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Assarmatori Annual Meeting, la relazione del Presidente Messina

no pedaggi a Hormuz, UE in deriva tecnocratica, si al nucleare

by Redazione
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Oggi a Roma il Presidente di Assarmatori Stefano Messina non ha fatto sconti nella sua relazione al meeting dell’associazione armatoriale. Dagli attacchi alle politiche europee per la decarbonizzazione del trasporto marittimo alla indicazione del ricorso alla propulsione nucleare per azzerare davvero le emissioni, al no a qualsiasi ipotesi di pedaggio a Hormuz.

Il trasporto marittimo ha bisogno di certezze – ha detto – per poter operare in sicurezza, per questo ritengo che le navi rimaste bloccate nel Golfo Persico proveranno a uscirne non appena possibile, ma un ritorno alla normalità nello Stretto di Hormuz non sarà immediato, serviranno diversi giorni per capire se questa volta si potrà tornare davvero a navigare con le necessarie garanzie, in primis a tutela degli equipaggi. Nell’attesa di conoscere i dettagli dell’accordo, tuttavia, rifuggiamo qualsiasi ipotesi di un pedaggio per attraversare lo Stretto, fatto che sarebbe contrario al principio della libertà di navigazione (…)

L’Europa sembra vivere fuori dalla realtà. Continua a irrigidire le norme vigenti come se fosse ignara del contesto geopolitico e non fosse al contrario chiamata ad aumentare la competitività delle imprese europee anziché affossarle. Stiamo andando fuori mercato, non possiamo pensare di vincere la competizione globale se la UE resta ferma e dentro a una logica esclusivamente regolatoria decisa dai tecnocrati. I danni generati al settore dell’automotive sono evidenti, per il trasporto marittimo chiediamo una revisione coraggiosa del sistema ETS per tutelare i tre segmenti più esposti: i collegamenti con le isole, che vanno esclusi da questo regime, le Autostrade del Mare e il transhipment di container. In questo contesto internazionale così difficile e frammentato, l’Italia e l’Europa restano a galla proprio grazie allo shipping e alla sua straordinaria capacità di adeguarsi ai grandi sconvolgimenti in poco tempo e in modo efficiente. Non possiamo permettere che questa straordinaria leva economica venga minata da assurde decisioni assunte a Bruxelles senza la minima traccia di un confronto democratico e che poi a Roma i fondi generati da questa tassazione vengano dispersi in mille rivoli, anziché essere destinati proprio al trasporto marittimo per investimenti legati alla decarbonizzazione, come prevede la stessa Direttiva, e vengano decisi vincoli geografici per il rinnovo delle flotte ispirati a un protezionismo fuori dalla realtà, dal mercato e da qualsiasi logica commerciale (…)

Non dobbiamo farci condizionare da fattori esterni e guardare i fatti. Numerosi progetti pilota legati al comparto marittimo con al centro il nucleare di IV Generazione e i cosiddetti Small Modular Reactors dimostrano la fattibilità tecnica e i benefici in termini di decarbonizzazione. L’impiego di reattori nucleari a bordo delle navi presenta indubbi vantaggi anche dal punto di vista logistico, poiché elimina la necessità di disporre di supply chain dedicate alle diverse tipologie di combustibili alternativi, che dovrebbero essere capillarmente distribuite nei vari Paesi per garantire la disponibilità del carburante nelle aree operative delle navi”.

 

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