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Cosa rende insopportabile il caldo a Milano

“piazze tattiche”

by Luca Rampazzo
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Foto by Comune di Milano

 

Forse l’immagine che ha colpito più nei giorni scorsi, i giorni dell’ira celeste, quelli del sole a picco e del caldo intollerabile, era il confronto tra le temperature di Milano e Reggio Calabria. Faceva più caldo sotto la Madonnina che alle spalle di Scilla. Non si parla di percezione, di umidità, di venti o smog. No, no era un confronto alla pari. Mercurio contro mercurio. Massima contro massima. Insomma, la situazione si era ribaltata. Alimentata da un anticiclone africano che ha scavalcato Reggio ed è planato su Parigi, Francoforte e Milano.

Con alcuni problemi collegati. Il primo è che Milano, per togliere le automobili che causano il riscaldamento climatico, ha creato una roba chiamata “piazze tattiche”. In sostanza ha chiuso larghi tratti di strada e ci ha messo i bambini a giocare. A volte ci ha piazzato piante in vaso. A volte manco quelle. L’obiettivo era rimuovere gli automobilisti, il resto era mero arredo urbano. Si chiamano “tattiche” queste piazze perché, di fondo, nascono come linee sul terreno. Disegni infantili, tratti colorati. Ma tutto, rigorosamente, su asfalto. Immaginate quanto fresche siano oggi.

Immaginate, soprattutto, alle 15 con 38 gradi quanti bambini ci giochino. Milano la riconosci anche in questo: è narrazione. Raccontano che ci sono troppe macchine? Le togliamo le macchine, che problema c’è. E ci raccontiamo che abbiamo salvato il pianeta. Poi scopri che hai dovuto fare decine di ore di coda in più e 1. il pianeta non è stato per nulla salvato, anzi è più caldo che mai e 2. la cosa che doveva salvarlo, e ti ha causato le decine di ore di cui sopra, sta peggiorando il clima, almeno in città. Per fortuna, come un riflesso pavloviano, più i piani falliscono, più i pianificatori pianificano. Quindi ora siamo alle de-asfaltature. Stiamo togliendo l’asfalto e piantando erbetta e alberi. E si continuerà spediti, finché qualcuno non realizzerà che meno asfalto significa più competizione tra mezzi pubblici (green) e biciclette (altrettanto green).

Non è un paradosso o un esercizio stilistico. Succede già ora, ce lo dice il Politecnico. I mezzi di superficie milanesi, di cui ci siamo sempre vantati, vanno sempre più lentamente e questo ne riduce il numero. Se tu togli asfalto questo problema peggiora. E allora? E allora le macchine le devi vietare, ci spiega il milanese medio che la macchina non ce l’ha (perché non se la può permettere). Giusto, tutto giusto. Ma…

Ma quel signore, poco più di un ragazzo, che ha tutte le risposte pronte e impacchettate, se mai le auto saranno vietate, non starà più qua. Sarà al paese. Dove, forse, fa caldo lo stesso, ma lo fa costando molto meno, con un sacco meno di piazze tattiche, piste ciclabili e apericena. Ma con la casa in cui faceva sempre le vacanze (che ha ereditato da nonna), i genitori a un tiro di schioppo per crescergli i figli e un costo della vita umano.

 

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