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DeMa e DeLu, comunali e Covid

by Lucia Severino
comunali e covid

Mentre l’apprensione dei Napoletani cresce, tornano ad inseguirsi proclami tanto altisonanti quanto retorici. Proprio come è successo durante la prima emergenza Covid, quando il bisogno della gente di indicazioni forti ha spinto l’elettorato a premiare il Governatore in carica e il suo lanciafiamme.

Oggi De Luca non ha appuntamenti elettorali personali, ma si trova sotto pressione a dover gestire una situazione diversa. La Campania, e Napoli in particolare, non sono più ai margini dell’epidemia ma ci si trovano proprio in mezzo e De Luca reagisce come sa. Minaccia (o promette, a seconda dei punti di vista) nuove chiusure, attacca il Governo reo di non aver provveduto alle necessarie promesse forniture, censura la stampa, sposta l’attenzione dai grandi problemi strutturali (ospedali e trasporti) a quelli comportamentali (baretti, feste private e via dicendo). Come dire: non è colpa della Regione ma della irresponsabilità della gente. Il che, in parte, è anche vero. Non è infatti possibile risolvere i problemi della sanità o dei trasporti dall’oggi al domani con una delibera. Mentre è possibile intervenire subito e utilmente sui comportamenti: con l’obbligo delle mascherine, le strette alla movida, eccetera. Sullo sfondo le imminenti elezioni comunali a Napoli.

Se quindi De Luca fa lo sceriffo, i suoi competitors devono fare l’opposto. Ossia cavalcare le proteste anti serrate, indignarsi per le resse ai pronto soccorso e per fare i tamponi, stigmatizzare la presunta inerzia della Regione.

De Magistris l’altro giorno ha scritto una lettera a De Luca chiedendo di essere inserito nell’Unità di crisi. Io sono il Sindaco di Napoli e della Città Metropolitana, ha ricordato, circa 3milioni di abitanti, più o meno mezza Regione, non posso “essere escluso dall’Unità di crisi costituita per fronteggiare la pandemia”. Giusto. Ma non è chiaro per fare cosa. Collaborare e proporre o criticare e distinguersi? Nel frattempo, dato che per lui la scadenza elettorale della prossima primavera è “esistenziale”, tratta febbrilmente un po’ con tutti.

La sua candidata Alessandra Clemente, si sta rivelando come previsto uno strumento di pressione più che un vero atout. Il commissario dell’ABC, Sergio D’Angelo, invece sembra fare sul serio e De Magistris non vuole che si candidi. Il Presidente della Camera Roberto Fico, suo amico, sembra più prudente negli ultimi giorni. Nicola Oddati fa il pontiere. Antonio Bassolino se la gioca. La cosiddetta società civile preme. Si riunisce, discute, discetta, lancia appelli. Si smarca e si propone ma ovviamente non propone. Se non immaginifici scenari avvolti nella nebbia, tesi a farci dimenticare il ruolo che ha svolto negli ultimi dieci anni a Napoli.

Laggiù da qualche parte dovrebbe esserci anche il centrodestra. Ma ad oggi risulta non pervenuto, concentrato com’è sulla resa dei conti interna. Eppure, sarebbe fondamentale presentare ai cittadini una scelta chiara e non ripetere gli errori delle regionali.

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