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Tifosi a piedi. La Regione non ne sapeva niente

by Redazione

De Luca, si sa, vuole fare di nuovo il governatore. De Gregorio, capo di EAV, sta facendo un pensierino al Comune di Napoli. Mancherà pure un bel po’ alle prossime amministrative, ma chi ha tempo non aspetti tempo e i voti dei tifosi costretti a tornare a casa a piedi dopo la partita di sabato, a causa del mancato prolungamento dell’orario dei trasporti pubblici su ferro, fanno comodo.

Forse anche per questo l’infinita querelle fra Regione e Comune ha toccato nuove vette. Luca Cascone, presidente della commissione trasporti del consiglio regionale, se la prende con l’assessore comunale ai trasporti, Mario Calabrese, reo a suo giudizio di non aver chiesto “supporto e aiuto per potenziare i servizi”.

E perché non lo avrebbe fatto? Perché ancora al mare, tra “tuffi e spaghetti alla Nerano”. Non proprio elegante e neanche tanto stringente. L’attacco personale risulta sempre inevitabilmente sguaiato, ma c’è in giro per l’Italia un vento di bullismo al quale si adeguano in tanti. Non è bello, non è utile e neanche divertente, a meno che Crozza non ci faccia su una parodia. La Cumana in Campania l’ho portata io.

Cascone insinua, anche, che la richiesta non sia stata avanzata “per penalizzare un po’ i tifosi del Napoli per far arrabbiare De Laurentis”. Della serie: per dispetto di mia moglie mi taglio i baffi. Sai poi come sarà rimasto sconvolto DeLa. Ma tutto fa brodo.

Solo che noi non abbiamo capito perché mai il Comune dovrebbe segnalare alla Regione che c’è una partita. In zona San Paolo ci sono la linea 2 della metro e la Cumana, gestite, rispettivamente, da Trenitalia e da EAV per conto della Regione. Il Comune su ferro non ha niente in quella zona. Non sono i gestori del servizio che dovrebbero farsi carico dei picchi di affluenza? Non sanno quando gioca il Napoli?

Altro che mancanza di leadership, come dicono sui giornali. Cara EAV, mettiti un po’ a lavorare e fai girare questi benedetti treni, che gli stipendi te li paghiamo noi.

di Redazione

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