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AngoloMilano. Estate sotto il castello

by Luca Rampazzo

Milano si attrezza per fronteggiare una strana estate. Il Covid ci ha fatto perdere la forma di turismo che Stefano Golfari, giornalista di TeleLombardia ha, con lungimiranza, definito del “To Do”. In sostanza, dopo Expo, il Mondo ha capito che Milano non era Francoforte e poteva essere considerata anche una meta turistica. Per cui se intervistavi delle comitive in Piazza Scala, alla domanda sul perché fossero lì, ti rispondevano che Milano era una cosa “To Do”, da fare. Ecco, forse quest’anno la folla multietnica e multicolore non sarà della partita, quindi ci si deve reinventare. E qui prende le mosse l’ambizioso piano della Giunta Milanese per l’estate più strana del secolo (almeno sinora, si intende).

Il Comune punta sulla rivalutazione culturale della città. E lo fa puntando con decisione su tre linee:

  1. Piattaforma informatica unica per la comodità del turista: sarà possibile prenotare (perché è ragionevole pensare che sarà l’unica modalità sostenibile sul lungo periodo) ingressi e biglietti in un unico luogo virtuale.

  2. Per avere un flusso garantito, non potendo nemmeno far conto su un turismo nazionale, ci si ingegnerà con un’alleanza tra Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova (e Varese?) per conquistare un turismo di prossimità.

  3. Il target di questa operazione è un turista abituato all’outdoor, tra i 26 ed i 45 anni, che sia stato all’estero e che ora voglia riscoprire finalmente la propria città o quanto meno la città in cui ha deciso di accasarsi. È una scelta coraggiosa, non essendoci dei precedenti su cui valutare la possibilità di riuscita del piano.

È una roadmap che va a completare un’altra offerta incentrata sugli impianti sportivi. Per esperimento, dalla prossima settimana, apriranno alcune piscine. Se non riparte l’epidemia le si potranno usare come passatempo per famiglie e villeggianti impossibilitati ad andare al mare. Verrebbero poi potenziati gli orari di apertura e non verrebbero più chiuse le piscine indoor, ma anzi se ne porterebbe l’apertura fino a mezzanotte. Consentendo, a chi si prenoterà, l’accesso ad un ambiente controllato.

Concludiamo la carrellata parlando dei Centri Estivi. Che, in effetti, sono stato molto combattuto se citare o meno. Il dubbio risiede nel fatto che, più che presidi per una vacanza emozionante, sono vero e proprio welfare familiare. I bambini sono stati estremamente colpiti, anche emotivamente, dall’impossibilità di giocare e confrontarsi coi coetanei. I centri per i bambini del Comune sono organizzati dal 29 giugno al 7 agosto in 41 scuole. Questa è solo frazione di quel mosaico di summer school che il Comune ha immaginato coinvolgendo parrocchie, centri sportivi e altri soggetti interessati. Ma resta il punto di riferimento principale.

Il vero punto di criticità è l’esistenza stessa delle vacanze. Ci andremo? Chi? Quanto? Resta ancora da capire quanto popolata sarà la città a Ferragosto.

Pesa, inoltre, l’assenza di un palinsesto per anziani. E qui, forse, si sarebbe dovuto far di più. Anche in ottica sanitaria, potersi riunire in maniera controllata è un modo formidabile per studiare l’andamento della malattia, poter intervenire ai primi segnali e non lasciare sole persone che sono pericolosamente esposte alla depressione, soprattutto in periodi vuoti come quelli estivi. Ma va ricordato che la programmazione potrebbe risentire di fisiologici ritardati dovuti all’incertezza del quadro normativo in cui muoversi. Per cui esiste l’ipotesi che un piano terza età vi sia, ma venga annunciato più avanti.

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