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Pompei Scavi: grande passato, presente difficile e futuro incerto

by Federico L. I. Federico
pompei scavi

La cronaca ci racconta di una ripresa, sia pure modesta ma vivace, delle presenze turistiche a Pompei Scavi. Si sa peraltro che Pompei è stata per decenni, ininterrottamente, dal dopoguerra fino a ieri, la località turistica maggiormente gettonata che ha generato flussi turistici virtuosi sull’intera area vesuviana, su quella sorrentino-amalfitana e sulla stessa Napoli. Nell’ultimo decennio Napoli però si è affermata stabilmente come sito di turismo autonomo e variegato, mentre Pompei ha battuto un record dopo l’altro, poggiandoli soprattutto sull’exploit dei viaggi organizzati su navi da crociera capaci di scaricare sulla terraferma migliaia di vacanzieri e turisti trasportati poi a Pompei su centinaia di bus.

A ruota di Pompei scavi andavano i siti archeologici vesuviani, mentre le aree costiere invece consolidavano i flussi turistici che le investivano.

La pandemia è stata un duro colpo per tutti, ma per Pompei essa assume dimensioni epocali, perché ai tempi del Covid-19 sono proprio le crociere ad avere subito – come è più di altri settori del comparto turistico – le maggiori flessioni.

Intanto la Soprintendenza Archeologica di Pompei, da un paio d’anni Parco Archeologico di Pompei, vive un momento di transizione dovuto al fatto che l‘attuale Direttore Generale Osanna è stato promosso a un nuovo incarico romano che dovrebbe vederlo impegnato a livello nazionale con i musei italiani. Massimo Osanna infatti ricoprirà a Roma il nuovo incarico di Direttore generale dei musei dello Stato. Lo ha deciso motu proprio il ministro dei beni culturali e turismo Dario Franceschini a luglio scorso. Osanna, secondo il Comunicato stampa, assumerà servizio alla Direzione generale Musei del MIBACT il primo di settembre 2020. «Il nuovo direttore del Parco archeologico di Pompei – come ha annunciato Franceschini a luglio – verrà scelto con la procedura internazionale di selezione che dal 2014 ha consentito di scegliere i migliori, esclusivamente in base al curriculum, in Italia e nel mondo, per le direzioni dei più grandi musei e parchi archeologici italiani». Insomma si profila, anzi incombe, il dopo Osanna.

Non a caso negli ultimi tempi le notizie provenienti da Pompei – pubblicate sulla grande stampa non hanno riguardato soltanto scoperte e scoop che con maestria comunicativa Osanna distribuiva ai giornali più vicini a lui – hanno riguardato anche argomenti sgradevoli o poco edificanti. Parliamo ad esempio della foto della turista in cima al tetto delle Terme del foro, sfuggita ai custodi e finora anche ai carabinieri. E poi è di ieri la notizia-bomba degli Scavi di Oplontis visitati da turisti senza alcuna provvidenza anti-Covid.

Infine, in ogni caso Osanna dovrà chiudere il Bilancio 2020, compreso quello tecnico e amministrativo del Grande Progetto Pompei, che presenta luci e ombre. Bene ha fatto quindi Osanna, in un’ottica di personale “sopravvivenza” nel panorama pompeiano di richiedere spazio nella storica Associazione Internazionale Amici di Pompei, oggi guidata dal Presidente Stefano De Caro, che vanta un curriculum più di lui denso e autorevole.

E ancora Osanna, con grande tempestività, ha annunciato sui media e sui social la creazione del Portale Pompeii Commitment. Materie archeologiche / Archaeological Matters. Come illustra il comunicato, si tratta di un progetto basato sullo “studio” e sulla “valorizzazione” delle “materie archeologiche” custodite nelle aree di scavo e nei depositi di Pompei e finalizzato alla costituzione progressiva di una collezione di arte contemporanea per il Parco Archeologico di Pompei. Sotto la direzione scientifica di Massimo Osanna. Si prevede nel prossimo anno 2021 l’avvio di un programma di commissione, produzione e presentazione di opere che, progressivamente, costituiranno la collezione d’arte contemporanea del Parco Archeologico di Pompei. Essa sarà composta da manufatti, documenti, esperienze degli artisti invitati a riflettere sui molteplici significati della materia archeologica pompeiana. L’idea è certamente suggestiva, forse tratta dalla esperienza positiva della Mostra di Igor Mitoraj tenutasi nelle due Pompei. E, con l’occasione, ci permettiamo di suggerire al prossimo Direttore Generale del Parco che forse sarebbe il momento di togliere il grande guerriero, che torreggia su Piazza Porta Marina, totalmente fuori scala, dall’alto del Tempio di Venere. E’ soltanto un solenne falso storico per il turista di bocca buona.

Anche così si può delineare un nuovo futuro per gli Scavi di Pompei.

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