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by Redazione

VENEZIA. “Non ci erano riusciti i Saraceni ad annientare le due Repubbliche Marinare, la Superba, ovvero Genova e la Serenissima di Venezia; ci sta riuscendo oggi Roma”. Sono le parole altisonanti del Presidente degli agenti marittimi veneziani nonché coordinatore della Venezia Port Community, che rappresenta buona parte del mondo imprenditoriale e associativo portuale e marittimo della città. Si lamenta, da un lato, il caos del nodo autostradale genovese dovuto ai tanti cantieri aperti. Dall’altro, il progressivo interramento dei canali di accesso al porto di Venezia per i quali si attende ormai da anni una manutenzione. Sembra non sia servita la protesta di qualche tempo fa. Quindi: “la prossima volta le imbarcazioni e i manifestanti che scenderanno nei canali della Serenissima saranno molti di più”.

LIGURIA. Il “goffo tentativo di mettere a posto le cose accelerando in modo paradossale e grottesco le verifiche di sicurezza a viadotti e gallerie e paralizzando il traffico autostradale” rappresenterebbe, secondo il Presidente di Confetra Liguria, la sintesi di precise responsabilità che stanno portando il sistema “in default”. La preoccupazione, aldilà del “tracollo operativo” contingente, sarebbe quella di perdere definitivamente quote di mercato a vantaggio dei porti nordeuropei. “Senza i porti liguri si ferma tutto”. Si chiede quindi che ispezioni e verifiche infrastrutturali siano compiuti “nel rispetto e nella garanzia della piena operatività della rete”.

GENOVA. Sulla stessa lunghezza d’onda il responsabile ligure di Trasportounito. “Fa piacere che il Ministro De Micheli (ieri a Genova, NdR) ci abbia chiamati eroi, peccato che più che da eroi siamo stati trattati da reduci abbandonati a se stessi”. Sembra che la retorica la faccia da padrona non solo nella politica. “Caro Ministro De Micheli, se la Liguria e Genova si sono paralizzate per giorni, se il porto di Genova ha perso più del 30% del suo traffico, non guardi altrove. Si guardi in casa”. Più chiaro di così.

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