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Elezioni e Covid

by Flavio Cioffi

Ieri il record di contagi da Covid in Italia è stato della Campania: 270. Una quota mai raggiunta prima. La curva di agosto fa rabbrividire, quasi una linea retta verso l’alto. Certamente l’aumento esponenziale degli ultimi giorni è frutto del maggior numero di tamponi effettuati, ma non solo. Anche perché da noi se ne fanno meno che in altre regioni. C’entrano i rientri dall’estero, i diversi criteri di indagine, la nonchalance di molti esercizi commerciali e turistici, la non tempestiva organizzazione di svariati Enti e Aziende che gestiscono pubblici servizi. E i nostri comportamenti sbagliati. Era davvero necessario fare le vacanze all’estero? Ce lo avevano detto in tutte le lingue: restate in Italia. E’ indispensabile stare uno addosso all’altro senza mascherina? E’ mai possibile che se non ci mettono la polizia sotto casa non siamo capaci di autoregolarci almeno un po’? O davvero pensiamo che il virus sia diventato meno pericoloso, che il sole lo blocchi o magari che i meridionali siano dotati di un gene che li protegge?

Poiché siamo in piena campagna elettorale, c’è poi chi sostiene che sia colpa di De Luca. Piove, governo ladro. Certamente la macchina regionale, non solo quella sanitaria, non è esente da critiche. Ma come non è stato merito di De Luca se finora ci è andata relativamente bene, non è colpa sua se ora va relativamente male. La vera colpa dell’attuale governatore è stata quella di fare propaganda sulle sue sceriffate. E’ stato merito mio! Se tanto mi dà tanto, allora adesso è colpa tua.

Forse questa è l’occasione per i candidati presidente, a cominciare da Caldoro che sa bene cosa voglia dire governare una regione, di unire alle critiche qualche proposta concreta. Un provvedimento specifico, sul quale magari offrire, in questo nevralgico mese di settembre, la propria collaborazione istituzionale. Votate me sulla base del mio programma e non perché l’altro sia brutto e cattivo. Chi è in grado di farlo marchi una differenza nella visione politica e di governo del territorio. Rinunci a cavalcare la paura della gente. De Luca lo ha fatto durante il lockdown, quando tutti gli altri tacevano perché non erano sicuri di essere candidati ma comunque sedevano in Consiglio regionale. Non seguitene l’esempio.

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