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Scuola. Consigli e proposte per la riapertura di settembre

by Carmela Merone

L’Autrice è dirigente scolastico presso il Ministero dell’Istruzione

Come previsto dalla normativa, il Dirigente scolastico attua una “politica” della sicurezza nella messa a norma delle strutture e delle infrastrutture nel rispetto degli standard di qualità fissati per legge. Egli secondo il DM n.382/98art.5c.1, deve richiedere all’Ente territoriale proprietario la realizzazione degli interventi di adeguamento e di manutenzione promuovendo un coordinamento che attui misure gestionali e procedure comportamentali atte a contenere e ridurre il rischio. Da un lato gli enti proprietari devono dare in uso immobili e impianti fissi con tutte le relative certificazioni, dall’altro il DS ha la responsabilità della gestione, l’organizzazione del lavoro, l’utilizzo dei dispositivi individuali, le sostanze che vengono utilizzate, la sorveglianza, la gestione delle emergenze, l’utilizzo dei locali, delle attrezzature, degli arredi, la formazione e l’informazione del personale.

L’obiettivo principale in questo particolare momento, nell’incertezza che l’emergenza sanitaria possa ciclicamente ripresentarsi, è quello di individuare opportune misure di prevenzione e protezione, che devono essere osservate da tutti i soggetti coinvolti nella gestione del sistema sicurezza scuola. Quindi prima dell’ingresso a scuola a settembre, la formazione e l’informazione e l’addestramento devono essere obbligatori per tutto il personale scolastico, per le studentesse e per gli studenti e per tutte le diverse figure preposte alla gestione della sicurezza. Diversi sono gli strumenti attraverso i quali può essere fornita l’informazione: depliant, video, volantini, incontri di piccolo gruppo, lezioni in aula; avvisi in bacheca ecc. Deve inoltre essere predisposto un programma delle attività di informazione e modalità specifiche per chi verrà assunto.

Anche se non previsto dalla normativa, sarebbe auspicabile che tutta la formazione caratterizzata dall’emergenza Covid rientri in un piano organico di azioni di scuole in rete per l’inizio del nuovo anno scolastico, ponendo alla luce gli obiettivi specifici (operativi, strategici, di salute e di sicurezza) che le scuole si prefiggono. Una cassetta degli attrezzi, in massima libertà e autonomia  gestita da dirigenti scolastici ed enti locali, in relazione alle condizioni ambientali fra le diverse Istituzioni Scolastiche dello stesso o di diverso ordine, o fra plessi diversi, con la necessità di adottare soluzioni differenti, perché diverse sono le condizioni ambientali di cui tenere conto e legittime le soluzioni organizzative differenziate, in considerazione dei propri aspetti logistici e ambientali, che garantisca  continuità nel tempo ed efficacia all’azione educativa, in presenza e per le attività di recupero e laboratoriali a distanza. Potrebbe pertanto essere opportuno, prima di giungere a diramare circolari interne relative alla sicurezza e alla sorveglianza, coinvolgere gli organi collegiali, i genitori, il medico competente. La nomina di quest’ultimo è prevista dal D. Lgs. n. 81/2008, confermata dal decreto correttivo di cui al D. Lgs. n. 106/2009, in possesso dei requisiti formativi e professionali di cui all’art. 38 del D. Lgs. n. 81/2008. Egli deve visitare i luoghi di lavoro e collaborare con il datore di lavoro nell’effettuazione della valutazione dei rischi ivi presenti e se necessario avviare la sorveglianza sanitaria. Le scuole sono tenute ad aggiornare il Documento Valutazione Rischi a causa del Covid-19, inserendo procedure e modalità necessarie ad evitare il rischio di contagio e a come contrastarlo nel momento che si presenti. Il medico competente ha un ruolo importante nell’organizzazione degli spazi, per la formazione e l’informazione, per l’igiene e la sanificazione degli ambienti, ai fini della salute e della sicurezza non solo delle lavoratrici e dei lavoratori, ma a tutela della collettività.

Considerate le responsabilità che, ai fini della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, gravano sul Dirigente scolastico, la presenza del medico competente è importante anche per la sicurezza delle alunne e degli alunni, soprattutto per quelli che necessitano di particolari attenzioni. Sarebbe auspicabile prevedere nuovamente le figure del medico scolastico e dello psicologo, un servizio sanitario come supporto alle istituzioni scolastiche a partire da settembre.

Il Piano deve rilevare l’intenzione di investire sulle conoscenze e sulle competenze di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici per mirare ad una corretta attività di prevenzione. Ora più che mai è urgente che il quadro normativo sulla gestione della sicurezza degli edifici scolastici sia modificato e alleggerito nelle responsabilità dei dirigenti scolastici e di tutto il personale della scuola, per garantire una maggiore efficacia e concretezza delle azioni di prevenzione messe in campo. C’è bisogno di offrire alle famiglie un servizio importante, soprattutto dopo il lungo periodo di distanziamento sociale e, alle bambine e ai bambini, un’occasione per condividere esperienze, creare relazioni e crescere insieme alle/agli insegnanti e alle/agli proprie/i compagne/i, per tutelare il loro benessere.

Ho ribadito più volte che un’apertura della scuola in via sperimentale a piccoli gruppi a partire da aprile, dopo Pasqua, sarebbe stata un’occasione per riflettere su quanto fosse accaduto. Invece dei turni, si potevano collaudare ingressi scaglionati con fasce di orario flessibili, controllare gli spazi comuni, le palestre, le mense e integrare la didattica a distanza, laddove era possibile agire, con quella in presenza. Ora si ha la fretta nel reperire i locali per fare lezione e nel dare certezze alle famiglie, che a tutt’oggi vivono nell’incertezza di cosa accadrà a settembre. Ci saranno scuole che, come già è successo per la DAD, saranno abituate ad una programmazione condivisa ad ampio respiro, e quindi partiranno bene, ed altre rimaste in attesa che inizieranno con affanno. Tutto questo non farà altro che aumentare il divario tra le scuole e soprattutto creare sul territorio nazionale offerte scolastiche differenti per le studentesse e per gli studenti. Le scuole in alcuni territori hanno bisogno di spazi comuni, aule, arredi, ambienti accoglienti; prevedere luoghi diversi dalle strutture scolastiche presuppone una rivisitazione della normativa in merito alle responsabilità. Bisogna dare più potere alle Regioni che devono lavorare di concerto con le autonomie locali, uffici scolastici provinciali e regionali, soprattutto in termini di vigilanza, trasporto, risorse. In diversi territori nazionali non sono stati ancora organizzati tavoli di confronto, principalmente in merito ai trasporti e in alcune zone si è in forte ritardo nel reperire nuovi locali.  Si sa benissimo che il tutto deve essere garantito nel rispetto della sicurezza attraverso il controllo degli organismi interni all’attività lavorativa, ma anche attraverso gli interventi ispettivi delle strutture pubbliche preposte. Vigilanza, controllo e assistenza fanno parte del sistema organizzativo della sicurezza di una scuola.

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