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“Se il peggio è alle spalle lo dobbiamo ai cittadini”

by Gianluca Volpe
cittadini

Provo ad immaginare ciò che ha potuto pensare chi si è trovato a guardare le immagini della bagarre avvenuta alla Camera in occasione dell’ultima informativa del Presidente del Consiglio Conte in Parlamento. Deputati, per carità, democraticamente eletti e legittimamente occupanti seggi all’interno dell’organo rappresentativo “per eccellenza” della nostra Repubblica, che si acciuffano manco fossero dei fanciulli alle scuole elementari, mentre milioni di cittadini attendono risposte. Forse non è del tutto chiaro che questo non è il momento del “di chi è la colpa” e, nonostante l’inizio della Fase 2, che ha consentito la riapertura della quasi totalità delle attività economiche, la ripresa è ancora molto lontana. A milioni di Italiani, tra lavoratori dipendenti ed autonomi, che da oltre tre mesi non percepiscono alcun reddito, poco interessa come sia stata gestita la sanità in Lombardia due decenni fa o, quanto meno, non ritengono sia un argomento così urgente da occupare le menti “geniali” dei nostri Onorevoli mentre viviamo una delle crisi più gravi dell’ultimo secolo.

“Se il peggio è alle spalle, lo dobbiamo ai cittadini che hanno modificato i loro stili di vita”, queste alcune delle parole del Presidente Conte alle quali potremmo tranquillamente aggiungere: perché se fosse dipeso da voi, saremmo stati spacciati.

Ebbene si, gli italiani hanno dimostrato grande senso di responsabilità e, salvo qualche rarissima eccezione, hanno assunto comportamenti assolutamente rispettosi delle regole, mostrando, da nord a sud, una grande coesione e solidarietà con coloro che combattevano in prima linea. L’esatto contrario è avvenuto in Parlamento dove ogni dibattito è stata un’occasione persa per dare un contributo utile; uno spettacolo indecoroso che ha visto, nell’ultima seduta che ha ospitato i rappresentanti del Governo, un degno epilogo.

Mentre in queste occasioni, quasi come un rimprovero per l’esercizio superficiale del diritto di voto da parte di noi cittadini, viene ripetuto il luogo comune “abbiamo i rappresentanti che ci meritiamo”, a noi, invece, piace citare le parole di Giovanni Falcone: Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il proprio dovere”.

A proposito, a settembre si vota!

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