A Roma, sabato scorso, 100.000 persone (secondo le stime diffuse) sono scese in piazza con La Via Maestra, promossa dalla CGIL e da oltre cento associazioni, per difendere la Costituzione, contrastare il riarmo, le guerre, il carovita e le disuguaglianze.
Per la pace, il lavoro, i diritti e una vita dignitosa. In piazza c’era l’Italia reale, che paga le tasse, perde il lavoro, vive nella precarietà e fatica ad arrivare alla fine del mese.
Ma c’era anche la domanda di futuro delle giovani generazioni, che si mobilitano per un diritto allo studio accessibile a tutte e a tutti, per un lavoro dignitoso e per liberarsi dalla precarietà e dal lavoro povero.
È soprattutto dai giovani che arriva un messaggio che non possiamo ignorare.
Dalla Francia all’Italia, alla Spagna ad altre parti del mondo, una generazione si ribella all’idea di un futuro senza certezze, in una società sempre più disuguale, dove il potere economico e tecnologico si concentra nelle mani di pochissimi e l’intelligenza artificiale rischia di diventare uno strumento di dominio anziché di emancipazione.
Al netto di ogni violenza, da condannare senza esitazioni, queste mobilitazioni esprimono una domanda profonda di giustizia, libertà, partecipazione e democrazia. Segnano il ritorno dell’umano e della politica.
Le risposte, però, non possono fermarsi ai confini nazionali.
Guerre, disuguaglianze, crisi climatica e potere incontrollato delle tecnologie sono problemi globali, che richiedono soluzioni globali.
Costituente Terra, presente ieri in piazza a Roma, accompagnerà le prossime mobilitazioni, a cominciare dalla preparazione dello sciopero generale del 20 novembre, annunciato dal segretario generale della CGIL, Maurizio Landini.
Lo farà rilanciando la propria proposta: una Costituzione e una Federazione della Terra, per affermare il primato del diritto sulla forza, costruire la pace attraverso il disarmo, garantire l’uguaglianza, difendere la natura e promuovere un nuovo multilateralismo, all’insegna del diritto internazionale, nel rispetto di tutti popoli e di tutti gli abitanti della Terra.
Dalla Via Maestra italiana a una Via Maestra globale: per superare la logica dell’amico-nemico e il dominio del più forte.
Ai giovani non basta promettere un futuro, bisogna restituire loro il potere di costruirlo.
Perché la pace, i diritti, la democrazia e la salvaguardia della Terra sono condizioni indispensabili per il futuro di tutte e tutti.
