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Lo scandalo del Nobel rimandato

by Piera De Prosperis

Chi sbroglierà lo gliommero di quer pasticciaccio brutto di piazza Stortorget (leggi Stoccolma)?

Quest’anno il premio Nobel per la letteratura non verrà attribuito, nel 2019 sarà consegnato anche quello del 2018, si spezza una tradizione che dal lontano 1901 assegna a personaggi che si sono distinti in alcuni campi (fisica, chimica, fisiologia o medicina, letteratura, economia, per la pace), la tradizionale medaglia con un cospicuo riconoscimento in denaro. Non è la prima volta che il Nobel per la letteratura viene annullato e rimandato. Da quando esiste il premio era già successo in periodi difficili per la storia europea, come durante le guerre mondiali. Mai, però, il premio era stato posticipato per un motivo come quello di quest’anno: uno scandalo partito da una storia di molestie sessuali.

Tuttavia, il nucleo più profondo di questa incredibile storia va ricercata in una lotta di potere tra gli attori della vicenda.

Eccezion fatta per il Premio Nobel per la pace, che viene assegnato ad Oslo, tutti gli altri premi sono assegnati da prestigiose Accademie svedesi che hanno le loro sedi a Stoccolma.Tra queste spicca innanzitutto l’Accademia Reale Svedese delle Scienze, che assegna i Nobel per la fisica, la chimica e l’economia. Il Premio Nobel per la medicina viene assegnato invece presso l‘Istituto Karolinska.

Ma l’associazione più significativa, tra tutte quelle di Stoccolma legate al Premio Nobel, è sicuramente l’Accademia Svedese. Fondata nel 1786 da re Gustavo III come accademia Reale che assegna il Premio Nobel per la letteratura.

Proprio una contrapposizione durissima tra quest’ultima e la Fondazione Nobel, che finanzia il premio, sarebbe all’origine del garbuglio. Sono in ballo, infatti, altre istituzioni che si propongono in sostituzione dell’Accademia Svedese, tra le quali l’Accademia delle Belle Lettere.

E’, però, la Fondazione Nobel la pedina più importante di questa scacchiera, quella che distribuisce gli incarichi, gestisce la scelta delle Accademie e che, soprattutto, attraverso una politica di investimenti, conserva e se possibile aumenta l’entità dei premi Nobel. Lo scandalo che ha visto coinvolto Arnault, regista e fotografo franco-svedese, marito della poetessa membro dell’Accademia svedese Katarina Frostenson (che si è dimessa il 14 aprile) e la protervia del personaggio che, pare, da vent’anni portasse avanti la sua condotta scandalosa, sono state l’occasione buona per fare fuori un gruppo di cattedratici che siedono a vita quali membri dell’Accademia, con tutto quello che ciò comporta in termini di possibile clientelismo, mancanza di trasparenza, necessità di modernizzazione.

Il movimento #MeToo ha, quindi, dato lo spunto silurare un personaggio centrale della vicenda.

Nel novembre del 2017 il Dagens Nyheter, uno dei maggiori quotidiani svedesi, ha rivelato gravi accuse di violenza sessuale e molestie a carico di Arnault, soprannominato dalla stampa locale ‘il Weinstein di Svezia‘.

Diciotto donne hanno raccontato al quotidiano che tali eventi si sono svolti al Forum (società culturale del regista), così come in alcune proprietà dell’Accademia svedese di Stoccolma e Parigi. Gli episodi si sarebbero verificati tra il 1996 e il 2017 e tra essi uno coinvolgerebbe una vittima eccellente, la principessa ereditaria di Svezia, Vittoria.

In seguito ad una reazione a catena di dimissioni, la giuria è rimasta con soli dieci membri attivi, dato che, secondo il regolamento, i seggi dei dimissionari rimarranno vuoti fino alla loro morte. Per far fronte a questa crisi, il Re ha annunciato che modificherà lo statuto dell’Accademia, consentendo la nomina di nuovi membri, elettivi, in sostituzione di quelli dimissionari. In questo modo la Fondazione Nobel potrà avere mano libera nel confermare o meno il ruolo dell’Accademia Svedese nell’assegnazione del Nobel.

E’ un elemento di civiltà fare piazza pulita dei molestatori, l’aria nuova che tira non poteva certo lasciare fuori dalla polemica un premio così prestigioso, anzi, è bene ed opportuno che gli esempi siano clamorosi perché appaiano, poi, utili per la comunità tutta … ma è stata una buona occasione colta al volo, oggi, per altri scopi, tenendo conto del fatto che già venti anni fa c’era stata una prima denuncia, abilmente insabbiata.

Ultima considerazione: oggi le istituzioni che si pongono in modo così trascendente rispetto alla moderna società orizzontale dove uno vale uno, sono mal tollerate. Il web ha trovato una ghiotta occasione per colpire: ha senso far assegnare un premio da persone di questo tipo, “molestatori seriali”, arroccati nelle loro posizioni, indisponibili al cambiamento? Il tam-tam della rete non perdona, l’insofferenza all’autorità che, spesso, non ha l’autorevolezza richiesta, è il trend dei nostri tempi. La posizione della rete si è, quindi, magnificamente congiunta con le intenzioni politiche di chi voleva voltare pagina, colpendo a morte l’Accademia.

Anche il Nobel, come l’Oscar, è caduto sotto le critiche del web che più che mai ha dato spazio alla notizia, gongolando del fatto che nessuno è più intoccabile.

P.S.: ma la Svezia non era, nel nostro immaginario, la nazione dei liberi, belli, uguali e democratici?

di Piera De Prosperis

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