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L’ANM esce dal concordato preventivo e si avvia all’in house

“ma c’è ancora molto da fare”

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Foto by Ufficio Stampa Comune di Napoli

 

Lo scorso 17 giugno l’ANM, l’Azienda Napoletana Mobilità, è uscita dal concordato preventivo. La relativa domanda fu depositata nel dicembre 2017 e il concordato venne omologato a fine 2019. Dopo quasi 10 anni tutti i creditori (prededucibili, privilegiati e chirografari) sono stati pagati e riceveranno anche ulteriori 14 milioni di euro, aggiuntivi rispetto a quanto originariamente previsto dal Piano.

Buon per loro, direte voi. Ma a noialtri cittadini/utenti che in sostanza abbiamo pagato, cosa ce ne viene?

L’assessore alla mobilità, Edoardo Cosenza, dopo aver ricordato che “si tratta di una società che applica il prezzo del biglietto pubblico più basso d’Italia” sottolinea che “lo sforzo successivo è quello di renderla una società totalmente in house”.

Il che la proietterebbe verso un futuro a zero emissioni, in quanto Soggetto Attuatore dei fondi PNRR per un piano complessivo di 180 milioni di euro di investimenti destinati alla transizione green: “entro il 2026 verranno immessi in servizio 302 autobus elettrici di ultima generazione suddivisi in 6 lotti tipologici, garantendo un abbattimento del 100% delle emissioni di CO2 dirette della nuova flotta e una riduzione del 30% dei costi energetici rispetto ai carburanti tradizionali”.

E poi le infrastrutture intelligenti: “ristrutturazione completa dei depositi aziendali e implementazione di stazioni di ricarica intelligenti, loT e sistemi di manutenzione predittiva basati su intelligenza artificiale per prevenire i guasti e ottimizzare l’efficienza dei consumi (-15/20%).”

E i servizi all’utente: “progressiva estensione del sistema di pagamento Tap&Go su tutte le linee e lo sviluppo di un’applicazione mobile integrata per l’acquisto di titoli di viaggio e informazioni in tempo reale, abilitando logiche avanzate di Mobility as a Service (MaaS).

Ma già oggi, “parallelamente al risanamento dei conti”, ci sarebbe un “…potenziamento dei servizi offerti alla cittadinanza. Negli ultimi sei anni (2020-2026), la produzione complessiva in termini di veicolo-chilometri (vett-km) è aumentata del +65%, evidenziando un tasso di crescita composto (CAGR) del +10,5% annuo. Il totale dei km percorsi su tutta la rete è passato dai 12,7 milioni del 2020 ai 18,75 milioni stimati a fine 2025.”

Per tacere della “entrata in funzione, nel corso del 2024, di infrastrutture strategiche quali la nuova Linea 6 della metropolitana (che nel primo semestre 2026 ha già quasi raddoppiato i passeggeri rispetto allo stesso periodo del 2025, raggiungendo quota 1,05 milioni) e l’ascensore di Monte Echia, che ha aperto alla città e ai turisti un belvedere di straordinaria attrazione, connettendo rapidamente i quartieri di Chiaia e Santa Lucia.”

Tutto fatto allora? Tutti contenti? Paghiamo poco e ci muoviamo alla grande e non c’è più bisogno di fare altro?

Non proprio. Sugli obiettivi futuri, il direttore generale di ANM Francesco Favo ha detto che per quanto riguarda “…la puntualità, la pulizia e la digitalizzazione, siamo in crescita, ma c’è ancora molto da fare (…) oggi la velocità media dei nostri mezzi è ancora bassa”.

Ah, ecco. Ok, aspettiamo fiduciosi.

 

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