Home In evidenza Da Tursi a Milano, passando per l’Intelligenza Artificiale

Da Tursi a Milano, passando per l’Intelligenza Artificiale

ProduzioneWeb

by Luca Rampazzo
0 comments

 

Milano è ancora la città dove si viene per cercare fortuna? La domanda sa un po’ di anni Sessanta, solo che la valigia di cartone oggi è un trolley e al posto della fabbrica può esserci un computer portatile. La storia di Umberto Geraci e Antonella Maria Lasalandra, due giovani lucani arrivati a Milano e oggi fondatori di ProduzioneWeb, racconta esattamente questo. Con un ingrediente nuovo: l’Intelligenza Artificiale.

Umberto ha 29 anni, proviene da Tursi, in provincia di Matera, ma il suo percorso lo ha portato molto presto fuori dalla Basilicata. Fin da bambino è cresciuto tra Paesi e culture diverse, vivendo esperienze in Canada, Olanda, Jamaica e soprattutto negli Emirati Arabi Uniti. Poi l’Inghilterra, due lauree in ambito biomedico e il lavoro in un laboratorio di analisi durante il Covid. Un percorso internazionale che gli ha permesso di confrontarsi fin da giovanissimo con modi molto diversi di vivere, lavorare e utilizzare la tecnologia. Sembrava una carriera già disegnata.

Non lo era.

Finita la pandemia, il laboratorio chiude. Umberto torna in Italia, lavora ancora per qualche tempo nel settore delle analisi e poi cambia completamente mestiere diventando personal trainer. Ed è proprio lì, curiosamente, che scopre ciò che gli piace davvero: crea il sito, l’e-commerce, gestisce social e contenuti e comincia a immaginare applicazioni e software. Soprattutto cresce il desiderio di costruire qualcosa di proprio.

Con Antonella decide quindi di trasferirsi a Milano. Ma la città delle opportunità non distribuisce automaticamente opportunità. Per mantenersi Umberto fa consegne con Deliveroo di giorno e lavora nel turno notturno di Amazon XL. Passa anche dalla consulenza assicurativa, finché approda in una startup di property management. I fondatori sono più giovani di lui e nasce una domanda molto semplice: «Se l’hanno fatto loro, perché non posso farlo anch’io?»

Antonella ha invece 22 anni ed è cresciuta proprio a Tursi, in una famiglia di agricoltori. Il nonno e il padre hanno lavorato la terra coltivando anche le percoche, uno dei frutti che Antonella associa maggiormente alla propria infanzia. Una pesca dolce e succosa nascosta dietro una buccia un po’ ruvida: immagine che lei stessa utilizza per raccontare la sua Basilicata, una terra nella quale il valore qualche volta bisogna avere la pazienza di cercarlo.

A tredici anni Antonella scopre l’informatica e se ne innamora. Il piano sembra chiarissimo: laurea in Ingegneria Informatica, esperienza nelle grandi aziende e, un giorno, una propria software house. La vita, come spesso accade, decide di conservare il progetto cambiando completamente l’ordine.

Antonella si iscrive alla Sapienza, si trasferisce a Roma, comincia a lavorare come cameriera e lascia gli studi. Dopo un periodo difficile torna a Tursi. Nove mesi dopo arriva una telefonata da Accenture e riparte, questa volta per Milano. Da lì arrivano le esperienze in GPI e Dedalus nel settore dei software sanitari e il ritorno a Ingegneria Informatica, portata avanti mentre lavora.

Nel frattempo, insieme a Umberto, nasce ProduzioneWeb.

All’inizio realizzano siti ed e-commerce. Poi si accorgono che la parte interessante viene prima del sito: capire come lavora un’azienda e dove perde tempo. E scoprono un mondo fatto di Excel, email, WhatsApp, documenti cartacei, programmi che non comunicano tra loro e procedure che sopravvivono grazie all’intramontabile principio del «si è sempre fatto così».

Da qui il passaggio verso software personalizzati, CRM, piattaforme gestionali e automazioni. Arrivano progetti per il settore immobiliare, condominiale e impiantistico. Tra gli altri anche Lucan Tipici, un e-commerce dedicato ai prodotti della Basilicata: un piccolo ponte digitale con la terra dalla quale entrambi sono partiti.

Poi esplode l’Intelligenza Artificiale e per ProduzioneWeb cambia la scala delle possibilità.

Non perché l’AI faccia magicamente il lavoro al posto loro. Ma perché consente a una piccola struttura di sperimentare più rapidamente e affrontare problemi che fino a pochi anni fa avrebbero richiesto molti più sviluppatori, tempo e risorse. Umberto e Antonella cominciano allora a utilizzarla soprattutto per una cosa molto poco fantascientifica: eliminare il lavoro ripetitivo.

Copiare dati, classificare richieste, smistare email, cercare informazioni, controllare scadenze, preparare documenti standardizzati. Tutte attività che occupano tempo senza richiedere necessariamente ciò che una persona sa fare meglio: decidere, capire un cliente, negoziare, progettare e avere idee.

È forse questa la parte più interessante della loro storia. Mentre continuiamo a discutere se l’Intelligenza Artificiale ruberà il lavoro agli esseri umani, due ragazzi arrivati dalla Basilicata la stanno usando per costruirsi il proprio lavoro. E per far crescere una piccola impresa che, proprio grazie alla tecnologia, può affrontare progetti che fino a pochi anni fa avrebbero richiesto strutture molto più grandi.

Milano ha fatto il resto. Li ha messi alla prova, ha offerto occasioni e soprattutto ha permesso loro di incontrare aziende, persone e problemi da risolvere. Ma Tursi è rimasta nel loro orizzonte. Umberto vorrebbe un giorno riportare al Sud parte delle competenze accumulate. Antonella non ha mai perso il legame con quella terra che ha visto coltivare da suo nonno e da suo padre.

E forse proprio le percoche della sua infanzia raccontano bene anche questa storia. Per arrivare alla parte più dolce bisogna prima superare una buccia un po’ ruvida. Anche il percorso di Antonella e Umberto ha avuto la sua parte ruvida: università interrotte, lavori lontani da quelli immaginati, trasferimenti, turni di notte e parecchi tentativi prima di trovare una direzione.

Oggi, a Milano, stanno provando a raccoglierne i frutti. Con strumenti decisamente diversi da quelli delle generazioni precedenti e con l’Intelligenza Artificiale che permette a due giovani provenienti da Tursi di pensare un po’ più in grande.

Senza dimenticare da dove sono partiti.

 

Leave a Comment