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Il Lete

by Redazione

 

Charles-Pierre Baudelaire nasce a Parigi nel 1821. Nel 1857 escono ‘Les Fleurs du Mal’ ma il libro viene subito sequestrato per oscenità, per poi tornare in circolazione emendato di sei poesie giudicate particolarmente scandalose. Quella che segue è una di quelle sei. Perché ve la proponiamo? Perché è bella. E perché di questi tempi, ottusamente ed inutilmente ingessati, un richiamo ad un poeta scandaloso può aiutare a riflettere. 

 

IL LETE

  • Qua, sul mio cuore, anima crudele e fiera,
  • tigra adorata, mostro dall’aria indolente!
  • Immergerò a lungo le dita tremanti
  • nel fondo della tua folta chioma,

 

  • seppellirò la mia testa indolenzita
  • sotto la gonna impregnata del tuo odore,
  • respirerò come un fiore appassito
  • il dolce tanfo del mio defunto amore!

 

  • A dormire! Altro che vivere, a dormire!
  • In un sonno dolce da morire
  • sai, senza rimorso, che scarica di baci
  • sul tuo bel corpo terso come il rame!

 

  • Ci vuole l’abisso del tuo letto
  • per inghiottire placati i miei singhiozzi!
  • Sulla tua bocca c’è l’oblio potente!
  • Nei tuoi baci scorre il Lete!

 

  • Questo desiderio ormai è la mia delizia:
  • gli obbedirò come un predestinato.
  • E allora, via ad affogare il mio rancore
  • di docile martire e innocente condannato!

 

  • Il supplizio darà forza alla mia fede!
  • Via a succhiare il nepente e la buona cicuta
  • dalle punte graziose del tuo seno eretto
  • che non ha mai imprigionato un cuore!

 

Traduzione di Claudio Rendina (1972) – in foto: Delacroix, “Donne di Algeri”

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