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Vicenda Bagnoli: altro che 2024

by Lucia Severino

Vediamo cosa è veramente successo venerdì 14 giugno nella Conferenza dei servizi sul PRARU di Bagnoli, ossia il programma di rigenerazione urbana che stabilisce cosa si realizza, dove e come.

La Conferenza dei servizi, per chi non lo sapesse e detta in soldoni, è un tavolo attorno al quale siedono tutti gli Enti in qualche modo coinvolti nella definizione di un intervento pubblico. Spesso vengono chiamati ad esprimersi anche quelli che non c’entrano. Nel dubbio meglio abbondare.  Si procede a maggioranza, ma alcuni pareri sono vincolanti. E’ uno strumento nato per snellire (senza riuscirci, di solito) le procedure di approvazione.

Ebbene l’altro giorno, contrariamente a quanto hanno voluto lasciare intendere alcuni annunci, non è stato approvato l’intero PRARU, ma solo una parte. Lo stralcio urbanistico, che dice cosa si vuole realizzare e dove. Condizione necessaria ma nient’affatto sufficiente per partire con i lavori.

La normativa italiana al riguardo è strana. Contrariamente a quanto avviene in altri Paesi europei, in primis la Germania, dove prima si valuta qual è lo stato dei luoghi e poi, di conseguenza, si decide cosa farci sopra, da noi prima si stabilisce cosa fare e poi si va a vedere se e come si può fare.

Differenza sostanziale. Potrebbe capitare di posizionare, che so, un campo giochi in un sito fortemente inquinato. Sarebbe quindi necessario, sempre se possibile, eseguire una bonifica integrale, complessa, lunga e costosissima. Invece, conoscendo in partenza la situazione delle aree, potrebbe essere più conveniente realizzarvi un’opera diversa, magari un parcheggio, che non impone una bonifica hard. O magari non realizzarvi niente proprio.

Adesso, approvato lo stralcio urbanistico, si procederà all’analisi del rischio. Ossia a valutare quale bonifica eseguire per consentire la realizzazione delle opere individuate. Pare che Invitalia l’abbia già pronta e che sarà quindi pubblicata a breve.

Dopodiché, verrà sottoposta alla valutazione tecnica di una serie di Enti. L’ARPAC – l’Agenzia regionale per l’ambiente in Campania, l’Istituto superiore di sanità, l’ISPRA, il Ministero dell’ambiente e non è detto che non ci siamo dimenticati di qualcuno. In caso di pareri positivi e senza prescrizioni, il Commissario Floro Flores potrà approvare l’analisi, se vorrà usare i propri poteri, altrimenti convocherà una nuova Conferenza dei servizi.

Una volta benedetta l’analisi di rischio si potrà procedere con i progetti di bonifica e poi con le gare di appalto e poi con i lavori (sempre che la magistratura dissequestri le aree). Per tacere del fatto che la Valutazione Ambientale Strategica – VAS, recentemente emessa, prevede la Valutazione di Impatto Ambientale – VIA (non meno di due anni per ottenerla) per molti degli interventi previsti. Come la vedete? Troppi poi?

La Regione Campania, presente in forze alla Conferenza dei servizi con il vicepresidente Bonavitacola, l’assessore Discepolo, il direttore generale Pinto e altri, ha sollevato una serie di problemi forse non del tutto campati in aria. All’invito pressante ad esprimere parere formale, positivo o negativo che fosse, ha votato contro. A margine della riunione c’è stato anche un siparietto tra Bonavitacola e Arcuri, AD di Invitalia. Ma come, ti opponi? Io volevo mantenermi sul vago, ma se mi costringi devo dire no.

Vedremo come procederà la vicenda, ma non sembra probabile che nel 2024, come promesso, la bonifica sarà completata. Forse il concorso internazionale di idee verrà davvero bandito a breve, ma è questa la strada giusta per risolvere i problemi e guadagnare almeno una piccola parte del tempo perduto?

Il ministro Lezzi ha parlato di “una giornata importante per i cittadini”. Parlare è facile.

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