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Parco Velia 50 senatori dicono “N0” al museo sotterraneo

by Federica Inverso

Detto fatto: dai dubbi alla mozione. Cinquanta senatori hanno chiesto al Governo di abbandonare l’idea della ristrutturazione di una vecchia galleria ferroviaria dismessa, nel sito archeologico di Velia, per la realizzazione di un primo nucleo museale. Un progetto che dovrebbe costare alle casse dello stato poco più di sette milioni di euro. L’intervento è stato definito dai parlamentari “banale, inefficace ed un’impropria alternativa al museo di Elea-Velia vero e proprio”. Promotore della mozione il senatore pentastellato Franco Castiello.

Torna a far parlare di sé, dunque, la realizzazione del polo museale nell’antico sito archeologico. Ma prima del parlamentare del Movimento 5 Stelle, anche il Codacons Cilento e la Senatrice Margherita Corrado avevano espresso i propri dubbi sulla questione chiedendo chiarimenti al Ministro dei Beni Culturali. La vicenda va avanti da tempo. Proprio Castiello era stato uno dei primi a sottolineare l’importanza dell’edificazione di un “Museo nazionale di Elea-Velia” in un sito archeologico patrimonio dell’Unesco. Alla sua richiesta aveva fatto seguito la nascita del “Comitato civico l’essere per Elea-Velia”, presieduto dalla restauratrice Caterina Cammarano, e costituito da un gruppo di professionisti cilentani, con l’obiettivo comune di valorizzare l’intero territorio attraverso, appunto, la realizzazione del museo.

Già lo scorso gennaio, con una lettera indirizzata al direttore del parco Zuchtriegel, il comitato civico aveva espresso le proprie perplessità in merito ad alcuni rumors rispetto al progetto relativo alla realizzazione di un eventuale nucleo museale di Velia nella galleria sotterranea. “La riscoperta del territorio è uno dei temi principali per il turismo ed in quest’ottica il Museo occupa un ruolo essenziale in qualsiasi progetto di valorizzazione. – aveva sottolineato la presidente Cammarano – Museo inteso come punto di incontro tra noi e le nostre origini, elemento di riconoscimento dei luoghi, delle proprie identità, della storia e catalizzatore delle proprie eccellenze. Un Museo inteso non come un ‘contenitore’, ma un ‘percorso’ nella storia, una passeggiata nel tempo.”

Un’agorà, un luogo di aggregazione e ancor di più un’esperienza. Caratteristiche che nel progetto da sette milioni verrebbero meno anche e soprattutto per una questione di spazi. Ad accendere i riflettori sulla questione è stata la senatrice Corrado. La galleria, legata al tracciato ferroviario ottocentesco – ma post-unitario – è larga pochi metri e lunga circa duecentocinquanta, con due sole aperture, all’inizio e alla fine. Un luogo che appare “inappropriato come spazio espositivo per molti motivi – spiega Corrado – non ultimo l’alto tasso di umidità anche a causa della scarsa circolazione dell’aria e i materiali che attualmente ci sono rischiano anche di rovinarsi.” Si vocifera, inoltre, che il progetto preveda la costruzione di un ascensore, incompatibile con il sito che è patrimonio Unesco.

Velia ha bisogno e merita un museo nazionale, ma insomma, il progetto sotterraneo non convince. Il Comitato civico, per questo, ha avviato una petizione a cui hanno già aderito circa 7000 cittadini, 60 comuni e 4 comunità montane. “Si spera che i Ministri della Cultura e delle Infrastrutture, cui spetta la decisione finale, tengano conto della ferma volontà manifestata da associazioni, numerosi intellettuali, diverse imprese operanti in vari settori, a cominciare da quello turistico, che sostengono la necessità e l’opportunità di costruire ex novo il Museo Archeologico Nazionale di Elea-Velia e bocciano senza riserve l’alternativa soluzione di un museo sotterraneo allestito nell’umido e nel buio di una galleria ferroviaria dismessa.” Conclude il senatore Castiello.

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