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Al ministro Franceschini le chiavi di Pompei

by Federico L.I. Federico

 

Il Palazzo Ottocentesco dei Conti De Fusco, dimora patrizia del Beato Bartolo Longo con la consorte e compagna di vita Marianna Farnararo De Fusco, poi Albergo e quindi Casa Comunale della nuova Pompei, sarà teatro di una importante manifestazione pubblica che il prossimo 20 maggio vedrà protagonista il Ministro della Cultura Dario Franceschini. All’importante uomo politico, tra i maggiori esponenti del PD, il sindaco consegnerà simbolicamente le chiavi della Città di Pompei. All’interno del maggiore evento si inserisce anche l’evento minore che prevede l’assegnazione della Cittadinanza Onoraria all’ex Direttore del Parco Archeologico di Pompei, l’archeologo Massimo Osanna, oggi Direttore Generale dei Musei Statali d’Italia

La consegna delle chiavi della Città è un importantissimo riconoscimento, oggi simbolico, che risale al Medioevo, quando esso rappresentava il concreto affidamento delle sorti della città al Potente di turno. Nel Medioevo, infatti, le città erano generalmente munite di mura difensive, fortificate opportunamente per resistere ad assedi e attacchi esterni. Esse erano quindi munite di possenti cancellate o di Portoni rinforzati dotati di grosse serrature, che venivano chiusi di notte o al profilarsi di un qualche pericolo. Offrire le chiavi della città era quindi autorizzare il destinatario ad aprire i varchi di ingresso alla Città.

Famoso è l’episodio che vide protagonista lo stupor mundi, il grande imperatore Federico II, che si dirigeva sulla pugliese Andria nell’anno 1229. L’imperatore tornava dalla Sesta Crociata deciso a far piazza pulita delle comunità pugliesi contrarie alla Corona. I maggiorenti andriesi allora mandarono incontro all’Imperatore alcuni bambini con le chiavi della città. Federico II risparmiò Andria dalla distruzione, mentre rase al suolo Foggia e Lucera. La stessa Napoli, Città Capitale del Viceregno, rappresentata dal grande don Pedro de Toledo, nel 1535 in segno di amicizia offrì a Porta Capuana le Chiavi della Città all’Imperatore Carlo V d’Asburgo. Sì, proprio quello che disse: sul mio impero non tramonta mai il sole, per sottolinearne così la vastità planetaria. Prima e dopo di lui, soltanto Re Alfonso I d’Aragona e Don Carlos di Borbone ebbero lo stesso privilegio.

Oggi offrire le chiavi della città significa attribuire potere simbolico ad una personalità illustre che è stata o può essere utile agli interessi legittimi della Città. Si tratta, pertanto, di un’onorificenza attribuita a una personalità illustre che ha operato oppure può operare per il recupero dei valori originari e la crescita culturale della città. Tornando a oggi, a Pompei e al Ministro Franceschini, annotiamo che – in senso figurato e metaforico – la consegna al Ministro della Cultura delle chiavi della Città di Pompei risulta un attestato di stima e gratitudine. E bisogna onestamente riconoscere quello che ha già fatto Franceschini sia per la presentazione del Progetto Pompei come esempio internazionale – amplificando così i meriti di tutti coloro che lo hanno attuato a Pompei – sia per il suo Impegno per la proposta di HUB turistico per Pompei Scavi, mettendoci la faccia nel 2016.

Ancora oggi però, a sei anni di distanza, l’attuazione dell’Hub – ormai non più Hub, ma semplice Stazione – langue nei cassetti di RFI Italia, mentre gli Imprenditori Pompeiani sono sul piede di guerra di fronte al ridimensionamento del Progetto HUB e alla minaccia concreta della devastazione del Commercio pompeiano e comprensoriale, per effetto della prossima apertura del vicino MAXIMAL Pompei a Torre Annunziata. Ora l’impegno passa al Sindaco di Pompei Carmine Lo Sapio, il quale deve farsi portatore delle istanze dei Cittadini pompeiani al nuovo reggitore delle Chiavi della Città affinché il Parco Archeologico si apra finalmente alle esigenze della Città viva, condividendo con essa, ad esempio, le Mostre, male allocate negli spazi inadeguati della Città Antica, e quelle spedite per il Mondo, che mai fanno tappa a Pompei.

La città di Pompei però a sua volta dovrebbe dotarsi di adeguati spazi espositivi, che potrebbero essere ricavati nel vasto patrimonio immobiliare delle ex Opere Pie del Santuario pontificio di Pompei, con ricadute positive per entrambe le Parti e per il Comprensorio. Un segnale di impegno concreto lo leggiamo nella nomina del consigliere di Italia Viva Mario Estatico come Cerimoniere. La nomina di Estatico rappresenta anche il riconoscimento professionale a un tecnico esperto di gestione di un Teatro attivo e accorsato, quale è il Teatro Di Costanzo-Mattiello di Pompei Città.

A dirla tutta, in chiave politica la nomina serve al Sindaco Lo Sapio per rinsaldare la propria maggioranza, nel confronto con la minoranza consiliare che fa capo all’avv. Di Casola, oggi alla guida di una opposizione che sembra così sfilacciarsi. Ma non basta certo questo per far decollare Pompei Città.

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