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Consumo di suolo, report SNPA 2026

Non migliorano i dati in Campania

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Distribuzione per Comune del nuovo consumo di suolo netto nel periodo di riferimento 2024-2025 (ettari).

 

Claudio Marro – Direttore Tecnico ARPA Campania. Gianluca Ragone – Coordinatore del gruppo di lavoro “Consumo di Suolo” di ARPAC.

 

Il 27 ottobre 2026, presso il MUCIV-Museo delle Civiltà a Roma, è stato pubblicato il nuovo Report “Consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio. Edizione 2026” (Report ambientali SNPA 50/2026, che aggiorna al 2025 il quadro del consumo di suolo nel nostro Paese.

Il monitoraggio del consumo di suolo in Italia è definito dalla L.132/2016 come un compito istituzionale dell’ISPRA e del Sistema Nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA) e permette di avere un quadro aggiornato sull’evoluzione del consumo di suolo, delle dinamiche di trasformazione del territorio e della crescita urbana attraverso la produzione della cartografia ufficiale di riferimento e l’elaborazione di indicatori ambientali e territoriali. Il monitoraggio produce, annualmente, una cartografia nazionale del consumo di suolo, attraverso la fotointerpretazione di immagini satellitari ad alta risoluzione da parte dei tecnici SNPA, secondo le “Linee guida per il monitoraggio del consumo di suolo nell’ambito delle attività del SNPA” (SNPA, 2024).

In questo quadro, Arpa Campania partecipa alla rete tematica SNPA per il monitoraggio del territorio e del consumo di suolo, curando l’aggiornamento della cartografia per il territorio regionale, mediante un apposito gruppo di lavoro agenziale, composto da 12 tecnici specializzati di varie strutture della Direzione Tecnica (UO Rifiuti ed Uso del Suolo, UO Siti Contaminati ed Analisi di Rischio, UO Sostenibilità Ambientale). Il Gruppo esegue un lavoro di fotointerpretazione, classificazione e produzione cartografica per l’intero territorio regionale, coprendo una superficie di oltre 13.500 km².

Come previsto dalle Linee guida SNPA, la classificazione avviene attraverso la distinzione di 3 macrocategorie:

1) consumo di suolo permanente;

2) consumo di suolo reversibile;

3) altre forme di copertura non incluse nel consumo di suolo (es. serre non pavimentate, ponti e viadotti, ecc.). 

Dal Report 2026 si evince che il consumo di suolo continua a trasformare il territorio nazionale con velocità elevate e, soprattutto, crescenti. Nell’ultimo anno le nuove coperture artificiali hanno riguardato altri 102,4 km², pari in media a 280.000 m2 al giorno (circa 3,2 m² al secondo), il 22,4% in più rispetto all’anno precedente e ben al di sopra della media del periodo 2012-2024 (17,8 ettari al giorno). Il ripristino di aree naturali, pari a 7,5 km², è in aumento ma resta del tutto insufficiente. Tale  recupero riguarda per lo più aree di cantiere o superfici già classificate come consumo reversibile e, solo in piccolissima parte, vere azioni di de-impermeabilizzazione. Complessivamente, oggi le superfici artificiali coprono 21.644 km², pari al 7,19% del territorio nazionale, a fronte di una media europea del 4,4%.

La Campania, con 144.728 ettari di suolo consumato, pari al 10,65% dell’intero territorio regionale, si conferma anche nel 2025 fra le Regioni con maggiore perdita di questa risorsa, dietro solo a Lombardia (12,27%) e Veneto (11,87%), a fronte di una media nazionale del 7,19%.

 In particolare, i dati del monitoraggio 2024-2025 evidenziano una ripresa marcata del consumo di suolo, con 671 ettari di nuove superfici artificiali al netto dei ripristini,  + 48% rispetto al periodo 2023-2024.

Le nuove trasformazioni continuano a concentrarsi nelle aree di pianura e lungo le principali direttrici infrastrutturali. Quest’anno, in testa alla classifica regionale si collocano tre comuni della Piana del Sele (Campagna, Battipaglia ed Eboli), dove il nuovo consumo è legato in gran parte ai cantieri della nuova linea AV/AC Salerno–Reggio Calabria. Seguono le aree periurbane dell’agglomerato Napoli-Caserta, dove proseguono la crescita dei poli produttivi e logistici. Nel Sannio, pur in calo rispetto allo scorso anno, il nuovo consumo si concentra soprattutto nel capoluogo e lungo la Valle Telesina, anche in questo caso legato in prevalenza ai cantieri della linea AV/AC Napoli–Bari.

 

Diagramma consumo di suolo netto per provincia (ettari) nel periodo 2024-2025.

 

A scala provinciale, Salerno è la provincia che ha consumato più suolo (266,66 ha, quasi il 40% del totale regionale), seguita da Caserta, Napoli, Benevento ed Avellino. Rispetto al 2023-2024 il consumo è più che triplicato nel salernitano ed è cresciuto sensibilmente nel casertano e nel napoletano, mentre in provincia di Avellino si è ridotto a circa un terzo, anche per effetto dei ripristini, legati alla chiusura di aree di cantiere, in particolare ad Ariano Irpino e Grottaminarda. In calo anche la provincia di Benevento. Nel periodo di riferimento il comune che ha consumato più suolo è quello di Campagna (50,90 ettari), seguito da Battipaglia (44,31 ha), Eboli (34,39 ha), Maddaloni (23,56 ha) e Benevento (22,76 ha)

Focalizzando l’attenzione sul consumo di suolo permanente (classe 11 di Tabella 1), nel 2024-2025 in Campania sono stati rilevati 154,04 ha di nuove superfici impermeabilizzate, pari al 20,8% del consumo lordo, contro una media nazionale del 14,3%. La quota di consumo reversibile (585,63 ha, 79,2% del totale) è fra le più basse d’Italia: solo Veneto e Lombardia presentano valori inferiori, mentre la media nazionale è dell’85,7%. La classificazione EAGLE mostra che le nuove superfici impermeabilizzate sono destinate soprattutto ad attività commerciali (circa il 39% sia degli edifici sia delle aree pavimentate).

 

Densità del consumo di suolo netto 2024-2025 per Comune (m² di nuovo suolo consumato per ettaro di territorio).

 

Diversamente da altre regioni (Lazio, Sicilia), dove il nuovo consumo è trainato dagli impianti fotovoltaici a terra, in Campania questi incidono solo per il 7,2% (soprattutto a Salerno e Benevento). Il consumo regionale è quindi legato prevalentemente a cantieri, edilizia, infrastrutture e insediamenti produttivi e logistici..

Inoltre, la Campania detiene il primato nazionale di suolo consumato nelle aree vincolate per la tutela paesaggistica e nelle aree protette, la più alta densità di nuovo consumo lungo i corpi idrici e un consumo rilevante nelle aree a pericolosità da frana, che aggrava l’esposizione al rischio di un territorio già fragile.

Sul piano normativo, un importante elemento di novità è rappresentato dalla Direttiva (UE) 2025/2360 sul monitoraggio e la resilienza del suolo, in vigore dal 16 dicembre 2025. Si tratta del primo quadro giuridico europeo comune per la tutela del suolo, che pone l’obiettivo di suoli sani entro il 2050. È da sottolineare, però, come la Direttiva non fissi obiettivi quantitativi vincolanti di riduzione. Ciò nonostante, il suo recepimento rappresenta occasione per dotare il Paese di una norma statale dedicata, si spera più incisiva della stessa Direttiva. Nel frattempo, in Campania con la LR 5/2024 si è iniziato ad affrontare l’argomento prevedendo una pianificazione territoriale e urbanistica più sostenibile.

Infine, ultima considerazione riguarda il lavoro svolto dall’Agenzia. Il ruolo di Arpa Campania, nell’ambito delle attività coordinate dal SNPA, risulta determinante. L’elaborazione di cartografie di dettaglio, la definizione di indicatori territoriali e l’analisi delle trasformazioni d’uso costituiscono strumenti indispensabili non solo per supportare le decisioni di pianificazione a scala regionale e locale, ma anche per adempiere agli obblighi di monitoraggio e rendicontazione che deriveranno dall’applicazione della stessa Direttiva 2025/2360.

Per maggiori dettagli si rimanda allo speciale Magazine ARPAC pubblicato a fine ottobre 2026 sul sito agenziale all’indirizzo https://www.arpacampania.it/magazine-arpa-campania-ambiente.

 

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