Giovanni Gugliotti
Il Governo ha ridotto le risorse finanziarie destinate allo sviluppo dell’eolico offshore del porto di Taranto. Sarà perché siamo alla vigilia del ritorno all’energia nucleare? Il ministro Pichetto Fratin ha però assicurato che il taglio è temporaneo e tutto tornerà come prima nel corso del 2027.
L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio (AdSPMI) ha diffuso alcuni numeri:
- risorse inizialmente disponibili per lo sviluppo della filiera dell’eolico, 78 milioni di euro;
- dotazione oggi disponibile, 38.300.000 euro;
- finanziamento degli interventi previsti per il solo porto di Taranto, nel 2026, ridotti a 13.940.613,03 euro.
“Nella prospettiva di un reintegro, il Ministero – sottolinea il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Giovanni Gugliotti – ha evitato di modificare il rilievo strategico degli interventi e di inficiare gli obiettivi della misura prevista dall’articolo 8 del decreto-legge n. 181/2023 (…) le indicazioni del Ministro sembrerebbero tracciare un quadro meno allarmante”.
L’AdSP ha sempre riscontrato con tempestività tutte le richieste formulate dal Ministero, ma solo questo martedì ha appreso della rimodulazione delle risorse e quindi della necessità di adeguare il progetto alla nuova dotazione. Laddove un quadro finanziario stabile è essenziale per dare concreta attuazione agli investimenti programmati e consentire al Porto di Taranto di svolgere il ruolo strategico che gli è stato riconosciuto nello sviluppo della filiera dell’eolico offshore.
“Potrebbe risultare importante – aggiunge il presidente Gugliotti – per chiarire i piani di sviluppo dell’eolico off-shore in Italia, la presenza del Ministro in occasione dell’imminente evento Offshore Wind Revolution, che si svolgerà a Taranto l’8 e il 9 ottobre prossimi. Siamo convinti che un chiarimento complessivo sia necessario per un porto e una Città che hanno subito troppe volte in passato le conseguenze negative di cambi di programma”.
