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Bagnoli. La lettera della Consulta delle Costruzioni al Ministro Provenzano

by Redazione

Pubblichiamo di seguito il testo della lettera, del 9 dicembre, inviata dal presidente della Consulta delle Costruzioni di Napoli, Alessandro Castagnaro, al Ministro per il Sud, Vincenzo Provenzano, e al Commissario di Governo per Bagnoli, Floro Flores (N.B. grassetti, sottolineature e maiuscole sono originali).

Oggetto: Priorità per Bagnoli:

  • verifica di sostenibilità economica-finanziaria alla base delle scelte urbanistiche;
  • realizzazione ad horas di interventi in aree che non necessitano di bonifica.

Lo scorso giugno, all’esito della Conferenza dei Servizi di approvazione dello Stralcio Urbanistico al PRARU e nelle more della formalizzazione dell’atto decisorio, la Consulta delle Costruzioni di Napoli, in maniera condivisa da tutti i partecipanti, ha espresso per iscritto al Commissario Floro Flores (che legge per conoscenza) forte perplessità su tali documenti soprattutto per la mancanza di un rigoroso e trasparente studio di sostenibilità economico-finanziaria alla base delle scelte urbanistiche dell’intero Piano e non solo dei singoli progetti. Recentemente abbiamo incontrato il Commissario Flores rinnovando anche de visu la nostra crescente preoccupazione.

Con l’approvazione dell’atto decisorio (Decr. PdR del 3 agosto 2019) e la pubblicazione del concorso internazionale del settembre 2019, senza alcuna verifica di sostenibilità economico-finanziaria delle scelte, diventa ancora più urgente per la Consulta esprimere, al Governo, e per esso, alla “Cabina di Regia per l’area di Bagnoli-Coroglio” nella persona del suo Presidente Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, il nostro pensiero, ma anche portare proposte concrete di superamento di una fase di stagnazione.

A distanza di 21 anni dall’approvazione della Variante Occidentale (1998), lo stralcio urbanistico (2019) allegato al PRARU dichiara fin dalla premessa che uno degli obiettivi è confermare il dimensionamento dell’epoca (così nel testo, probabilmente un refuso per opera), cfr. pag. 1 della relazione di dimensionamento di cui si riporta di seguito l’estratto (omissis). Cfr. anche pag. 7 della stessa relazione (omissis).

Le modifiche appaiono insignificanti rispetto ala conferma, a 21 anni dall’approvazione della Variante Occidentale (1998) e a 14 anni dal PUA (2005), del totale puntuale delle volumetrie previste, comprese le aree a parco.

In 21 anni il panorama economico è stato stravolto da una crisi che tutt’ora perdura, mentre lo stralcio urbanistico approvato enfatizza, invece, la conferma di un dimensionamento che agli atti non sembra supportato dalla verifica delle esigenze attuali e con uno scenario, almeno a 10 anni.

Non va neanche tralasciato che in 21 anni dall’approvazione della Variante Occidentale, non solo l’Economia è variata in peggio, ma lo scenario territoriale a Ovest della Città di Napoliè profondamente mutato: basti pensare allo stato dei luoghi di realtà non più operative o che risultano fortemente ridimensionate a causa di progetti di sviluppo non avviati o ridotti come il Collegio Ciano (ex Base NATO), la Mostra D’Oltremare, la Città della Scienza, l’Ippodromo di Agnano, le Terme di Agnano, il Palazzetto dello sport, oltre al degrado delle infrastrutture a rete (ferroviarie, viarie, idriche, ecc.) in una realtà territoriale ad elevato valore paesaggistico, ma fragile (cfr. temi della sicurezza ambientale, bradisismica, geo morfologica, ecc.).

Occorre oramai guardare lo sviluppo di Bagnoli in una logica di Area Metropolitana con particolare attenzione a quanto si sta delineando per i Campi Flegrei e per la Baia di Pozzuoli anche nell’ambito del realizzando Piano Paesaggistico regionale.

Occorre tener conto degli atti e dei documenti urbanistici di settore approvati anche di recente, nonché dei vincoli che gravano sull’area, senza dimenticare i rischi di natura ambientale ancora residui, oltre alle questioni sollevate dalle criticità espresse nell’esame della VAS, a nostro parere troppo rapidamente ridimensionate. In questo senso si pone ad esempio un problema anche per la previsione di un porto turistico a Nisida, area esterna al PRARU e sito di interesse comunitario plurivincolato.

La Valutazione Ambientale Strategica e la Valutazione d’Incidenza avrebbero dovuto valutare e obiettare qualcosa, anche se la stessa Invitalia che ha contemporaneamente redatto VAS e VIA, ha ritenuto che il porto turistico potrà produrre solo aspetti positivi sull’ambiente e il paesaggio.

Anche sul concorso di idee per la definizione del planovolumetrico annunciato si esprime perplessità.

Un Concorso che sia efficace richi9edeb un’adeguata qualità della domanda, partendo da un quadro urbanistico che sia chiaro ed esplicito così come, d’altra parte, si determinò per l’ultimo Concorso di Progettazione bandito per l’area di Coroglio nel 2006.

Oggi, benché si dichiarino rispettati i dimensionamenti degli strumenti attuativi precedenti, il PRARU attuale non propone allo stesso modo un progetto urbanistico adeguato e aggiornato alle esigenze attuali e alla dimensione della Città Metropolitana. Non potrà essere certo l’ennesimo concorso a risolvere queste criticità, se parte da una domanda generica e priva di una efficace visione strategica.

Negli ultimi 20/30 anni sono stati prodotti, da innumerevoli e qualificati progettisti nazionali ed internazionali, disegni, progetti, studi, rilievi, verifiche tecniche, relazioni specialistiche, a fronte di concorsi internazionali, appalti-concorso, servizi di progettazione di interventi fortemente integrati al disegno complessivo del PUA approvato nel 2005.

E’ disponibile un patrimonio progettuale pagato dalla collettività e promosso da molti soggetti (Autorità Portuale, Provveditorato alle Opere Pubbliche, STU, EAV, diversi Concessionari e Commissari che si sono succeduti, Fondazioni e Raggruppamenti di Imprese, Università, ecc.).

Non si può prescindere da tale patrimonio progettuale in parte ancora conforme agli strumenti di pianificazione. Ad esempio i progetti di recupero e rifunzionalizzazione dei manufatti di archeologia ambientale.

Occorre, in questa fase, un concorso sulle idee di sviluppo e crescita, non il disegno della migliore tipologia edilizia integrata alla nuova modellazione paesaggistica del grande parco già delineato. Un nuovo disegno complessivo occorrerà solo dopo una rigorosa verifica economico-finanziaria che potrà anche non confermare quanto previsto nel 1998 ed ancora nel 2019 approvato.

E’ logico che sono attuali i temi della sostenibilità ambientale e della salvaguardia delle risorse naturali e paesaggistiche di cui i progetti edilizi dovranno essere profondamente pervasi, ma oggi occorre soprattutto individuare traiettorie di sviluppo per l’area.

Dalle dichiarazioni a stampa del Ministro Lezzi, che ha presieduto la Cabina di Regia nel Governo precedente, abbiamo appreso che la bonifica dei suoli sarà completata in 5 anni (si ipotizzava all’epoca nel 2024) ma ad oggi non risulterebbe ancora essere stato individuato il gruppo di lavoro per la redazione del progetto che, come si legge nel verbale della Conferenza dei servizi del giugno 2019, Invitalia da luglio 2019 dovrebbe avere avviato la progettazione della bonifica, visto che la gara per l’affidamento della progettazione e direzione dei lavori è stata prima sospesa, poi non aggiudicata, visti i 3 ricorsi tutti rigettati in seno al Consiglio di Stato (sentenza n. 05828/2019 Sez. V).

Continua a non essere chiaro come si riesca a stabilire verosimilmente un intervento su tutta l’area, definendo precisamente risorse e tempi di realizzazione senza un’adeguata analisi di rischio che segue obbligatoriamente le attività di caratterizzazione e che, allo stato, non ci sembra sia stata ancora effettuata (oppure è secretata) e senza la quale non si possono stabilire esattamente tempi, costi e portata dell’intervento. Non è chiaro poi perché il progetto di bonifica non possa essere programmato in modo da consentire interventi ed utilizzazione delle parti via via bonificate.

Chiediamo, nell’interesse della collettività di aprire un ampio confronto e una rigorosa verifica economico finanziaria delle migliori scelte per Bagnoli e per l’Area Occidentale. Fin da ora la Consulta delle Costruzioni offre il proprio supporto tecnico al gruppo di lavoro multidisciplinare che dovrà formarsi attorno al tema.

Un tempo a 5 anni, quindi al 2025, qualora confermato per la bonifica non è compatibile con nessun interesse imprenditoriale sull’area, anche perché ad oggi questa data è slittata in avanti molte volte.

Riteniamo che per sostenere l’interesse imprenditoriale sull’area sia opportuno consentire alcune realizzazioni ed entrate in esercizio mettendole in relazione con altri interventi – pubblici e privati – realizzati o già funzionanti, nelle more del completamento della bonifica nell’intera area.

Le sottoponiamo pertanto un esempio concreto: la realizzazione del PTA – Polo Tecnologico dell’Ambiente. In questa fase l’esempio è contenuto, in forma sintetica, integralmente nella lettera al fine di sottoporle un documento unico, snello anche se articolato. Logicamente sono disponibili sia il progetto esecutivo che atti tecnici, legali ed amministrativi a supporto che possiamo sottoporle, vista la loro voluminosità, in un incontro ad hoc.

L’area di proprietà del PTA coincide con l’unità di intervento 4a2 dello stralcio urbanistico al PRARU 2019. L’area, dal post terremoto del 1980 fino al 2012, ha ospitato la Direzione Generale dei vari soggetti gestori delle aree industriali e post industriali, con uffici, parcheggi, aree a verde, eliporto depositi, pertanto è già servita da tutte le reti (luce, acqua, fogne, gas, ecc.) necessarie, è accessibile dalla viabilità pubblica esistente, è prossima alle reti di trasporto su ferro (Cumana e Linea 2) ed è a 3 km dalla tangenziale.

E’ molto prossima (raggiungibili a piedi):

  • alla sede di Agnano di Ingegneria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” realizzata e funzionante dal 2009;
  • Alla Porta del parco di Invitalia (soprattutto di interesse l’auditorium di accesso diretto dalla via Diocleziano) realizzata e collaudata nel 2011 (definitivamente nel 2013 a due anni dal collaudo), entrata in esercizio e poi richiusa;
  • Ad alberghi, ristoranti, cinema, teatri di iniziativa e gestione privata (tutti funzionanti e rinnovati di recente).

L’area non è mai stata sottoposta a sequestro, la bonifica realizzata, collaudata e certificata (2009) a norma di legge, non è mai stata messa in discussione, non è stata oggetto di nuova caratterizzazione, perché non sarà oggetto di nuova bonifica.

Dal PUA 2005 al PRARU 2019 non è mai cambiata la destinazione d’uso e la dimensione delle volumetrie realizzabili, non è sottoposta a vincoli paesaggistici, una sentenza del Consiglio di Stato (n. 1851/2013, sez. VI) ha stabilito che gli alberi presenti non sono un bosci.

Nella primavera 2019 Invitalia ha abbattuto gli alberi ammalorati e ripulito le aree, ma resta lo stato di generale degrado e abbandono ben visibile da via Diocleziano e da via Cocchia.

Il PTA ha lanciato l’iniziativa nel 2008 ha acquistato definitivamente le aree nel 2011, presentato la concessione edilizia nel 2011, ma nel frattempo è cambiato il quadro economico-finanziario anche internazionale e l’incertezza politico-amministrativa sul destino di Bagnoli ha inciso sulla compagine societaria.

Il progetto PTA prevede la realizzazione di un polo di eccellenza con il coinvolgimento di quaranta aziende che operano nel settore della protezione ambientale, del sottosuolo, delle acque e dell’efficienza energetica.

Dalla primavera 2019 sono di nuovo mature le condizioni economico-finanziarie per realizzare il PTA, ma le complicazioni burocratiche che bloccano lo sviluppo di Bagnoli non consentono neanche la realizzazione di interventi in aree territorialmente autonome ed esenti da vincoli.

Chiediamo a nome di PTA di ascoltare i promotori e valutare la possibilità, ad esempio mediante Accordo di Programma ad hoc o un Contratto di sviluppo, di far realizzare un progetto che porterebbe lavoro in un’area che ha perso questa vocazione, tra l’altro sul tema “Ambiente” potendo, con la vicina Università e la Porta del parco, diventare un catalizzatore di Progetti Green anche in relazione alla bonifica da realizzare nelle altre aree.

Sono già stati investiti 40 milioni di euro per l’acquisto dei terreni di un’area di 30.000 metri quadrati, per i primi due lotti in programma gli imprenditori riuniti nel progetto di PTA sono pronti a stanziare altri 50 milioni. Magari questo primo intervento, quasi interamente privato, convincerà altri imprenditori a scommettere sulla nuova Bagnoli.

Abbiamo ritenuto di inviare questa nota alla Sua persona e per conoscenza al Commissario, certi di ricevere un immediato riscontro. Il nostro senso istituzionale, al fine di evitare inutili strumentalizzazioni, ci ha suggerito questa come la strada più corretta. Pertanto, auspichiamo a stretto giro un confronto diretto e costruttivo sulla verifica di fattibilità economico-finanziaria del PRARU e sul PTA.

Cordiali saluti.

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