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La Torre di Sele

by Federico L. I. Federico

Siamo arrivati sulla riva in sinistra idraulica del Sele, raggiungendola facilmente dopo avere attraversato il ponte che sovrasta la idrovora consortile piazzata accanto alla foce del fiume. Essa era ubicata alla quota del piano di campagna lungo la strada litoranea vecchia che si arrestava sulle sponde prima che fosse costruito il ponte nuovo.

La costruzione del ponte fu realizzata negli anni Settanta del Novecento e così il ponte congiunse le due sponde opposte. Due opposti confini. Non parliamo a caso di confini, perché la sinistra idraulica del Sele è stata fin dall’antichità qualcosa di “altro” rispetto a quella destra. E, storicamente, la sponda sinistra è stata per secoli la frontiera settentrionale dei Lucani. D’altra parte, prima della costruzione del nuovo ponte che abbiamo da poco attraversato, l’incauto viaggiatore male informato che arrivava al Sele costeggiando il mare si doveva arrestare davanti alle acque della destra idraulica. Poi – in mancanza di uno scafo per il guado – doveva fare marcia indietro. E poi ancora percorrere un vero e proprio periplo nelle campagne della piana fino ad arrivare sulla SS 18. Arrivato alla vecchia Statale, una volta Via Regia delle Calabrie, l’automobilista doveva poi scavalcare il Sele in località Ponte Barrizzo per ritornare sulle sponde della sinistra idraulica del fiume dopo una ventina di chilometri di percorso vizioso. Cioè arrivava dove siamo noi ora.

Là si trovava una taverna/locanda per cacciatori ed esploratori alla Indiana Jones, vista la “fertilità” archeologica dei luoghi. La gestiva una tranquilla famiglia locale: D’Anzilio. La taverna e la locanda si sono poi trasformati in una salumeria, poi in supermarket e in albergo, seguendo la parabola turistica ascendente del sito. Oggi ci sta ancora l’albergo e un bar che non trova spazio nei nostri ricordi.

A circa un chilometro e mezzo – dalla riva sinistra della foce verso l’interno, quindi sempre sulla sinistra idraulica – troviamo l’Heraion di Foce Sele. E’ l’antico santuario di Hera Argiva, risalente al Sec. VI a.C. L’Heraion fu ritrovato e riportato alla luce nella seconda metà degli anni Trenta del Novecento. Il santuario, famoso in antico, è citato da Strabone nella sua Geographia come luogo di culto e meta di devoti provenienti dalle Terre Lucane. E’ un luogo suggestivo che vale la pena di visitare, soprattutto se si ha la fortuna di trovare aperto il contiguo Museo narrante, ricavato nella Masseria Procuiali una trentina d’anni or sono. Il materiale ritrovato nelle stipi votive dell’Heraion – una sorta di fosse comuni di “ex voto” – è tanto abbondante quanto bello. C’è dentro la bellezza raffinata e serena della cultura magnogreca. Il lettore interessato farà bene ad assicurarsi che il Museo narrante sia aperto, facendo una telefonata agli uffici dei Beni Culturali o a quelli del Turismo.

Come ultima notizia diciamo soltanto che il territorio pestano – prima greco e poi lucano – divenne romano soltanto intorno al 270 a.C., epoca in cui fu fondata la colonia romana di Paestum. Si pensi che Pompei venne conquistata da Silla soltanto nell’anno 89 a.C., quasi duecento anni dopo, quando già aveva alle spalle una lunga storia pluricentenaria. E’ un dato che dovrebbe farci riflettere e non poco sulla grandezza della storia della Campania preromana.

Ora però ci fermiamo con le nostre riflessioni storico-geografiche per avvicinarci alla Torre di Sele. Diversamente dalla poco lontana e ottocentesca Torre Kernot, la Torre di Sele è un’antica torre di avvistamento e segnalazione di epoca vicereale e risale al XVI secolo. La sua planovolumetria troncoconica ne tradisce infatti senza incertezze l’epoca e l’origine. Era denominata Torre di Guardia Foce Sele perché era stata posta a guardia del ramo sinistro del fiume. Nei secoli è stata adattata alle esigenze dell’abitare al piano terra e al primo piano, raggiungibile con scala esterna. Una modesta sopraelevazione tradisce ancor più l’attuale destinazione della Torre ad abitazione di svago e riposo in riva al mare e al fiume. Un gran bel posto strategico. Ma è tempo di togliere le tende dalle Torri di Foce Sele e puntare sulla Torre pestana della Licinella. Andale, andale…

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