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Focus 1 Napoli Nord – Una donna in prima linea

by Redazione

Elisabetta Garzo non solo è stata la prima presidente di Napoli Nord, ma nel suo curriculum, oltre ad aver ricoperto incarichi molto rilevanti in vari tribunali come quello di Vallo della Lucania, c’è anche un altro primato, quello di aver presieduto in contemporanea due Corti, quella di Napoli Nord e quella di Santa Maria Capua Vetere, trattando processi con detenuti. E anche Garzo è molto sensibile ai problemi ambientali, anche se una mano dovrebbe arrivare pure dalla Regione, soprattutto per quello che concerne le grandi bonifiche. «Noi possiamo vigilare, però è un discorso successivo, perché per fare grandi bonifiche ci vogliono grandi risorse. Esiste un piano regionale delle bonifiche, eppure le banche dati non sono aggiornate». La Regione è attiva sul monitoraggio? C’è un problema di risorse, e poi si è creata una emergenza tale che è difficilissimo intervenire. «Ci vuole l’impegno di tutti, d’altronde l’emergenza ambientale sul nostro territorio non è di natura locale, ma nazionale». Eppure sono in corso studi epidemiologici su aree ristrette con ricercatori che lavorano per noi sul rapporto e sulla correlazione tra presenza di alcune tipologie di rifiuti e insorgenza di malattie. «Questa situazione si riverbera anche sull’attività del tribunale in altri settori. Basti pensare alla sezione del lavoro per le malattie professionali, ovvero malattie che possono essere poste in rapporto alla condizione ambientale e alla conseguente richiesta di risarcimento».

Nella foto: alcuni dei riconoscimenti ricevuti nel corso della sua carriera

D’altra parte Napoli nord ha affrontato un problema assai significativo, una questione davvero unica, di una donna che soffriva una patologia per la quale veniva posto un rapporto di causalità con l’ambiente malsano circostante, e che ha richiesto un intervento anche da parte del giudice del lavoro. Questa donna voleva andare all’estero a spese dello Stato. «C’è una forte continuità tra il lavoro della procura, lavoro assai delicato e importante proprio in tema ambientale, al quale poi deve dare una risposta anche il tribunale con provvedimenti definitivi e decisori, con sentenza, ordinanza o decreto. Non può esistere un tribunale che non funziona mentre magari la procura va avanti né il contrario. Questa è la filosofia che ci ispira. Il rapporto è talmente stretto dal punto di vista organizzativo che, nel rispetto dei rispettivi ruoli per non andare contro la Costituzione, prevede una visione di insieme. Questa è una consapevolezza che risulta vincente, una prassi virtuosa che sta avendo un ottimo riscontro anche nella classe forense. I nostri giudici più severi sono proprio questi ultimi. Ma anche con loro c’è una grande collaborazione». Insomma gli avvocati sono contenti di doversi confrontare con i giudici di Napoli nord, anche perché si rapportano con una giurisprudenza molto nuova e vivace. «Poi per esempio per molti protocolli in merito alla mediazione familiare per affidamenti io ho continui contatti con l’Unicef, realtà molto presente sul territorio portatrice di istanze che richiedono risposte». Un’altra prassi virtuosa è quella del contatto costante e continuo con la società civile e il territorio. «Spesso siamo andati nelle scuole, oppure sono venute le scuole qui, poi per esempio abbiamo organizzato eventi legati alla città, come il recupero della chiesa del Cinquecento che fa parte del complesso degli uffici giudiziari e nel giorno del Fai è stata visitata da oltre tremila persone».

 

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