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Amedeo Manzo porta Napoli al Festival della Dottrina Sociale

by Noemi Vorro
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Si è tenuto a Verona, tra il 22 e il 25 novembre scorsi, l’VIII Festival della Dottrina Sociale sul tema: “Il rischio della libertà”. Un concetto che può essere declinato in infiniti modi: “In più situazioni si può dire che viviamo in regime di libertà vigilata … come estensione del potere dell’economia…” (dal sito dell’evento).

Già, la libertà economica, che significa anche rapporto sano tra il mondo del credito e il territorio, la sua gente: i giovani, le famiglie, chi fa impresa. Non a caso, sabato 24, nell’ambito del Festival si è tenuto il convegno su “La riforma del Credito cooperativo e le ricadute sul territorio e sulle imprese”, nel corso del quale sono state presentate due storie: quella della Bank of Labor di Kansas City (USA), raccontata dal presidente Jones Newton, e quella della BCC di Napoli, illustrata dal presidente Amedeo Manzo.

Interessante questo parallelo tra due realtà così distanti. Molto bello che sia stata Napoli a far sentire la propria voce in un contesto internazionale di eccellenza. Si, perché le banche di credito cooperativo non sono patrimonio esclusivo dei soci, ma di tutta la comunità per la quale operano.

La nostra BCC in particolare. “oggi, con la sparizione del Banco di Napoli, è l’unica al mondo con la denominazione della città”, ha ricordato Manzo che ha aggiunto: “Abbiamo coscienza dell’importanza del nostro contributo di imprenditori che lavorano per far crescere una società più sana, efficiente e innovativa. Un confronto importante per il Paese perché se il Sud cresce bene e nella legalità ne beneficia tutta l’Italia. Con tanti protagonisti dell’economia impegnati nel sociale, Napoli anche qui ha saputo dare un notevole contributo di idee. Noi ci impegniamo, nel segno della fedeltà a certi principi, nel cambiamento della società”.

E ancora. “Nella nostra ottica la partecipazione, la solidarietà e la voglia di fare del bene alla città rappresentano proprio gli elementi fondanti la nostra attività, perché attraverso questi valori forti riusciamo a ottenere ottimi risultati in termini di business e di sviluppo per i cittadini.”

Che un banchiere, oltre che di business, parli del bene della città ci fa sentire il sistema meno ostile. “Le due cose si coniugano perfettamente”, ha aggiunto.

Sempre seguendo le parole del presidente, “Noi facciamo della conoscenza del territorio la nostra forza ed è questo grande patrimonio di relazioni che ci rende una banca piccola ma grande allo stesso tempo, per capacità di penetrazione del territorio. A ciò va aggiunto che la BCC ha i vantaggi di una piccola banca con quelli connessi all’essere parte di un grande gruppo come ICCREA che ci consente di offrire tutti i servizi di una holding internazionale e difatti noi riusciamo a realizzare progetti per piccole imprese e grandi aziende”.

Il racconto è accattivante, il fine più che condivisibile, i numeri sembrano premiare il lavoro svolto. Vale la pena di approfondire, in contradittorio, quale sia la percezione che ne hanno i napoletani. I soci, i clienti, noi tutti che, anche indirettamente, beneficiamo dell’impatto positivo sul territorio di un modello di credito diverso.

La possibilità di entrare in banca trovando interlocutori affidabili che offrano concrete possibilità è una precondizione indispensabile per la crescita dell’economia del nostro territorio. Hai voglia di parlare di idee, innovazione, start up, se poi il sistema bancario sostanzialmente ti respinge. Magari perché è lontano, non conosce il contesto, non si pone obiettivi più generali. Sociali?