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Caserma Tofano: quale destino?

by Anita Ferraioli

“…quartiere militare costruito dai Borboni e che ospitava nei tempi in cui si sviluppò questa storia il 30° fanteria, con autorità militare di gran grado, fino al generale di divisione, con un plotone destinato alla cavalleria, quindi, con ufficiali eleganti, alcuni in monocolo e frustino da battere sia sugli stivali scintillanti sia sulla groppa di baldi cavalli.”  Così Domenico Rea, nel suo “Ninfa plebea” fa riferimento alla Caserma Bruno Tofano di Nocera Inferiore (che nel romanzo diventa Nofi)

Il “Gran Quartiere”, è un edificio borbonico a ridosso di via F. Solimena (quartiere Borgo) e la collina del Parco Fienga.  L’edificio militare voluto da Re Carlo III per ospitare 700 militari e cavalli, fu costruito tra il 1751 e il 1758 al posto del Palazzo Ducale di Ferdinando I Carafa. Il progetto fu affidato all’ingegnere militare Felice Romano (allievo del Vanvitelli) e la realizzazione a Felice Polito. L’edificio si sviluppa su tre livelli e con il cortile interno, o “piazza d’armi”, copre una superficie complessiva di oltre 25.000 metri quadrati.  Dopo il terremoto del 1980 ha ospitato un esiguo numero di militari fino agli inizi degli anni ’90, periodo in cui, per ragioni di precaria sicurezza strutturale, anche quel piccolo gruppo di militari fu trasferito. Da allora è stata lasciata a sé stessa, in stato di degrado e abbandono.

Nel 2015 L’Agenzia del Demanio ha consegnato l’ex Caserma Tofano al MIBACT al fine di realizzare un centro polifunzionale dove collocare e valorizzare i reperti archeologici delle Soprintendenze della Campania. L’edificio, di competenza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, è attualmente deposito di reperti della Soprintendenza. A tal scopo nel 2018 sono stati apportati i primi interventi alla struttura, e in cantiere vi sono altri progetti a carico della Soprintendenza.

È ovvio e intuitivo che progetti di rivalutazione di una simile costruzione vengano supportati e potenziati da interventi locali di effettiva valorizzazione. L’intera area limitrofa all’ex Caserma andrebbe posta in un disegno urbanistico di ampio respiro capace di dare centralità ad uno degli edifici militari più grandi d’Italia.

Troverà un destino degno delle sue potenzialità? Staremo a vedere…

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