e quella archeologica, raffreddatisi nella seconda metà dell’anno scorso, per il Decreto Ministeriale di vincolo culturale calato improvvisamente sulla realtà della Città da parte del Parco Archeologico di Pompei, sostenuto in questa operazione dalle più autorevoli stanze del Collegio Romano, sede del Ministero della Cultura e da quelle della Prelatura Pontificia pompeiana, che aveva chiesto per prima il vincolo sulla Piazza San Bartolo Longo, sostenuta della Santa Sede al Vaticano.
La vicenda amareggiò non poco il Sindaco Lo Sapio che, però, fu aggredito definitivamente dal male che gli aveva già reso difficili – e a volte patiti – i giorni belli della sua Sindacatura che, comunque, ha segnato positivamente la storia recente della Città di Pompei, quella dei vivi, ospiti ospitanti delle due grandi Realtà, che hanno portato alla celebrità in Italia e nel mondo il nome: POMPEI.
