E così Andrea Pirlo non sarà più il ct della Nazionale per via dei suoi legami con la Russia. Non politici, ovviamente, piuttosto professionali “di natura commerciale e sportiva”, come lui stesso dice. Insomma, un ct testimonial di un bookmaker russo non va bene.
Non stupisce questa retromarcia. Come si può dire agli Italiani che la Russia minaccia la loro sicurezza e che i soldi delle loro tasse devono essere spesi nel riarmo antirusso (piuttosto che, per dirne una, nella sanità) e poi nominare commissario tecnico della Nazionale italiana uno che prende soldi dai russi?
Stupisce che Malagò, Maldini e Leonardo non lo sapessero. O che, pur sapendolo, non lo abbiano giudicato rilevante. Certo, in loro difesa si potrebbe dire che se nel Governo italiano siedono presunti filorussi, come anche nei banchi parlamentari dell’opposizione, perché non potrebbero sedersi anche sulla panchina della Nazionale? Perché: vuoi mettere la politica col calcio?
Ora si ventilano le dimissioni di Maldini e Leonardo, ce ne faremo una ragione. E se si dimettesse anche Malagò? Amen. Ma si può avere qualcuno che, pagato con i nostri soldi, faccia bene il suo lavoro?
