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Che partita stanno giocando?

by Lucia Severino

Non è una domanda alla quale sia semplice rispondere. In teoria, non fosse che per rispetto degli elettori, tutti e tre dovrebbero correre per vincere le prossime elezioni regionali. Ma la realtà è più complessa e i candidati sono diversamente autonomi nel fissare i propri obiettivi politici. Basti pensare a come sono stati scelti.

De Luca si è scelto da solo, imponendosi ad un PD (e alleati vari) che mostra gravi carenze di leadership sia a livello locale che nazionale. Caldoro è stato per mesi in balìa di una trattativa estenuante e ne è uscito ostaggio di mille amici/nemici. Ciarambino rappresenta una scelta di bandiera obbligata dopo il naufragio del tentato accordo Pd/5Stelle.

Per tacere del fatto che sono gli stessi candidati di 5 anni fa. E anche di 10 anni fa, se si esclude la Ciarambino. Come se il tempo si fosse fermato.

Corrono davvero tutti e tre per vincere?

Il presidente uscente certamente si. Forte di un consenso crescente, almeno stando ai sondaggi (sulla cui attendibilità in questo periodo è però più che lecito nutrire dei dubbi), e di una corsa spasmodica e generalizzata a salire sul carro del (presunto) vincitore.

Caldoro se la gioca. Hai visto mai che da qui a fine settembre cambia qualcosa? Però in un certo senso ha già vinto. Come minimo ha davanti a sé altri 5 anni in Consiglio regionale come leader formale dell’opposizione e ottime chances di tornare in Parlamento alle prossime politiche. Se poi dovesse vincere: bingo. Ma non si straccia le vesti.

Analogamente Ciarambino. Resta leader del M5S in Regione e nessuno le chiede davvero di vincere. Anzi, forse la sua candidatura è frutto di un sostanziale, inconfessabile, patto di desistenza in favore di De Luca.

E noi ora cosa facciamo?

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