Un risultato storico per il quale gioire. Fondamentale, per gli Stati Uniti ma anche per l’Unione europea alla vigilia di scelte politico elettorali cruciali, il successo dei democratici americani, segno tra l’altro della vitalità, malgrado i colpi subiti e le tante distorsioni, della democrazia negli Usa. Evitiamo tuttavia con la vittoria dei democratici negli Stati Uniti di ricorrere alla formula retorica e fastidiosa (porta anche male) del vento che è cambiato, una esaltazione che avverto in alcune dichiarazioni. In Europa si può tirare un sospiro di sollievo ma occorre che le coalizioni di centro sinistra siano coese, si liberino da ristrettezze e particolarismi che ne riducono le possibilità di affermazione. Penso all’Italia e soprattutto alla Francia. L’Ue dovrebbe più speditamente portare avanti politiche che permettano di ridurre il gap nelle innovazioni e nella produttività della economia avendo più coraggio nelle politiche comuni come quelle relative a investimenti pubblici. Il successo dei democratici negli Usa è un segnale pericoloso per Putin che attendeva un rafforzamento di Trump e si era speso in questa direzione.
Questo aspetto è particolarmente importante. Sul futuro non dare nulla per scontato.
Ci sono ancora due anni di Amministrazione Trump e i democratici hanno da prepararsi alla sfida decisiva per la Casa Bianca scegliendo la leadership adeguata e l’indirizzo programmatico convincente. Insomma, mi pare ragionevole quanto ha dichiarato Obama: “rimbocchiamoci le maniche delle camicie, si realizzino i cambiamenti annunciati, si offrano soluzioni ai problemi non agitazioni, unire non dividere…”. Mi sembrano utili considerazioni…
