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Trapani “porta italiana” verso l’Africa

by Francesco Vorro

Venerdì scorso, 10 dicembre, al Museo Regionale Agostino Pepoli di Trapani, L’Autorità di Sistema Portuale del mare di Sicilia Nord Occidentale, competente sui porti di Palermo, Trapani, Termini Imerese e Porto Empedocle, ha fatto il punto sul lavoro svolto negli ultimi quattro anni.

Un lavoro che avrebbe fatto di Trapani la “porta italiana” dei traffici e dei collegamenti con l’Africa. Nuovo waterfront, completamento del terminal per l’accosto dei fast ferries e degli aliscafi, riqualificazione del nuovo terminal crociere, dragaggio dei fondali ed infine un progetto per la nuova base per la nautica da diporto.

Più in generale, il Presidente Monti ha svolto un’analisi molto dura della situazione:

 

  • l’attuale Codice degli appalti sarebbe “bizantino”;
  • le AdSP sarebbero da decenni in attesa di un codice di comportamento sulle concessioni e della definizione di uno status giuridico differente da quello di Enti pubblici non economici;
  • le funzioni commissariali, laddove esistenti, possono di fatto essere vanificate dall’apparato burocratico;
  • addirittura, senza la riforma portuale, della pubblica amministrazione e della giustizia, il PNRR sarebbe “costretto a percorrere una rotta ad altissimo rischio”;
  • infine, totale presunta inutilità degli stanziamenti per elettrificare le banchine portuali, quando tutto il naviglio mondiale si starebbe orientando verso scelte energetiche diverse.

 

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