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Federagenti: riprogettare i porti

L’Assemblea Pubblica di Civitavecchia

by Redazione
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Scenario internazionale di totale incertezza, visto quanto sta accadendo nel Golfo Persico e nell’intera area mediorientale. Il Mediterraneo può conquistare una posizione centrale nell’interscambio commerciale via mare. I porti italiani devono darsi una svegliata.

Queste, in estrema sintesi, le indicazioni emerse l’altro giorno dall’Assemblea Pubblica di Federagenti (450 agenzie marittime per oltre 5000 occupati diretti) svoltasi a Civitavecchia nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale.

Secondo il Presidente Paolo Pessina, anche il mercato dei noli (quelli container balzati a oltre 4000 dollari per la tratta simbolo Shanghai-Genova, quelli petroliferi con picchi incontrollabili) conferma la necessità di adottare politiche portuali coerenti con la domanda. “In questa ottica – ha detto – è necessario puntare sull’eccellenza, perché è l’eccellenza che richiede il mercato in contrapposizione con la frammentazione e con forme di concorrenza provincialista e campanilistica che oggi non hanno più senso”.

Si è anche posta l’attenzione sul progetto di riforma portuale. “Un’offerta di riflessione che il Governo ha fornito all’intero Paese e che – ha precisato il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, in collegamento dalla Turchia – dovrà comunque accelerare”.

Il dibattito ha evidenziato il rischio che a controllare i processi di mutazione nel Mediterraneo, persino in Italia e nei porti italiani, non siano gli italiani. Nel nostro sistema portuale non confluisce infatti il risparmio privato per un problema di governance.

In conclusione, l’assemblea di Civitavecchia ha sottolineato il ruolo degli agenti marittimi: sentinelle sui cambiamenti in atto, in grado di contribuire in modo determinante alla riforma portuale per attirare capitali e investimenti privati.

 

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