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Caro Ministro Bianchi, la scuola è sempre stata “affettuosa”

by Piera De Prosperis
Patrizio Bianchi

Patrizio Bianchi: Ministro dell’Istruzione del governo Draghi. Ex rettore, professore universitario, due mandati da assessore all’Istruzione in Emilia Romagna, coordinatore del Comitato degli esperti del Ministero dell’Istruzione dall’aprile 2020. Una persona di mestiere, quindi.

Lo abbiamo visto ieri, 21 marzo, nella trasmissione Che tempo che fa, intervistato da Fabio Fazio.  Persona affabile, sensibile, che ha speso parole di elogio per il lavoro degli insegnanti che in questo difficile periodo non si sono mai fermati ma anzi hanno dovuto imparare nuove strategie attraverso l’uso del pc. Ha ricordato l’impegno delle donne sul fronte della gestione dei figli a casa. Ha detto: “Stiamo lavorando per una scuola affettuosa una scuola in cui si torni ad avere affetti per gli altri, in cui si costruiscano i rapporti con gli altri. Dopo anni di individualismo bisogna tornare a una scuola degli affetti, in cui la socialità sia il modo di vivere insieme. Una scuola che permetta ai ragazzi di affrontare la complessità del mondo in cui il rischio di perdersi è alto e non lo si fa da soli ma insieme. La scuola dell’insieme”.

Ha poi parlato degli esami di terza media e di maturità, su precise richieste di Fazio. Si faranno rigorosamente in presenza. Per quanto riguarda la prova conclusiva della secondaria ha parlato di un elaborato proposto dal consiglio di classe su cui discutere. Prova di maturità seria e rigorosa, senza la variabile del nodo concettuale estratto da una busta alla maniera di bussolotti.

A questo punto facit indignatio versus. Che vuol dire scuola affettuosa? A mia memoria di insegnante in pensione dopo decenni di servizio, non c’è mai stata una scuola che non lo fosse. La centralità dell’alunno, i suoi bisogni educativi, l’importanza della socializzazione sono stati obiettivi presenti nel sistema educativo fin da quando il ’68 ha compiuto la grande svolta. Di che parla il Ministro? Le sue appaiono riflessioni bonarie di un nonno preoccupato ma che non ha ben chiara la situazione di disagio cognitivo che tormenta le regioni del Sud. Abbiamo bisogno di una scuola formativa che sappia utilizzare l’esperienza tragica della pandemia per aggiornarsi e recuperare tutti gli studenti rimasti al palo quanto a conoscenze e competenze.

Non solo: ma l’ordinanza ministeriale del 5 marzo 2021 per l’esame di maturità non dava delle indicazioni di svolgimento diverse, molto più ampie, dettagliate e complete? Quell’approfondimento di cui ha parlato il Ministro risulta solo il primo punto dell’iter. Forse il Ministro non ne era al corrente? O ha confuso gli esami di terza media con quelli di maturità?

Ha poi contraddetto Fazio che gli faceva presente l’urgenza della riapertura. Il ministro ha detto che solo dalla seconda media gli alunni sono in DaD totale. Peccato che non sia così, dato che in zona rossa chiude ormai anche la scuola dell’infanzia, mentre dalla prima elementare in poi si va in DaD.

Insomma che dire. Ancora una volta un settore fondamentale della società in mano a chi sembra non sapere come funziona oggi il sistema scuola. Dobbiamo rimpiangere l’Azzolina? Qui il Ministro Bianchi mi è sembrato un buon padre, anzi nonno, che invita al buon senso e fa qualche svarione. Va beh, succede. Intanto la scuola soffre, poche idee e confuse. Ne usciremo con la fine della pandemia? Speriamo.

Con tanto affetto, Ministro Bianchi!

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