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Autorità portuale del Tirreno Centrale, intervista al Segretario Grimaldi

by Flavio Cioffi
Autorità portuale del Tirreno Centrale

Giuseppe Grimaldi è il nuovo Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale. E’ fresco di nomina e si è insediato da poco più di un mese. Poiché lo conosco professionalmente da molti anni, per evitare che qualcuno potesse sospettarmi di condiscendenza sono subito partito franco di cerimonie.

Tu sei un funzionario regionale, De Luca ha occupato i porti campani?

Si, sono un funzionario regionale. Da ultimo, Direttore generale dell’Agenzia Campana per la Mobilità le Infrastrutture e le Reti. Esperto di ambiente, infrastrutture, trasporti, mobilità oltre ad avere importanti competenze amministrative e contabili. Mi sembrano tutte materie rientranti nella sfera delle molteplici competenze poste in capo all’AdSP e quindi al sistema portuale di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia, del quale sono stato nominato Segretario generale dal Comitato di gestione su proposta del Presidente. Mi preme anche precisare di aver partecipato alla manifestazione di interesse indetta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’agosto dello scorso anno, per ricoprire l’incarico di Presidente delle Autorità di Sistema Portuali. Pertanto, figuro nell’elenco di quanti hanno presentato un curriculum adeguato rispetto al ruolo da ricoprire. Inoltre, sin dall’agosto 2013, a seguito del protocollo di intesa tra Autorità di Bacino Regionale di Campania Sud e l’Autorità Portuale di Salerno, ho svolto anche il ruolo di Responsabile dell’Ufficio Integrato di Collaborazione finalizzato all’attuazione del Grande Progetto “Logistica e Porti – Sistema integrato portuale di Salerno”. Poi è arrivata la proposta da parte del Presidente Annunziata di ricoprire l’incarico di capo della Segreteria Tecnico Operativa dell’Authority più importante del Meridione, incarico prestigioso e complesso e una sfida importante che non si poteva non accettare.

Quindi De Luca ha saputo della tua nomina dai giornali?

Suvvia, non ho detto certo questo. Stiamo parlando del Presidente della Regione Campania e stiamo parlando dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale. Sapere quel che accade sul territorio che si amministra è fondamentale. E ancora più importante, per raggiungere gli obiettivi, è amministrare e governare in piena sintonia e sinergia con il territorio e le istituzioni, a partire proprio dalla Regione. Altra cosa è, rispetto alla domanda, determinare eventuali nomine. Quindi, se vuoi sapere se sono stato nominato da De Luca penso di averti già risposto.

Tu sei di Salerno, il Presidente dell’AdSP è di Salerno. Salernitana batte Napoli 2 a 0?

Ma no! Francamente non colgo neppure il nesso calcistico e condivido poco questa eterna estremizzazione territoriale quando si parla di un certo modo di impostare la governance del nostro Paese. Napoli e Salerno sono due facce della stessa medaglia: la Campania. E quindi appare riduttivo semplificare il tutto, anche in termini di progetti, programmi ed investimenti, ad una questione di appartenenza territoriale. L’obiettivo è uno ed è la Campania. Si lavora e si programma per la Regione Campania, al di là del luogo di residenza personale di ciascuno di noi. Non serve una patente speciale, o una divisa azzurra o granata. Non vivo il governo della nostra Regione come una sfida tra realtà opposte che debbono per forza essere in antitesi. E poi, se la vuoi sapere proprio tutta, io sono nato a San Giorgio a Cremano e lavoro a Napoli da 34 anni. Vivo in provincia di Salerno, così se vogliamo dire che sono salernitano di adozione, allora sono salernitano di adozione. Il risultato che hai pronosticato a questo punto mi pare un po’ incerto.

Qual è il compito di un Segretario generale?

Il segretario generale è preposto alla segreteria tecnico-operativa. Provvede agli adempimenti necessari al funzionamento dell’Autorità e sovrintende e coordina le attività degli uffici territoriali portuali di Salerno e Castellammare di Stabia. Cura l’istruttoria degli atti di competenza del Presidente e del Comitato di gestione attuandone le direttive. Cura i rapporti, ai fini del coordinamento delle rispettive attività, con le Amministrazioni statali, regionali e degli Enti locali. Elabora il piano regolatore di sistema portuale, avvalendosi della segreteria tecnico-operativa. Riferisce al Comitato sullo stato di attuazione dei piani di intervento e di sviluppo delle strutture portuali e sull’organizzazione economico-produttiva delle attività di gestione. Questo è quanto dettagliato dalla norma. Sul campo invece ho scoperto che devo avere un ruolo di grande equilibrio e responsabilità, che richiede tutto l’impegno possibile, e sono convinto che con la collaborazione dei Dirigenti e del personale tutto dell’Ente, che sin dal primo giorno non mi hanno fatto mai mancare il loro sostegno e le loro grandi capacità, competenze e professionalità, faremo crescere l’Autorità secondo le linee di indirizzo dettate dal Presidente.

E quali sono?

In primo luogo, ha fortemente sollecitato la redazione del documento di pianificazione strategica di sistema. Lo stiamo portando a termine e contiamo di inviarlo quanto prima ai Comuni interessati per il relativo parere, speriamo per metà luglio. Penso ci siano tutte le condizioni per poterlo approvare entro l’anno. Questo lo ritengo già un passo molto importante. Il 2021 dovrà essere l’anno della ripartenza dopo i mesi bui. La crisi pandemica ha messo ancora più in luce il ruolo strategico dell’economia portuale e della logistica nel tessuto economico. Il sistema portuale ha da sempre mostrato capacità di resilienza importanti, ora è giunto il momento di supportarlo perché renda ancora di più.

E quindi?

E quindi dobbiamo farci trovare pronti a ripartire. Infatti, in questa particolare congiuntura che ci proietta, come tutti auspichiamo, fuori dall’emergenza sanitaria, si è palesata in maniera cogente la necessità di rivedere il riassetto dell’authority in quanto tale. La stessa, in tutti i suoi ambiti e con tutti i suoi protagonisti, dovrà essere impegnata a 360 gradi, sotto ogni aspetto. Dalla programmazione alla progettazione, ai piani di investimento. Senza trascurare il costante impegno che richiede la logistica in sé e senza dimenticare i cantieri che fagocitano gran parte delle nostre energie. Tutto nell’ottica dell’ottimizzazione dei tempi e della maggiore efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa. Lo stop e la crisi congiunturale legata al Covid ci impongono oggi più di ieri di rifondare anche il nostro lavoro. Ci impongono l’obbligo di una programmazione e di una pianificazione minuziosa e ci mostrano in maniera evidente la necessità di prevedere uno sviluppo complessivo è congiunto dei tre scali. Innanzitutto, cominciamo a parlare di un sistema portuale al di là delle specificità dei singoli scali. Napoli, soprattutto, con i suoi traffici notoriamente tra i principali al mondo. Ma anche Salerno, il cui ulteriore sviluppo è essenziale come essenziale è la valorizzazione del porto di Castellammare di Stabia che può diventare un fiore all’occhiello. Aggiungo di più. Noi auspichiamo che altri porti, come quelli di Torre Annunziata e di Pozzuoli, di grandi potenzialità, possano entrare quanto prima nell’ambito del più ampio concetto di sistema portuale dell’Autorità del Mar Tirreno Centrale. Ecco, questo è a mio parere lavorare e programmare per la Regione Campania. L’aspetto fondamentale da tenere in grandissima considerazione è che questo sistema, oltre ad essere proiettato verso le aree di sbocco portuale, occorre che si interfacci in maniera convinta e sinergica con il territorio che ne costituisce il retroterra. Migliorare la portualità significa dunque anche rendere più efficace quello che sta oltre il porto ed innestare, quindi, quel processo di rilancio dell’economia in senso complessivo. Ed è anche per questo che occorre che il complesso di progetti sia accompagnato dalla semplificazione normativa e amministrativa. Se riuscissimo a raggiungere almeno una parte degli obbiettivi minimi che ci siamo prefissati, si potrà finalmente ambire ad un ruolo da primi attori, dando alle realtà che dai porti e con i porti si protendono verso il mondo il ruolo e i benefici che meritano.

Quali sono le principali criticità da affrontare?

Più che criticità, esiste la necessità di garantire un maggior coordinamento tra i diversi porti e tra tutti gli addetti ai lavori. Questo per far fronte alle effettive esigenze dei tre porti e degli ambiti che gli competono, ognuno dei quali ha le sue peculiari caratteristiche con tutto ciò che ne consegue anche in termini di organizzazione ed impegno. Mi riferisco alle ricadute per il territorio e per l’intero sistema produttivo, collegate ad interventi infrastrutturali, di logistica e digitalizzazione, e in generale di potenziamento dei tre scali partendo dalle specificità per poi plasmarli in organismo unico. Ritengo importante trovare un punto di coordinamento e di linee comuni per far si che il sistema funzioni al meglio. Una volta messo a regime uno sviluppo infrastrutturale che sappia garantire ai nostri porti maggiore competitività, anche sul piano internazionale, potremo dare un nuovo impulso al Paese e all’economia del mare indissolubilmente legata alla terra. Tali prospettive di sviluppo non possono non passare dal Recovery Plan e dai miliardi di investimenti appositamente destinati. Risorse fresche che, ancorché appostate in un fondo complementare al PNRR, possono rappresentare la premessa in base alla quale riavviare i porti italiani. Ma non è solo questo, è molto molto di più. Penso che la sfida principale sarà quella di riuscire a spendere queste risorse in appena sei anni. Per farlo dovremo avviare una grande operazione di semplificazione preventiva, come dicevo. La sfida sarà sottolineare il ruolo strategico che la logistica italiana e i porti hanno avuto durante il periodo pandemico e che continueranno ad avere ancor di più dopo.

Come sono i rapporti con gli addetti ai lavori?

L’impressione che ho avuto, e che ho, è che questa nuova governance sia stata accolta bene. Principalmente ho rilevato un grande reciproco rispetto. E’ chiaro che poi ogni cosa verrà valutata rispetto a quanto riusciremo a produrre e mettere in atto in termini concreti e pratici. Ma l’interlocuzione è proficua e costante e depone sicuramente a favore del difficile percorso che siamo chiamati a svolgere. In questo puntiamo a valorizzare l’Autorità con l’obbiettivo di renderla ancor di più, se possibile, una macchina perfettamente rodata e funzionante in tutti i suoi apparati, capace di muovere nella medesima direzione con ambizioni di crescita e di sviluppo comuni. Ecco, restando in termini marinareschi, direi una nave dove ognuno ha un ruolo principale e tutti remano in sincronia e in un’unica direzione. Dal canto nostro, con il Presidente Annunziata abbiamo avviato subito, credo, una costruttiva collaborazione. E tutti hanno mostrato grande disponibilità su tutti gli aspetti che abbiamo concordato e che possono fornire risposte concrete.

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