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News marinare e non solo

by Francesco Vorro
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Control room. Pochi giorni fa, a Cipro, è stato collaudato e attivato il primo prototipo dimostrativo di “control room” per flotte di navi cargo e cruise realizzata su software InfoSHIP della IB. Consente di gestire da terra la gran parte delle funzioni di bordo, rendendo possibile il controllo costante dei “parametri vitali delle navi”. Consumi, funzionamento dei vari sistemi, pianificazione delle manutenzioni, scelta delle rotte. La control room finisce quindi per essere una finestra aperta sulla flotta, indipendentemente dalla posizione di ciascuna nave. I dati affluiscono direttamente dai sistemi analogici o digitali installati sulle navi. Vengono poi analizzati, elaborati e visualizzati in diagrammi che garantiscono la tempestività dell’intervento decisionale in caso di anomalie o malfunzionamenti degli apparati di bordo.

Presidenti AdSP commissari. La Diga di Genova, le opere a mare della Darsena Europa di Livorno e il Polo cantieristico di Palermo. Sono questi, secondo Federlogistica, i primi esempi di utile conferimento ai presidenti delle Autorità portuali di poteri commissariali per la realizzazione delle necessarie infrastrutture. “Una formula questa che può funzionare legittimando gli Enti preposti al governo dei nostri porti che troppo spesso sono stati bistrattati e condizionati dalla burocrazia nonché da norme inadeguate”. Si auspica che, dopo la rapida esecuzione delle opere, le gestioni commissariali vengano superate attraverso una semplificazione normativa e procedurale. Non si tratta di un’idea nuova. Ogni volta che c’è un’emergenza si invocano i commissari straordinari che però, spesso, non hanno dato buona prova di sé. Basti pensare alle tante opere post terremoto rimaste incompiute. Anche la semplificazione normativa è un refrain ormai noto, ma quanto complesso.

Covid manager. Secondo un rapporto pre marzo 2020 di ANRA, il 51% delle aziende italiane era sprovvista di un qualunque piano di crisis management. Di quelle che lo avevano, solo il 14% prendeva in considerazione l’ipotesi di una pandemia. Nell’edizione 2020 dell’European Risk Manager Report, risulta che l’attenzione si rivolgeva agli attacchi cyber, alla mancanza di talenti-chiave (availability of key skills) per resistere alla concorrenza, agli effetti del climate change. I dati del COVID-19 Risks Outlook del World Economic Forum (maggio 2020) evidenziano tra le preoccupazioni dei risk manager: la pandemia (35,4%); la prolungata recessione globale (66,3%); la possibilità di fallimenti in serie (52,7%); gli attacchi informatici e le frodi (50,1%); la mancata ripresa di interi settori industriali (51,1%); l’interruzione delle catene di approvvigionamento (48,4%); le restrizioni al commercio e allo spostamento delle persone (42,9%). Solo nei mesi successivi è emersa l’importanza in azienda di un manager per l’attuazione delle misure di prevenzione e controllo anti-contagio e per il collegamento con le strutture del sistema sanitario. Anche in vista della campagna vaccinale e della futura gestione del rischio sanitario.