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Partiti i lavori del Bisagno affidati al Consorzio ReseArch. “Costruire per Genova”

by Lucia Severino

Torrente Bisagno, 9/10 ottobre 2014. A causa delle forti precipitazioni in una zona da decenni a grave rischio idrogeologico, esonda provocando un’alluvione che arreca gravi danni. Seguito dal Fereggiano e dallo Sturla. Un uomo muore alle spalle della stazione Brignole. Il Paese resta sconvolto.

Torrente Bisagno, 30 maggio 2020. Partono i lavori della galleria dello scolmatore, un’opera fondamentale per la sicurezza della città di Genova, affidati al Consorzio Stabile ReseArch. Dalla Campania alla Liguria in un quadro di generale, fattiva collaborazione che rappresenta un precedente esemplare.

Si tratta forse della più grande opera di contenimento del rischio idrogeologico in Liguria. Un appalto da oltre 160milioni di euro bandito nell’ottobre 2019 e aggiudicato, con un ribasso del 10,37%, nel marzo 2020. Tempi record. I lavori consistono nella realizzazione di opere di sistemazione idraulica dell’alveo del torrente e nello scavo della galleria scolmatrice, lunga circa 6,5 km, dimensionata per la piena duecentennale. Quindi sarà completato il relativo sbocco a mare sulla spiaggia di San Giuliano e creato il raccordo col Fereggiano. Il materiale di scavo sarà utilizzato per il ripascimento delle spiagge del Genovesato. Il corretto inserimento delle opere nel contesto urbano sarà assicurato da specifici interventi funzionali.

I lavori dureranno circa 4 anni, precisamente 1.470 giorni, e vedranno impegnati 250 operai dei quali 100 liguri.

 

Alla cerimonia inaugurale erano presenti il ministro Paola De Micheli, il governatore Giovanni Toti, che è anche Commissario alla realizzazione degli interventi, il sindaco di Genova Marco Bucci e il presidente del Consorzio ReseArch Franco Vorro al quale abbiamo rivolto alcune domande.

Quali sono le imprese che eseguiranno i lavori?

Abbiamo formato un raggruppamento temporaneo, con la Manelli e la Amec, guidato da ReseArch che ha designato le sue consorziate D’Agostino Costruzioni Generali, di Montefalcione in provincia di Avellino, e Aicom, di Monopoli. Ma a valle del raggruppamento abbiamo costituito una società consortile di scopo che ho voluto chiamare Costruire per Genova. Un modo per testimoniare la nostra vicinanza e solidarietà con la città alla quale presteremo tutte le nostre capacità ed ogni sforzo possibile.

Sforzi necessari alla luce delle difficoltà tecniche e dei tempi di esecuzione.

E’ così, ma questo non ci impedirà di completare le opere nei tempi fissati. Dobbiamo farcela. Come ha detto il presidente Toti, non possiamo sbagliare nemmeno di un’ora. Quanto alla complessità dei lavori, che saranno condotti senza impatti negativi sulla città, è innegabile che presentino difficoltà legate soprattutto alla ristrettezza degli spazi nei quali saremo costretti ad operare. Ma le supereremo grazie alla formidabile sinergia imprenditoriale messa in campo coordinata dal nostro direttore di cantiere, l’ingegnere Francesco Barra.

Molti degli operai impiegati saranno liguri.

Si, e per due motivi. Per essere concretamente vicini a questa regione, raccogliendone le istanze occupazionali, e perché è utilissimo poter usufruire di manodopera locale. Abbiamo già ricevuto numerosissimi curricula che utilizzeremo per le necessarie assunzioni.

Sembra che si stia procedendo in un clima di grande collaborazione.

Addirittura di coesione, negli obiettivi e nei modi per raggiungerli. La Regione, il Governo e il Comune hanno operato ed operano di conserva, assicurando la collaborazione anche di tutti gli altri Enti coinvolti, in uno sforzo collettivo al quale tocca ora a noi offrire il fattivo contributo nella fase realizzativa. Costruire per Genova, appunto.

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