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Focus Regionali 1. Il Centrodestra

by Lucia Severino

Il rebus sul nome del candidato Governatore del Centrodestra non è ancora stato sciolto ma appare sempre meno probabile che possa essere Caldoro, nonostante le dichiarazioni di facciata e i tentativi acrobatici in corso. Difficile anche che questi riesca ad esprimere, come pare stia provando a fare, un nome a lui gradito. Magari un ex assessore della sua Giunta.

Caldoro non paga solo il veto della Lega ma anche quello di buona parte del suo partito. Secondo noi per tre ordini di motivi.

  1. Sarebbe la terza volta. La prima candidatura fu calata dall’alto contro una parte forte del partito locale che reagì a colpi di dossier. La seconda fu dovuta in quanto Presidente uscente, ma perse e la sua coalizione gli imputò la sconfitta. La terza, in un contesto politico generale radicalmente mutato, tarperebbe di fatto le ali alle legittime aspirazioni personali e programmatiche di tanti.
  2. Durante la sua esperienza di governo in un periodo particolarmente difficile, Caldoro si dotò di una squadra di buon livello e non operò male. Ma gli fu contestato un approccio ai problemi indeciso ed attendista, non di ampio respiro, ragionieristico per usare un’espressione che allora veniva usata spesso.
  3. Come leader dell’opposizione, non è riuscito (ma forse non era possibile) a porre un freno alla balcanizzazione del suo partito. Un fenomeno in atto da molti anni che nel quadro dell’attuale perdita di consensi è addirittura deflagrato. Non sarebbe riuscito, cioè, a imporre una politica forte e riconoscibile ed a tessere una tela paziente di confronto e di sintesi.

Diciamo insomma che Caldoro candidato lo pagheremmo a 4.

Ma questo non significa che il candidato sarà indicato dalla Lega o da FdI. La trattativa in corso è molto articolata e investe sia le altre Regioni al voto che i Comuni, che il piano nazionale. Nonostante i recenti acquisti, ossia Severino Nappi e Gianpiero Zinzi, il peso politico della Lega in Campania non è sufficiente. E poi non esistono veri leghisti dalle nostre parti, per ovvi motivi. Ci vuole molto tempo per ottenere un serio radicamento sul territorio. Diverso il discorso per FdI, che però ha puntato tutto sulla Puglia. Certo, se la candidatura di Fitto dovesse saltare le azioni di Cirielli qui salirebbero. Però è uno scenario lontano. Un leghista lo diamo a 6 e Cirielli a 5.

Forza Italia dal canto suo si trova al centro di un pressing mediatico impressionante. E fuorviante. Perché se è vero che i rapporti di forza nel centrodestra non sono più quelli di una volta e che la gestione del partito in questi anni è stata quanto meno discutibile, è anche vero che FI ha proprio in Campania il suo bacino elettorale più significativo e radicato. Nonostante i transfughi. Una parte dei quali è comunque rimasta nel centrodestra e un’altra non ha ancora firmato patti di sangue. Anzi, questa potrebbe essere l’occasione per rimettere ordine e assicurare unità e prospettive.

Ma chi potrebbe essere il candidato più probabile? Noi ci siamo già esposti a indicare Antonio Martusciello. Lo diamo alla pari.

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