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I lavori della metro al Plebiscito

by Lucia Severino
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Prima di entrare nello specifico della questione del cantiere della metro a piazza del Plebiscito voglio porre alcune domande. Siamo d’accordo che il patrimonio infrastrutturale della nostra città è insufficiente? Siamo ancora d’accordo che il potenziamento del trasporto pubblico, in particolare su ferro, le metropolitane insomma, è non solo utile ma necessario? Per la qualità della vita, lo sviluppo dell’economia e via dicendo? Faccio conto che abbiate risposto si, altrimenti saremmo nell’ottica della decrescita felice che ci può anche stare, ma si entrerebbe in tutt’altro discorso.

Detto questo, dobbiamo chiederci se questa specifica linea della metro sia utile. Non tutti la ritengono tale e gli interessi in gioco sono enormi. Qui, almeno noialtri non addetti ai lavori, dobbiamo fare un atto di fede. Ci sono migliaia di pagine di studi, analisi, progetti, ma sono come la messa in latino. Però non ci risultano altrettanto ponderosi studi di segno opposto, quindi gli diamo credito.

Questo non può e non deve significare che si debba pagare qualunque prezzo alla realizzazione dell’opera. La sicurezza deve essere tutelata in via primaria e assoluta. La fruizione di superficie va garantita. Non dovrebbe essere difficile. Di fatto è una piazza negata. Nella sua vuota enormità, forse anche per quello, è solo uno spazio aperto, un discutibile museo. Ogni tanto uno spettacolo.

Poi, certo, la coerenza architettonica. Ma non sono previsti nuovi scavi né volumi fuori terra. E le griglie e il basolato dove li metti? Perbacco. Talmente cogenti e potenzialmente devastanti che hanno dovuto ricordarcelo i tecnici che ci sono già sampietrini e griglie posati tanti anni fa “quando la politica aveva un ruolo di dialogo con la società civile napoletana”. Quando la “società civile” rivendica per sé il ruolo di giudice preventivo, di solito è in cerca di incarichi. Vive di questo.

Ma vediamo più da vicino cosa si vuole fare.

Si sta realizzando la “camera di ventilazione forzata che sarà ubicata in piazza del Plebiscito lungo la tratta di galleria compresa tra le due stazioni di Chiaia e Municipio della Linea 6 e che garantirà l’equilibrio aeraulico della linea stessa” attraverso “l’utilizzo di manufatti realizzati sottoterra negli anni ‘80 per la LTR e poi abbandonati”. E “la scelta di utilizzare i manufatti già realizzati per la LTR va ovviamente nella direzione della sicurezza e della tutela architettonica. Infatti per la realizzazione della camera di ventilazione non saranno effettuati ulteriori scavi per ricavare un nuovo ‘vano’ nel sottosuolo (che oltretutto andrebbe ad affiancarsi a quello già esistente al di sotto di piazza Plebiscito), preservando, così, (da nuovi scavi) gli altri siti idonei valutati e cioè piazza Carolina e piazza Trieste e Trento e ‘tutelando’ importanti edifici di importanza storico monumentale prossimi alle aree di intervento” (assessore ai trasporti Mario Calabrese).

“La realtà è che, contrariamente a quello che ho sentito dire da più parti, l’intervento non prevede l’asportazione del basolato. Riguarderà una zona della piazza che, credo in epoca bassoliniana, fu lastricata con normali sampietrini o frammenti di basoli”. E l’intervento si fa proprio lì perché altrimenti “si sarebbe trattato di scavi ex novo. In particolare, la soluzione di piazza Trieste e Trento sarebbe stata più impattante” (sovrintendente Garella).

“Al termine dei lavori resteranno a vista le griglie di ventilazione integrate nella pavimentazione che saranno progettate … con l’obiettivo di inserirle e renderle omogenee alla texture dello storico basolato in pietra sia come colore che come geometria … Si sta quindi realizzando un’opera, necessaria per la sicurezza della metropolitana, con la massima cautela e la dovuta attenzione allo straordinario luogo nel quale si va a intervenire” (ancora Calabrese).

Ora vediamo le critiche, come recentemente espresse in commissione infrastrutture del Comune.

Rischio di violentare la piazza-simbolo della città. Le griglie da costruire, posizionate sulle vie di fuga previste nella piazza in caso di eventi, potrebbero impedire lo svolgimento di qualsiasi manifestazione. Perplessità sul rispetto dei vincoli della Sovrintendenza. Vi erano alternative possibili, piazza Carolina e, soprattutto, piazza Trieste e Trento.

Non spetta a noi fare i difensori d’ufficio di nessuno, ma se il Sovrintendente dice che non si violenta proprio niente e l’opera si può fare, le griglie servono per l’aerazione e i lavori si fanno lì perché c’è già un vano nel sottosuolo mentre altrove si sarebbe dovuto scavare, sembra non ci sia altro da aggiungere. Quanto alla faccenda delle vie di fuga, i tecnici hanno assicurato che le griglie “non inficiano le vie di fuga in caso di pericolo” (ing. Riccio, dirigente comunale).

Per inciso, mi pare di ricordare che tutti questi elementi fossero già contenuti nella delibera di Giunta comunale dello scorso marzo.

Come spesso accade, tanto rumore per nulla. Ma noi siamo il Paese del benaltrismo e molti sono iscritti al partito del non fare, per citare un alto dirigente dello Stato, poi c’è il rimpasto della giunta, le elezioni prossime e chissà cos’altro.

di Lucia Severino