Home blue economy Il Garibaldi ceduto all’Indonesia

Il Garibaldi ceduto all’Indonesia

attraccata a Giacarta venerdì scorso

by Redazione
0 comments

 

In Italia sono frequenti le mobilitazioni contro la ‘svendita’ dei nostri beni comuni. E di beni comuni importanti da difendere e tutelare ne abbiamo.

È il caso di Nave Garibaldi della Marina Militare, ceduta all’Indonesia lo scorso anno e attraccata a Giacarta venerdì scorso, dove è stata ammainata per l’ultima volta la bandiera della Repubblica Italiana. Il Garibaldi non è stato venduto, nemmeno svenduto. I media hanno parlato di 450 milioni di dollari pagati dall’Indonesia al nostro Paese. Non sembra essere così, nostre fonti ci hanno detto che è stato letteralmente regalato all’Indonesia in cambio di vaghi impegni di committenze ai nostri cantieri navali.

Quel naviglio ha una storia. Prima nave portaerei del nostro arsenale, poi sempre pioniera di innovazioni tecnologiche, ha dato lustro per quaranta anni non solo alla nostra Marina, ma al nostro Paese.

Per tempo, un anno prima che fosse firmato il contratto di cessione all’Indonesia, il 9 agosto del ‘24, su queste colonne, il Capo di Stato Maggiore emerito della Difesa italiana ammiraglio Luigi Binelli Mantelli lanciò un appello a non cedere questo gioiello, vanto della nostra Marina e tanto carico di storia. Vale la pena di rileggere quell’articolo, restato purtroppo inascoltato, a dispetto dell’autorevolezza del sottoscrittore. Ci permettiamo di riproporlo ora, a misfatto consumato.

L’ammiraglio vi ricostruiva la storia della nave e riprendeva una proposta già in campo di sua trasformazione in museo permanente. Idea lanciata qualche anno prima dall’amm. Sergio Biraghi, unitamente alla Fondazione Bono.

Leggiamo un estratto.

Costituirebbe il MUSEO STORICO DELL’AVIAZIONE NAVALE ITALIANA.

Una componente ultracentenaria della Forza Armata, che prende origine dal Primo Brevetto di Pilota Militare Italiano conseguito dal Tenente di vascello Mario Calderara nel lontano 1910, passando attraverso il determinante contributo delle Forze Aeree della Marina, forti di oltre 200 apparecchi da caccia bombardamento  e idrovolanti di sorveglianza marittima, oltre ad alcune aeronavi nel periodo della 1° G.M. (200 piloti e 3000 specialisti nel 1918), le successive esperienze di imbarco di velivoli ad ala rotante (prima Marina europea) ed infine la costituzione del Gruppo Aerei Imbarcati nella sede di MARISTAER Grottaglie. Il Museo potrebbe essere concepito mutuando i criteri della USS INTREPID a New York ovvero con una mostra statica sul ponte di volo di tutti i tipi di velivoli in dotazione alla MMI in passato, un percorso storico multimediale della componente ed un sistema interattivo che illustri lo stato dell’arte e le linee di sviluppo della componente AER.

La Nave-Museo offrirebbe altresì alla FA, e più in generale alla Difesa e a qualunque altra Amministrazione dello Stato o privata, ampie aree attrezzate per convegni/spettacoli culturali (HANGAR e/o ponte di volo). A corredo sarebbe anche opportuno mantenere nella zona CINC (Sala Consiglio) una capacità conviviale in linea con le tradizioni della Marina (esempio: HMS Victory a Portsmouth) per pranzi/cene di lavoro assegnabili su motivate richieste anche alle amministrazioni di cui sopra.

Offrirebbe alle industrie per la Difesa Nazionali adeguati spazi espositivi per presentare le loro attività ed eccellenze, nonché attraverso dimostratori tecnologici le più recenti innovazioni e la tendenza futura.

I visitatori avrebbero un quadro completo e aggiornato delle attività della MMI per la tutela del mare, sostenendo e sviluppando soprattutto nei giovani la condivisione dell’importanza dell’ecosistema marino e delle connesse problematiche ambientali.

Infine la Nave-Museo illustrerebbe, con personale e ausili multimediali, la Marina Militare in tutte le sue componenti e specialità, con particolare riguardo ai diversi percorsi di formazione. A tal fine andrebbe previsto un punto di informazione e promozione per l’arruolamento in Marina e sui relativi percorsi concorsuali e professionali.

Non se n’è fatto niente e Nave Garibaldi è stata regalata all’Indonesia. È ancora efficiente e magari, museo o non museo, in questi tormentati tempi sarebbe stata utile anche sotto il rispetto operativo. Ma nessuna voce si è levata in difesa di questo vero, autentico bene comune identitario della nostra storia.

Per chi vuole conoscere la storia del Garibaldi, qui di seguito il link all’articolo

dell’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli: https://www.genteeterritorio.it/e-se-la-garibaldi-fosse-adibita-a-nave-museo/.

 

Leave a Comment