Emma Lionetti, Arpa Campania – UO Mare.
Con la recente pubblicazione della delibera di Giunta regionale sulla rete di monitoraggio per la stagione balneare (Dgrc n. 123 del 10 aprile 2026 – Burc n. 20 del 13 aprile 2026) Arpa Campania riprende la serie di controlli istituzionali finalizzati a garantire ai bagnanti la salubrità del mare con esclusione di rischi sanitari per inquinamento di tipo fecale. A partire dal 15 aprile, lungo l’intero litorale campano vengono effettuati i campionamenti prestagionali (mese di aprile), definiti dal calendario regionale, su 323 acque di balneazione afferenti alle province di Caserta (n.39), Napoli (n.145) e Salerno (n.139). I prelievi proseguiranno nelle date prestabilite dal calendario regionale ogni mese fino al 30 settembre con l’ausilio delle imbarcazioni di proprietà dell’Agenzia, gestite e coordinate da personale specializzato della UO Mare della Direzione Tecnica di Arpac, UO diretta dal dott. Stefano Capone. Tutti i risultati vengono pubblicati, appena disponibile, sul sito dell’Agenzia.
Contestualmente ai campioni di acqua di mare definiti “routinari” posti nelle aree a maggior affluenza di bagnanti e rappresentativi di ciascuno dei 323 tratti di mare destinati all’uso balneare (allegato A della Dgr n. 123/2026), i tecnici dei Dipartimenti provinciali di Caserta, Napoli e Salerno, nelle date calendarizzate (Allegato D) campioneranno in ulteriori 35 punti aggiuntivi di prelievo, detti di studio (Allegato C) definiti in zone a presumibile rischio di contaminazione così come prevede la normativa di settore vigente. Ovviamente i controlli potranno essere intensificati, nel corso del monitoraggio stagionale, in caso di anomalie, riscontrate e/o segnalate, ad es. schiume, mucillagini, avvistamento di meduse, presenza di rifiuti solidi nelle acque, colorazioni atipiche dovute eventualmente a fioriture di microalghe, presenza o occasionali sversamenti di reflui industriali.
Annualmente sono all’incirca 2500 i prelievi in una stagione balneare e oltre 5000 determinazioni analitiche su un totale di circa 480 chilometri di costa destinata all’utilizzo ricreativo della balneazione.
Tutti i campioni prelevati saranno analizzati dai laboratori Arpac per la ricerca dei parametri batteriologici determinanti la balneabilità, Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, ritenuti indicatori di contaminazione fecale dell’Organizzazione mondiale della sanità e in caso di situazioni anomale saranno eseguite analisi per la rilevazione di tensioattivi, idrocarburi, nutrienti e fitoplancton. I casi con valori microbiologici non conformi a quelli di legge saranno comunicati immediatamente da Arpac ai sindaci dei Comuni di pertinenza per l’emissione dei conseguenziali provvedimenti di divieto alla balneazione a tutela della salute pubblica. Parimenti saranno resi subito noti i valori che rientreranno nei limiti normativi in modo da consentire alle amministrazioni comunali interessate di revocare la precedente interdizione alla balneazione.
I risultati analitici ottenuti, a cura dei referenti dipartimentali, saranno pubblicati in tempo reale sui portali istituzionali dedicati alla balneazione di Arpac e del Ministero della Salute, sull’app “Arpac Balneazione” e casi salienti tramite il profilo X di Arpac. Possibile anche la visualizzazione sul canale YouTube di alcuni momenti delle attività tecniche in mare a cura del personale Arpac e diverse notizie divulgative anche sulla pagina Instagram dell’Agenzia.
Una stima preliminare sulla qualità delle acque di balneazione ad inizio stagione balneare 2026, basata come da norma sulla classificazione annuale (Dgrc n. 42 del 19/02/2026 – Burc n. 9 del 23/02/2026) può essere ritenuta alquanto confortante con il dato costante del 98% di km di costa balneabile e solo il 2% di costa ancora vietata alla balneazione perché dichiarata “scarsa” nella delibera regionale che etichetta, per tutta la stagione balneare, ognuna delle acque sottoposte al monitoraggio Arpac. Resta esclusa dal conteggio la quota di litorale non adibito alla balneazione, all’incirca 60 chilometri, per la presenza di porti e approdi, strutture militari, aree marine protette nonché canali e foci di fiumi non risanabili.
La classificazione è definita ogni fine stagione balneare mediante un’elaborazione statistica degli esiti analitici dei controlli delle ultime quattro stagioni balneari (2022-2023-2024-2025). Le acque risultate di qualità eccellente, buona, sufficiente e quelle di nuova classificazione (acque risanate) sono ritenute balneabili ad inizio stagione balneare, mentre quelle risultate scarse dovranno essere vietate alla balneazione con regolare ordinanza sindacale per l’intera stagione balneare. Il divieto potrà però essere revocato anche in corso di stagione balneare se si verificano le condizioni di legge che ne attestino il risanamento (d.lgs. 116/08 e DM 30.03.2010).
Per questa annualità la percentuale dei km di costa in qualità eccellente del litorale campano è aumentata da 89 a 91%, dato che attesta l’andamento migliorativo della balneabilità in Campania. A livello provinciale rispetto alla scorsa annualità il valore percentuale di costa eccellente è in miglioramento nelle province di Napoli (da 87% a 90%) e di Salerno (da 90% a 93%) mentre risulta in diminuzione in provincia di Caserta (da 93 % a 86%). In ogni caso continua ad essere evidente il potenziamento gestionale della sorveglianza sulla qualità delle acque di balneazione campane con la messa in atto di tutta una serie di azioni mitigative intraprese con il lavoro sinergico tra i diversi enti istituzionali coinvolti.
Relativamente alla quota vietata perché di qualità scarsa il valore percentuale resta inalterato al 2% in provincia di Caserta e all’1% in provincia di Salerno mentre diminuisce dal 3% al 2% in provincia di Napoli.
In termini numerici per il 2026 sono 29 le acque che hanno variato la classe di qualità di cui 21 in miglioramento e le restanti 8 peggiorate (tab.1). Va ricordato che la variazione di classe, dal punto di vista del calcolo statistico, risente del set di dati del quadriennio considerato, che per il 2026 che comprende il monitoraggio degli anni 2022-2023-2024-2025.

Tab.1 – Elenco acque con classe di qualità variata nel 2026 rispetto alla stagione balneare 2025
Tra le acque in miglioramento raggiungono il target della sufficienza le acque scarse nella scorsa annualità denominate “Ex Cartiera” (Castellammare di Stabia, Na) e “Stazione Marina di Licola” (Pozzuoli, Na), mente al contrario da sufficiente passa in qualità scarsa il tratto di mare “Sud Picentino” nel Comune di Pontecagnano Faiano (Sa) a causa delle non conformità registrate nell’ultimo quadriennio di monitoraggio Arpac.
Le acque di qualità scarsa sono 9 per un totale di 7,915 km vietati alla balneazione rispetto ai 9,194 km registrati nel 2025 e ai 15,012 km del 2024 (Tab.2).

Tab.2 – Elenco acque risultate di qualità scarsa nel 2026
La maggiore criticità che determina la qualità scarsa di alcune acque di balneazione resta, con molta probabilità, l’inadeguatezza del sistema fognario di tipo misto, che in presenza di un aumento di portata dei collettori fognari per eventi piovosi intensi comporta l’entrata in funzione dei tubi di troppo pieno e lo scarico in mare di acque di fogna miste ad acque pluviali.
Per le acque scarse, considerate vietate temporaneamente alla balneazione, a tutela della salute dei bagnanti, il sindaco di pertinenza provvederà all’emissione dell’ordinanza di divieto temporaneo di balneazione e all’apposizione di opportuna segnaletica, già all’apertura della stagione balneare 2026 così da impedire l’esposizione dei bagnanti all’inquinamento e assicurare l’osservanza delle prescrizioni normative. Tale divieto, come detto, potrà però essere revocato anche in corso di stagione balneare nel caso in cui le autorità competenti mettano in atto e documentino alla Regione mirati interventi di risanamento in linea con i principi sanciti dalla norma e confermati successivamente da esiti favorevoli delle analisi microbiologiche eseguite nell’ambito dei controlli stagionali.
In ogni caso, ai sensi di legge, le autorità competenti, anche in assenza di dati analitici, qualora vengano a conoscenza di situazioni inaspettate che hanno o potrebbero verosimilmente avere un impatto negativo sulla qualità delle acque di balneazione o sulla salute dei bagnanti, devono adottare misure di gestione preventive che includano l’informazione del pubblico e, se necessario, un divieto temporaneo di balneazione, o comunque, una misura di limitazione della balneazione ai fini della tutela della salute dei bagnanti.
