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I vincitori de Il Premiolino 2026

Giornalismo d’inchiesta, racconto del presente, cultura e qualità dell’informazione

by Redazione
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Bicocca degli Arcimboldi di Milano. La giuria de Il Premiolino ha designato i vincitori della 66ª edizione del premio giornalistico italiano.

Sono: Anna Foa («La Stampa»), Viviana Mazza («Corriere della Sera»), Gabriella Colarusso («la Repubblica»), Stefano Feltri («Revolution» podcast su Rai Radio 3), Floriana Bulfon (giornalista freelance, collabora con varie testate e con la Rai) e Sacha Biazzo (videoreporter, collabora con «Report», Rai 3). E’ stato inoltre ha assegnato il Premio Pirelli per la Scuola 2026 a Rai Scuola.

Il Premiolino è un riconoscimento dedicato alle personalità “che si distinguono per rigore professionale, qualità della scrittura, indipendenza, capacità di interpretare la complessità del presente e impegno civile”.

La Giuria, presieduta da Chiara Beria di Argentine, è composta dai giornalisti già vincitori del Premio e successivamente nominati a vita: Benedetta Tobagi, Giulio Anselmi, Piero Colaprico, Francesco Costa, Ferruccio de Bortoli, Mattia Feltri, Milena Gabanelli, Enrico Mentana, Donata Righetti, Gian Antonio Stella, Carlo Verdelli e Silvia Sciorilli Borrelli. Antonio Calabrò fa parte della giuria per il Premio Pirelli per la Scuola.

Chiara Beria di Argentine, Presidente della giuria:

“In un mondo che assaporava con la riconquistata libertà il crescente benessere, una sera del 1960 a Milano, si ritrovarono a cena al ristorante Bagutta un gruppo di uomini nati tra gli anni Venti e Trenta di diversissima estrazione ed esperienza che avevano attraversato il fascismo, la guerra e il periodo post-bellico. Buon vino, ottimo cibo, entusiaste discussioni, goliardia. A unirli la professione – erano tutti giornalisti – la gran parte d’origine emiliano-romagnola, in forza a Milano capitale dell’editoria. E soprattutto erano tutti maschi. Furono i Vergani, il celebre padre Orio e il giovanissimo figlio Guido, a insistere perché da una costola del Premio letterario Bagutta, fondato nel 1956, nascesse un premio dedicato al giornalismo ovvero a segnalare un’inchiesta super documentata, un articolo particolarmente brillante, una vignetta, un titolo e in particolar modo giovani colleghi che si distinguevano per impegno e libertà dal conformismo. Con poche lire della “Selezione del Reader’s Digest” – il primo sponsor – nacque così il Premio al giornalista del mese; primo presidente della giuria, Enzo Biagi. Per l’edizione 1960 tutti i 12 vincitori furono maschi, da Arturo Carlo Jemolo a Gianni Granzotto a Mauro De Mauro, il valoroso reporter de L’Ora di Palermo che sarà ucciso dalla mafia. Di femminile, quell’anno, ci fu solo “La redazione de La Stampa” che per altro, visti i tempi, e certi editori meriterebbe anche oggi una lode. Ciò detto, già alla seconda edizione, per il mese di gennaio 1961, il premio venne assegnato a una promettente redattrice del settimanale L’Europeo. Si chiamava Oriana Fallaci per l’articolo “La sirena dei vent’anni”, profilo della cantante Mina.

Milano, 8 maggio 1961, serata della premiazione – allora si teneva 3 volte l’anno –, Fallaci ritira la pergamena e dichiara: “Ogni persona libera, ogni giornalista libero, deve essere pronto a riconoscere la verità ovunque essa sia. E se non lo fa è – nell’ordine – un imbecille, un disonesto, un fanatico. Il fanatismo è il primo nemico della libertà di pensiero. E a questo credo io mi piegherò sempre, per questo credo io pagherò sempre: ignorando orgogliosamente chi non capisce o chi per i suoi interessi e le sue ideologie finge di non capire”. Da quella sera, dopo Oriana F., il premio, diventato Premiolino di giornalismo, con sponsor due illuminati imprenditori come Piero e Giansandro Bassetti e che dal 2023 è sostenuto con uguale liberalità dalla Pirelli, che ha persino voluto dedicare un suo premio all’informazione sul cruciale mondo della scuola, sono stati insigniti centinaia di giornalisti. Anno dopo anno senza più distinzioni di sesso. Basta andare al sito www.ilpremiolino.it e scorrere la voce Albo d’Oro per ricostruire un affascinante libro del giornalismo italiano al femminile. In giuria, le prime giornaliste entrate con il voto di “lor signori” sono state Valeria Sacchi, Donata Righetti, Natalia Aspesi, Milena Gabanelli, Benedetta Tobagi, la sottoscritta e dalla prossima edizione Silvia Sciorilli Borrelli. Nelle redazioni dei vari media la presenza delle donne non fa più notizia, non si può dire lo stesso delle ancor poche figure apicali. In un mondo frantumato in mille pezzi, abbiamo votato quest’anno – non è un caso – soprattutto giornaliste chiamate a raccontare o analizzare le gesta e le guerre di leader “imbecilli, fanatici, disonesti”, nemici della libertà di pensiero.”

La cerimonia di premiazione si terrà lunedì 5 ottobre presso il Piccolo Teatro Grassi di Milano.

 

 

I profili dei premiati, come diffusi da Il Premiolino:

Sacha Biazzo – Originario di Potenza, Sacha Biazzo è giornalista investigativo e videoreporter. Dopo l’esperienza a Fanpage e numerose collaborazioni internazionali, le sue inchieste hanno riguardato criminalità organizzata, corruzione e diritti umani.

Floriana Bulfon – Giornalista investigativa e autrice, Floriana Bulfon ha dedicato gran parte del proprio lavoro alle mafie e ai sistemi criminali contemporanei. Le sue inchieste hanno contribuito a portare all’attenzione pubblica dinamiche spesso invisibili legate alla criminalità organizzata e alle nuove strutture del potere criminale in Italia e nel mondo.

Gabriella Colarusso – Giornalista di Repubblica e firma della redazione Esteri, Gabriella Colarusso segue da anni Medio Oriente, Iran e grandi scenari geopolitici internazionali. Il suo lavoro si concentra in particolare sulle trasformazioni politiche e sociali internazionali, sui diritti civili e sui grandi temi che attraversano le aree di crisi.

Stefano Feltri – Nato a Modena nel 1984, Stefano Feltri ha una laurea in economia alla Bocconi e un MBA all’Università di Chicago. Già vicedirettore del Fatto Quotidiano, fondatore e direttore di Domani, oggi cura la newsletter Appunti su Substack e conduce Revolution su Radio Rai 3. È editorialista di Internazionale, Vanity Fair e Italy Post. Il suo ultimo libro è Il nemico (Utet, 2025) dedicato a Elon Musk. Nel corso della propria attività ha raccontato le trasformazioni del capitalismo contemporaneo, le crisi economiche e i nuovi rapporti tra tecnologia, finanza e politica.

Anna Foa – Nata a Torino nel 1944, Anna Foa è storica, saggista e studiosa della storia ebraica europea. Ha insegnato Storia Moderna all’Università La Sapienza di Roma e nel corso della sua attività ha lavorato sul rapporto tra memoria, identità e storia contemporanea.

Viviana Mazza – Nata a Catania nel 1978, Viviana Mazza è inviata del Corriere della Sera e da anni segue gli Stati Uniti e i grandi scenari internazionali. Ha raccontato campagne elettorali americane, crisi globali e trasformazioni politiche contemporanee. Accanto all’attività giornalistica ha sviluppato un importante lavoro editoriale dedicato anche ai giovani lettori.

 

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